il cosmo è un piazzale dove passano…


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20.

Il cosmo è un piazzale dove passano
senza fermarsi auto, tram, pedoni
indaffarati con le mani in tasca
costruiscono un mondo parallelo
queste persone vestite come altre,
impiegate come altre negli uffici
pubblici, catalogano, osservano
i gesti del prescelto, misurano
ogni minuscola variazione del
suo quotidiano andare a lavoro con
i mezzi o in bici quando c’è il sole nel
tragitto si ferma ad un’edicola
controlla al polso se è arrivata l’ora
il tempo sul suo orologio è scaduto,
qualcuno ha preparato la sua fine
pedinandolo mesi, ha deciso, oggi
è il suo giorno. Oggi non tornerà a casa.
Lui se n’è accorto, sì, perché qualcosa
sembra essere diverso, qualche cosa,
uno sguardo di troppo, qualche cosa,
sul tram, due che non ha mai visto prima
di quel giorno, qualcuno, qualche cosa,
un pensiero vago, distorto, pure
lo ha detto a lei, non so, qualcosa non va
ma non chiedermi che cosa, è una cosa
che sento
. I due scendono prima di lui,
tira un sospiro, ero sovrappensiero,
una paranoia, stress da lavoro,
davvero, ed è già arrivato venerdì
- grazie al cielo
. Finalmente, giornale,
edicola, come ogni giorno viene
segue un altro. Qualche cosa – uno sparo.
Qualche cosa in questa maglia non tiene.

Luciano Pagano
da “Il cosmo – (titolo provvisorio)”
pubblicato in “Il Bardo. Fogli di culture” a cura di Maurizio Leo, Anno XVI, N°2

informazioni: il-bardo@jumpy.it – 0832-933227
Redazione “Il Bardo” – Maurizio Leo
Via Regina Isabella, 2/D
73043 Copertino (Le)
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