08/02/10 New Fulvio Abbate. Un ricordo di Dario Bellezza
Mi ha colpito molto, navigando sul sito di Fulvio Abbate, Teledurruti (una televisione monolocale), questo ricordo del poeta Dario Bellezza.
“Mi rimangono le dediche sui libri, A Fulvio, da Dario suo, l’ho molto apprezzato benché fosse omosessuale lo avevo portato a cena a casa di mia madre, era il 1976, eravamo a Mondello, fu l’unico anno in cui prendemmo in affitto una casa, lì al mare, il cielo era alto, azzurro, sembrava che tutto dovesse cominciare, la vita si mostrava come uno scivolo, come il taboga che ti porta dalla roccia al mare, Fulvio Abbate, Teledurruti, in ricordo di Dario Bellezza, qui al Cimitero degli Inglesi di Roma”
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07/02/10 Che fine hai fatto fratello? Su “Che cosa ti sei perso” di Alessandro Dal Cin (Lupo Editore)
Alessandro Dal Cin è autore, per i tipi di Lupo Editore, del romanzo intitolato “Che cosa ti sei perso”, pubblicato nella collana “In Box”, definita dallo stesso editore e artefice Cosimo Lupo “una collana nata per dare spazio a voci nuove che hanno qualcosa da dire”, per chi è “capace di mettersi in gioco e di misurarsi con la grande narrativa”. Una sfida emozionante, dunque, come ogni esordio. Alessandro Dal Cin, nato negli anni settanta, ha svolto l’attività di critico musicale e fa attualmente parte di un progetto di musica elettronica per il quale ha pubblicato alcuni singoli con etichette discografiche indipendenti. Lo spunto che darà il via alle peripezie di Mattia, protagonista suo malgrado, è semplice: suo padre un giorno è scomparso di casa, lui era piccolo, sua madre, a seguito di questo evento è uscita di senno. Passano gli anni. Mattia cresce, diventa adolescente e poi ragazzo; la sua vita non è di molto dissimile da quella dei suoi coetanei. La provincia, il lavoro, gli amori sospesi, poche le occasioni per deviare dalla monotonia. Finché un giorno questa vita non viene turbata da un evento che scuoterà Mattia dal suo torpore, mettendolo in contatto con un frammento plausibile del suo passato, concedendogli la possibilità di mettersi in cerca di suo padre. Mattia è in visita ad una mostra fotografica dove gli capita di imbattersi in uno scatto che ritrae la casa di quando era bambino, proprio nel giorno in cui suo padre è scomparso. La visione dell’immagine e il desiderio di mettersi in viaggio, sulle tracce dell’ignoto fotografo, sono due facce di una stessa medaglia. Mattia inizierà un viaggio che lo porterà fino in Spagna, dove incontrerà freakkettoni, criminali, artisti e proprietari di bar; la parte ragionevole delle sue peripezie sarà condotta da due donne. A tutti Mattia offrirà il suo sorriso enigmatico e un atteggiamento disincantato nei confronti della vita, da tutti prenderà un indizio che lo aiuterà a confrontarsi con se stesso e il suo passato. Mattia nonostante un vago senso di estraniamento e di inadeguatezza nei confronti delle situazioni non perderà tuttavia il suo obbiettivo, quello cioè di trovare il fotografo che, in quella fatidica notte, era in casa sua. Colpisce positivamente – è uno dei casi rari in cui accade – l’atteggiamento di ’strafottenza’ del protagonista, una chiave quasi zen che gli consente di attraversare le situazioni e gli incidenti di percorso senza farsi coinvolgere e, nella peggiore delle ipotesi, riuscire a mantenere la calma anche quando gli eventi prenderanno una piega più rischiosa. Alessandro Dal Cin offre al lettore uno spaccato plausibile di una generazione che ha vissuto la sua formazione senza una direzione e senza i suggerimenti dei saggi, ascoltando una voce che invita a scoprire, anche sbagliando, pur di preservare la propria innocenza nei confronti del mondo. Il viaggio di Mattia è un viaggio alla riscoperta della sua identità, e “Che cosa ti sei perso” è una vera e propria ‘road novel’, dove il ritmo rapido scelto per l’evoluzione della struttura narrativa gioca un ruolo cruciale, affidando le chiavi di questa storia a un finale aperto e allo stesso tempo inaspettato. Un esordio felice che lascia il lettore già in attesa di un seguito.
