Gli “Sguardi” di Claudio Martini


Claudio Martini compirà cinquanta anni tra tre settimane, gestisce i progetti di valutazione della qualità dei servizi tossicodipendenze presso la ASL n°3 di Torino, nella nota riportata qui sopra potrete leggere altre informazioni biografiche sulla sua (densità) di vita. Claudio Martini è uno scrittore, la sua scrittura e le sue modalità di espressione artistica non sono disgiunte dalla sua presenza sulla rete, il suo sito personale ospita racconti, spunti e riflessioni; lo pseudo-nimo che ha scelto è writer, dove con write si deve intende chi scrive sui muri.
Il suo ultimo libro ‘Sguardi’ è uscito con Raggio Verde, la casa editrice leccese legata all’omonima associazione artistico-culturale, dalla quale sono emersi alcuni dei talenti della scena nazionale e salentina, un luogo dove si sono organizzati centinaia di eventi.
Cominciamo parlando di ‘Solitudine’, uno dei racconti contenuti nella seconda parte del libro, intitolata ‘Ordinarie Patologie’. Un vecchio professore di filosofia accarezza il sogno di (ri)scrivere in un libro (al massimo di mille pagine) la storia del mondo, una storia apocrifa che parta da Atlantide e arrivi ai giorni nostri. La scrittura dovrà essere fantasiosa ma realistica, supportata da valide (seppure inventate) documentazioni; la riscrittura della storia si arresta non appena il professore giunge alle soglie della modernità, all’invenzione della stampa e al 1476. Claudio Martini costruisce e annienta nel giro di poche pagine un mondo compiuto. Il suo personaggio si ripega su se stesso, il mondo cui vorrebbe dare una nuova storia non gli piace, sprofonda in una solitudine che gli da un breve sollievo, “anche le energie investite (che noi chiamiamo impropriamente emozioni o affetti) sono rette da leggi idraucliche, da una meccanica di apertura e chiusura simile a quella di un rubinetto che regola il volume dell’acqua […] Se io aiuto qualcuno, lo faccio in base ad un calcolo preciso, ad un’equazione matematica. Assecondare le sue richieste è meno faticoso, che negarle”.
Nella scrittura di Martini si avverte un senso profondo del cinismo, un ciniscmo dettato da constatazioni minuziose e realistiche della vita quotidiana. Nella seconda ‘patologia’ Martini scrive il discorso di uno scrittore che è in procinto di ritirare il Nobel per la letteratura, creando un distacco e una sorpresa tra quello che c’è prima (ferree considerazioni morali sulla necessità del mantenimento di un ordine costituito), e il dopo (scoprire che queste considerazioni sono il frutto di una mente che in teoria dovrebbe essere illuminata da un pluralismo culturale), al di là di ogni paragone, per rendere più facile l’esempio, sembra di ascoltare Celine mentre sta per andare a ritirare l’ambito riconoscimento.
Questo è uno dei modi utilizzati da Martini per creare disagio e sorpresa nel lettore, presentare meticolosamente una situazione, per poi farci crollare addosso il suo esatto opposto.
La prosa di “Sguardi” è limpida, senza pesantezze né compiacimenti, scorre veloce e al termine di ogni racconto ci lascia una domanda, vaga, terrificante; se le prime due storie possono essere frutto di fantasia su cui si innestano pensieri reali, in “Flame Sperimentale” siamo a contatto con la più cruda realtà, una chat erotica, pretesto per un rapporto a tre, una lei e due lui, il protagonista diviene succube psicologico del suo ‘maestro’ di giochi, i tre si perdono di vista, lo ‘sguardo’ dell’autore è vigile, l’incontro del protagonista con il suo ‘maestro’: “Cammina insieme ad una ragazza alta e bella, parlano con tranquillità ed indolenza”.
Questi “Sguardi” sono l’esatto contrario, il ciniscmo è dettato dalla partecipazione e non dall’indifferenza. Il racconto è costruito in due movimenti, nella conclusione del secondo Flame viene approfondita la vicenda del ‘gioco’, naturalmente con finale a sorpresa. Uno dei temi che affiorano più spesso è l’attrito tra l’uomo e la città, descritto con spietatezza, il ritmo che va mantenuto per affrontare la giornata, le mille contraddizioni che nascono nella mente, perché i protagonisti di Martini è come se non agissero, bensì ‘svolgessere’, secondo un principio morale dettato dall’ineluttabilità di una vita che non piace. Questa sezione del testo si contrappone alla prima, dove l’Autore fa un resoconto di luoghi (Lisbona, Praga, Edimburgo, Torino, Fez, L’Avana, Stann Creek, Città del Messico), viaggi, incontri ed esperienze. La vividezza dei suoi incontri fa da contrappeso alla spietatezza del mondo descritta nelle due parti seguenti.
C’è un racconto, ‘L’odio’, che racchiude gli atteggiamenti del personaggio nei confronti della realtà. Lo stesso accade nella terza ed ultima sezione, intitolata “Frammenti”, dove Martini conduce una disamina delle ‘repulsioni’. Un gioco ed una narrazione che risulterebbero sfiancanti se non condotti, come fa l’Autore, con precisione nella ingua e misura nel dosaggio degli effetti, la prosa di Martini non è mai superflua, si gioca sullo spiazzamento, sulla presentazione di ‘orrendi’ luoghi comuni, nei quali irrompe uno scarto ‘sorprendente’, un deragliamento finale. In ciò alcuni momenti di ‘Sguardi’ ricordano la prosa dell’esistenzialismo colto nei suoi esperimenti meno noti e più cerebrali (vedi “Il solitario” di Ionesco o i primi romanzi di Gombrowicz).

Claudio Martini nasce a Taranto il 28 Gennaio del 1954. La sua famiglia si trasferisce a Torino nel 1956. Si laurea in Psicologia Clinica, presso l’Università “La Sapienza” di Roma nel 1976, con 110/110 e lode.
Tra il 1978 ed il 1979 lavora come psicologo nel servizio socio-psico-pedagogico rivolti ai minori disabili presso l’Unità Sanitaria del Casentino (Arezzo).
A 26 anni si trasferisce in America Latina dove, tra il 1981 ed il 1984, assume il ruolo di coordinatore della ricerca e docente ordinario di Psicologia dello Sviluppo, Consulenza Educativa e Metodologia della Ricerca Psicologica nella Facoltà di Psicologia della Università di Guanajuato (Messico). Tra il 1984 ed il 1986 entra nella Direzione Generale del Ministero della Pubblica Istruzione del Messico, come ricercatore nel campo della psico-matematica.
Nel 1986 rientra in Italia e fino al 1993 svolge attività di ricerca, formazione e supervisione con una pluralità di organizzazioni ed istituzioni, tra le quali occorre menzionare il Comune di Torino, le cooperative di servizio alla persona di Torino e Collegno, la Asl 24 di Collegno, i C.E.M.E.A di Torino, il Centro per l’Educazione di Torino. Nel 1999 ottiene il Master in “Metodologie Epidemiologiche applicate alle Tossicodipendenze” presso l’Osservatorio Epidemiologico della Regione Lazio.

Claudio Martini – Sguardi – Il Raggio Verde Edizioni – Aprile 2004, pp. 120, prezzo € 10,00, raggioverde_lecce@hotmail.com, clicca qui per il sito

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