Tag:Alessandro Dal Cin, Cosimo Lupo, Luciano Pagano, Lupo Editore
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06/02/10 Questo è il pezzo prossimo che faccio. È la storia degli ultimi cinquantanni italiani raccontati attraverso gli amori e gli umori di una donna che si chiama Aida. Rino Gaetano
Tag:Aida, Rino Gaetano
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06/02/10 “Il terrorismo”, di Antonella Colonna Vilasi – Tour di presentazione
Il 10 febbraio ed il 5 marzo il libro sarà presentato in Campania, rispettivamente a Salerno e a Napoli, mentre il 27 febbraio sarà la volta della Calabria con un primo appuntamento a Catanzaro
Continua il tour de “Il terrorismo”, un libro che ripercorre il fenomeno degli anni di piombo con rinnovata ed equa attenzione. Il testo si articola in tre sezioni. Si parte dalle stragi di Piazza Fontana e della Stazione di Bologna, passando attraverso un’accurata ricostruzione dei diversi movimenti e relative sigle eversive, per concludere col Golpe Borghese. Quello che si snoda è un fruibile, accurato resoconto che attinge a sentenze, articoli, interviste, nonché testimonianze a tutto campo. La prossima presentazione toccherà la Campania alla vigilia del già annunciato incontro di Roma dell’11 febbraio. A Salerno, col patrocinio dell’Università, l’appuntamento è previsto per il 10 febbraio alle ore 18:00, presso la libreria Feltrinelli (Corso Vittorio Emanuele I, 230). Dopo il recente convegno di Milano, con Guido Salvini, GIP presso il Tribunale di Milano, Gianni Cervetti, ex membro della Segreteria del PCI, Vincenzo Fragalà, ex componente della Commissione Stragi, e Gianluigi Nuzzi, giornalista di Libero, per la data di Salerno sono previsti, tra gli altri, interventi di Giuliano Minichiello e Carlo Chirico (Università di Salerno) e di Franco Roberti (Procuratore della Repubblica di Salerno). Questo libro evidenzia anni in cui la politica dei blocchi consolidati con la guerra fredda condizionava, di fatto, sovranità nazionali e questioni interne. Puntuali vengono riportati, all’interno del testo, riferimenti internazionali, nondimeno sono altrettanto curati quegli aspetti regionali che caratterizzarono il fenomeno, prestando attenzione alle plurime valenze politiche che, a vario titolo, si accomunarono negli intenti di lotta armata. A Napoli l’appuntamento previsto è per il 5 marzo alle ore 18:00, presso la libreria Guida Port’alba (Via di Port’alba, 19), mentre in Calabria la scrittrice presenterà per la prima volta il suo libro a Catanzaro il 27 febbraio alle ore 18:30, presso la libreria Caffé Letterario (Via Menniti Ipppolito 5/7). Qui interverranno Francesco Bruno, criminologo, Mario Caliguri, direttore Master Intelligence Università della Calabria, e Giuliano Ricca, del Centro Studi Intelligence dell’Università della Calabria. Prevista un’ulteriore data da definire anche a Cosenza.
Il 18 marzo, infine, è stato fissato un nuovo incontro a Roma alle ore 18:00, presso Melbookstore (Via Nazionale, 252) dove seguirà un aperitivo.
Tag:Antonella Colonna Vilasi, Carlo Chirico, Francesco Bruno, Franco Roberti, Gianluigi Nuzzi, Gianni Cervetti, Giuliano Ricca, Guido Salvini, Mario Caliguri, Vincenzo Fragalà
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05/02/10 L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica
L’opera di Alberto Giacometti che vedete in fotografia, “L’Homme Qui Marche” (L’uomo che cammina, 1961) è stata battuta all’asta da Sotheby’s per 74,4 millioni di euro. Il prezzo più alto mai raggiunto da un’opera d’arte. Qui potete ammirarla senza spendere un soldo.
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29/01/10 Viaggio nel paese del comunismo reale.
Non ci vedevamo da un po’ di tempo. Negli ultimi anni ho finito col frequentare il negozio sempre meno perché trovare un parcheggio da quelle parti era impossibile. Non basta perdere tempo in cerca di un posto di lavoro, adesso devo impazzire anche per un posto auto, non era cosa. Così entro in negozio. Gironzolo tra le mercanzie. Lui mi accoglie subito “allora, ti sei sposato?”, “…ancora no, ci devo pensare, dammi dieci minuti”. Continuo a gironzolare. “Quindi non ti sei sposato. Devo dirti una cosa. Tu sai che io sono comunista vero?”. Annuisco. “Ma non comunista come quelli che ci sono adesso…” – il mio viso si fa interrogativo, lascio che prosegua – “…ma sì, sciacquati, io non sono come quelli, io sono comunista-comunista”. Ha ragione. “Ebbene, c’è un luogo nel mondo dove sono riuscito a realizzare il comunismo reale, ed è la mia famiglia, te lo confesso, io sono contento, sono contento di questa cosa”. Come lo invidio, è riuscito a creare una microcellula comunista in terra, come avrà fatto? “A casa mia – siamo in tre – ognuno produce secondo le sue possibilità e consuma secondo i suoi bisogni reali. Tanto è vero che mio figlio non produce nulla (nds non lavora o lavora poco o lavoricchia o non fa nulla) e consuma più di tutti”. Uau! Passo alle domande. “E se fossi solo, se non mi dovessi o potessi sposare, come potrei realizzare il comunismo da solo? Esistono forme di autocomunismo?”. Fa un sorriso “…ma certo che esistono, la sega: la sega è autocomunismo. Anche se per fare il vero comunismo bisogna essere almeno in due, con un figlio è meglio, in tre esce meglio, quindi devi sposarti e fare un figlio al più presto”. Io che credevo di essere capitato lì per caso soltanto adesso scopro di essere stato mosso come una pedina dalle dita sottili del Signore, che oggi ha deciso al posto mio in materia illuminazione personale. Ho bisogno di ragguagli, “…quindi se ho capito bene, produci secondo la possibilità e consumi secondo il bisogno, e se non produci nulla? Non consumi nulla?”. “Vedi che non hai capito? Quello è il Socialismo”. M’illumino d’immenso, “…bene, quindi se non produci non consumi e in più ti chiudo in camera per punizione abbiamo lo Stalinismo…”. L’amico s’intorvisce, come se avessi trasceso, “no, non hai capito, quella è un’altra storia”. Va bene. Prendo, vado alla cassa, pago e esco salutando “dammi il tempo, una cosa alla volta, comincerò dalla più semplice, quando ci vedremo ti aggiorno”. Gli animali sono tutti uguali, è vero, ma certi sono più uguali degli altri. Ciao.
Tag:Animal Farm, Comunismo, News, Racconto
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28/01/10 Del perché non ho mai recensito “Il giovane Holden”

Che poi uno una recensione de “Il giovane Holden” non la scrive per tanti motivi. Il primo motivo è semplice, quando sei affezionato a un libro è difficile parlarne senza essere emotivi, senza lasciarsi andare a sciorinare tutti i ricordi che sono collegati a un testo. Sono momenti questi in cui il miele e il veleno rischiano di confondersi troppo con il colesterolo, lì nel sangue, e combinare guai. Allora uno pensa al perché non ha mai scritto una recensione per uno dei suoi libri preferiti e si dice che non ne vale la pena forse, di mettersi a scrivere di Holden, Bardamu, Adrian Leverkühn o Gregor Samsa; non ne varrebbe la pena davvero perché sarebbe come tirare acqua ad un mulino nel quale gli tsunami passano per la cruna degli aghi da troppi anni. Insomma, complicato. Poi succedono cose come questa e ci ripensi, e ti ricordi che una volta ci hai pure provato a buttare giù qualche appunto su “Il giovane Holden”, hai iniziato a leggerlo, hai continuato, e dopo dieci pagine ti sei dimenticato che volevi scrivere qualcosa e sei uscito di casa e poi sei ritornato e hai finito di leggere “Il giovane Holden”, ma non ci hai scritto su nulla. È vero che certi libri bisogna leggerli, e che parlarne toglie tutto il gusto. So già che tutti i giornali la meneranno giù con la storia di Salinger che non voleva farsi vedere, Salinger che voleva scomparire e tutte le altre cazzate. Ci sarà pure qualcuno che avrà il gusto così cattivo di aggiungere che forse adesso Salinger riposa in pace al riparo dai rompicoglioni, forse è tutto vero. Forse in un mondo come il nostro per togliersi di mezzo bisogna crepare, semplicemente e dignitosamente al riparo dai riflettori. Quel che resta, buone o cattive, sono le opere. E lo stile.
“Lei alzò un po’ le spalle, come aveva fatto prima, e poi disse, freddissima: – Ti secca darmi il mio vestito? O è troppo disturbo? – Era una ragazzina che ti gelava. Anche con quella vocetta pigolante, riusciva a metterti addosso un po’ di fifa. Fosse stata una di quelle vecchie prostitute cavallone, truccata come una maschera e via discorrendo, non sarebbe riuscita a gelarti in quel modo.
Andai a prenderle il vestito. Lei se lo mise eccetera eccetera, e poi raccolse il soprabito dal letto. – Ciao, mezza cartuccia, – disse.
- Ciao, – dissi io. Non la ringraziai né niente. E sono contento che non l’ho fatto.”
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28/01/10 Haiku per Salinger
Haiku per Salinger
Jerome David Salinger is gone outside
to catch the world out of his rye.
Goodbye
Jerome David Salinger
(New York, 1º gennaio 1919 – Cornish, 28 gennaio 2010)
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28/01/10 Gocce, un sms per salvare l’acqua con una poesia
Dal 05 febbraio al 02 marzo 2010
L’Accademia Mondiale della Poesia promuove il
2° Concorso
“Gocce, un sms per salvare l’acqua con una poesia”
Il concorso è aperto a tutti, con una sezione speciale dedicata agli studenti di tutte le scuole italiane. Il concorso è indetto in occasione della Giornata Mondiale della Poesia dedicata alla figura di Tonino Guerra. La giuria è composta da qualificati protagonisti della letteratura contemporanea tra cui il poeta italiano Andrea Zanzotto e la poetessa brasiliana Marcia Teophilo. L’Accademia Mondiale della Poesia in occasione delle celebrazioni della Giornata Mondiale della Poesia proclamata dall’UNESCO per il prossimo 21 marzo, promuove il concorso “Gocce, un sms per salvare l’acqua con una poesia” in collaborazione con Accademia Kronos Onlus (promotrice del Premio Internazionale “Un Bosco per Kyoto”), AMREF (African Medical and Research Foundation), Darwin Edizioni (specializzata nel settore dell’editoria scientifica e naturalistica) e Vodafone.
L’ONU ha dichiarato il 2005-2015 “Decennio internazionale dell’Acqua”. L’acqua è sempre stata oggetto di ispirazione per i poeti di ogni nazionalità (da Petrarca a Ungaretti tra gli italiani, da Goethe a E. Thomas fra quelli stranieri, solo per citarne alcuni).
Il concorso ha lo scopo di sensibilizzare le persone e in particolar modo i giovani studenti sul tema dell’acqua: un bene che riguarda tutti e che tutti dovrebbero considerare con più riguardo. L’ACQUA è un diritto per tutti i popoli, fonte di ogni vita e risorsa sempre più scarsa che va tutelata.
A partire dal 5 febbraio, fino al 2 marzo 2010, i partecipanti potranno inviare una poesia dedicata all’acqua, al numero 340 4399777, della lunghezza massima di 800 caratteri, spazi inclusi, inserendo all’inizio nome, età e città di provenienza, partecipando così al concorso di poesie via sms e dimostrando in questo modo anche la loro sensibilità per la salvaguardia dell’acqua.
Concorso per le scuole:
Un’attenzione speciale è riservata alle scuole di tutta Italia che potranno partecipare al concorso che prevede inoltre una sezione speciale in lingua veneta, inviando un messaggio al numero 340 4399777 della lunghezza massima di 800 caratteri inserendo all’inizio SCUOLA nome scuola e città se si partecipa come classe e ALUNNO cognome nome e città se si partecipa individualmente.
In occasione delle celebrazioni della Giornata Mondiale della Poesia, che avrà luogo il 19 marzo prossimo a Verona, verranno proclamati i vincitori del concorso.
La giuria:
Fra i membri della Giuria, due candidati per il Premio Nobel della Letteratura, la poetessa brasiliana Marcia Theophilo e il poeta italiano Andrea Zanzotto; il Presidente del WWF Oasi Antonio Canu, il Presidente di Accademia Kronos Onlus, Ennio La Malfa; il Prof. Francesco Vallerani, dell’Università Cà Foscari di Venezia; i giornalisti Ottavio Rossani del Corriere della Sera, Costanza Lunari di Gardenia e Grazia Francescato, giornalista ambientalista; Alessandro Troisi, Editore Darwin Edizioni; Alberto Benetti, Assessore all’Istruzione, Edilizia Scolastica, Promozione del lavoro e Politiche Giovanili del Comune di Verona, Stefano Quaglia, Ispettore della Direzione Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto; Ferdinando Cerchiaro, Dirigente Tecnico dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto; Anna Lisa Tiberio, dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Verona.
Le poesie saranno pubblicate sul sito: http://cis.laser-group.com/giornatapoesiasms.
Voto del pubblico:
Anche il pubblico potrà esprimere il proprio parere votando la poesia ritenuta migliore, inviando al numero 3404399777 il testo “VOTO” seguito dal numero della poesia scelta, visibile sul sito internet http://cis.laser-group.com/giornatapoesiasms. Per ricevere gratis il programma via sms del concorso o della Giornata Mondiale della Poesia, basta inviare al numero 3404399777 il testo “STAMPA” se si fa parte di un organo di informazione, “POESIA” in caso di addetti ai lavori, oppure semplicemente “PUBBLICO”.
Per ulteriori informazioni:info@accademiamondialepoesia.com , cell.; 346 701 59 29
http://www.accademiamondialepoesia.com/
Tag:Accademia Kronos Onlus, Accademia Mondiale della Poesia, Alberto benetti, Alessandro Troisi, AMREF, Andrea Zanzotto, Anna Lisa Tiberio, Antonio Canu, Costanza Lunari, Darwin Edizioni, Ennio La Malfa, Ferdinando Cerchiaro, Francesco Vallerani, Grazia Francescato, Marcia Teophilo, Ottavio Rossani, Stefano Quaglia, Tonino Guerra, Unesco, Vodafone
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27/01/10 Carosello al termine della notte
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24/01/10 LA STRADA DI LEVI
Presso il Teatro Franco Parenti
Via Pier Lombardo 14, Milano
27 Gennaio – ore 18.00
[ingresso libero fino a esaurimento posti]
Marco Belpoliti, Davide Ferrario, Andrea Cortellessa
presentano in occasione della Giornata della Memoria 27 gennaio 2010, La strada di Levi e Da una tregua all’altro. Dvd & libro in libreria dal 21 gennaio
con gli autori: Anna Bravo e Stefano Jesurum
La strada di Levi, Chiarelettere
Tag:Andrea Cortellessa, Anna Bravo, Davide Ferrario, Marco Belpoliti, Stefano Jesurum, Teatro Franco Parenti
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16/01/10 Un deputato piccolo piccolo. Se il diario di Anna Frank diventa un libro osé.
Bisogna andare indietro fino al 1948, a George Orwell e al suo capolavoro 1984, perché venga in mente un immagine simile, quella cioè di un Potere che crede di cambiare la storia cancellandone le tracce. Il fatto è noto e oramai sempre più “tristemente noto”, proprio a ridosso della prossima Giornata della Memoria, proprio dopo che qualcuno ha tentato di trafugare l’insegna “Arbeit Macht Frei” dal campo di concentramento di Auschwitz, qualche settimana fa, e, infine, proprio dopo la recente scomparsa Miep Gies, la donna che salvò il diario della piccola Anna Frank (già, una ragazzina) dall’oblio della Storia. In questo contesto si inserisce la ‘minchiata’, non esiste altro termine nemmeno a sviscerare i quasi 300.000 lemmi della nostra lingua uno a uno, di un deputato della lega, Paolo Grimoldi, il quale si accorge che in una quarta elementare del paese di Usmate Velate (Monza-Brianza), uno dei testi di lettura adottati è proprio il “Diario di Anna Frank”. Il solerte lettore si imbatte nei passi in cui Anna Frank, di poco adolescente, scopre la sua sessualità, descrivendola nel diario (si tratta di pagina 220); certo, se Anna non fosse stata una perseguitata anziché scrivere un diario avrebbe confidato i suoi segreti all’amichetta del cuore, ma sai, quando sei ebreo e vivi in una soffitta per nasconderti dai nazisti è difficile non cercare passatempi per impiegare la mente e non pensare al Terrore. Il deputato quindi decide che il testo è inadatto alla quarta elementare. Apro una parentesi. Io la quarta elementare l’ho frequentata in una scuola di Novara, in Piemonte. Anni ottanta, prima che la Lega dilagasse. Nelle ore di Musica ho imparato a suonare Bella Ciao con il flauto. Tra le letture che ci accompagnavano dalle elementari alle medie, oltre che Anna Frank, c’era “Se questo è un uomo” di Levi, e c’era anche Rigoni Stern e Calvino, racconti che descrivevano l’orrore senza andare troppo per il sottile. Che fine hanno fatto gli attributi dei professori? Possiamo davvero sentirle tutte? Perché i professori non vanno in parlamento e perché, soprattutto, i deputati della Lega Nord non tornano a scuola, almeno per laurearsi? Dato che a ognuno di noi, qualsiasi professione vogliamo intraprendere, è stato chiesto almeno una volta di mostrare il curriculum, facciamo un salto su Wikipedia per conoscere il pedigree culturale di Paolo Grimoldi. Apprendiamo che il giovane uomo, nato nel settembre del 1975 (mio coetaneo), si è Diplomato presso un Liceo Scientifico e ha svolto la professione di artigiano. Fin qui tutto bene, direbbe il protagonista de “L’odio”, quel che importa non è la caduta, ma l’atterraggio. Il nostro si è infatti prodigato come coordinatore dei Giovani Padani, una carica che proviene da un lavoro strenuo, un rastrellamento di energie, una profusione di volantini propagandistici per andare incontro alle esigenze di odio e risentimento dei padani doc, delle vere e proprie chicche tra le quali non possiamo non citare “Per Prodi lo studente padano vale 4,80€” insieme a un altro caposaldo della letteratura mondiale della propaganda quale può essere “Non vogliamo diventare gli asini d’Europa”. Sta tutto sul sito, basta andare su Wikipedia e navigare tra i link del sito di Paolo Grimoldi. Ora, quella che nutro non è certo una riserva sul campo. Io stesso ho sempre svolto lavori che ho imparato col fare, molta pratica a cui segue la teoria e poi ancora pratica. Quello che più dovrebbe farci pensare, forse, è che il parlamento è pieno di certi loschi figuri che, senza un minimo di preparazione storica o culturale, riempiono le pagine dei giornali con proclami irriguardosi. Basti pensare che il diario di Anna Frank è stato riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, proprio come le Dolomiti, per fare un esempio che potrebbe risultare più vicino alla sensibilità del Grimoldi; non Charles Bukowski, né Henry Miller, né tanto meno Alberto Moravia, che in “Io e lui” rendeva protagonista di un romanzo niente meno che il membro del co-protagonista. A dire il vero è la stessa cosa che accade oggi, se è vero che il cielodurismo leghista, entrato definitivamente in parlamento ha ridotto tutto a una querelle sessuale, perfino l’Olocausto. Orrore.
nel fotomontaggio una Anna Frank ignara e il deputato Paolo Grimoldi
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16/01/10 Ed io parlo, scrivo e fumo. Giovanni Bernardini si racconta
Estratto dell’intervista a Giovanni Bernardini per l’uscita del suo nuovo libro “ED IO PARLO, SCRIVO E FUMO” edito da Lupo Editore prossimamente in libreria. Intervista a cura di Stefano Donno e realizzata da ACMElab. www.acmelab.it
Tag:ACMElab, Giovanni Bernardini, Lupo Editore, Musicaos, News, Stefano Donno
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14/01/10 A chi vuole scrivere Libero e a chi no. Paolo Nori e Andrea Cortellessa ne discutono a Roma con Maria Teresa Carbone
ricevo un’interessante email da Andrea Cortellessa e pubblico:
Oggi Francesco Borgonovo, direttore delle pagine culturali di Libero, titola:
INQUISIZIONE
PROCESSATE L’AUTORE CHE SCRIVE SU LIBERO
È forse il caso di precisare che il dibattito di martedì sera è stato organizzato da Paolo Nori. Sarà dunque questo il primo caso in cui il Giordano Bruno di turno si rivolgerà ai Cardinali del Sant’Uffizio al fine di farsi bruciare vivo (uso la metafora, invero un po’ indelicata parlando dell’autore di Grandi ustionati, in quanto essa è stata usata oggi stesso, dallo stesso quotidiano, nell’articolo di commento di Giampiero Mughini: “Le cose sono molto diverse da come le mette la cialtronesca iniziativa di chi vorrebbe mettere al rogo Paolo Nori”). E quelli magari – come il sadico della barzelletta al masochista che lo implora di frustarlo – risponderanno ghignando: No!
Pubblici discorsi
19 gennaio – Roma
Martedì 19 gennaio, a Roma, alla libreria Giufà, in via degli Aurunci,
alle ore 21,
c’è una cosa che si chiama
Si può collaborare con Libero?
Andrea Cortellessa, che pensa di no,
e Paolo Nori, che pensa di sì,
ne discutono con Maria Teresa Carbone
Tag:Andrea Cortellessa, Francesco Borgonovo, Libero, Librerià Giufà, Maria Teresa Carbone, Paolo Nori
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