“Re Kappa” su “Altre Latitudini”


intervista pubblicata su Altre Latitudini, il blog di Claudio Martini

Ho conosciuto Luciano Pagano nel 2004, in occasione della pubblicazione del mio primo libro di narrativa, “Sguardi”. In quella circostanza Luciano scrisse una bella recensione sulla sua E-zine Musicaos . Lo incontrai un anno dopo di persona a una presentazione del romanzo “Diecimila e cento giorni” e mi colpì una sua attenta recensione al mio romanzo.

Adesso le parti si sono invertite e sono lieto di presentare il suo percorso narrativo e letterario ai blogger di Libero.

1. Luciano, qui su Libero credo che siano in pochi a conoscerti. Vuoi presentarti brevemente?

Si. Intanto ti ringrazio per avermi concesso il tuo spazio e la tua attenzione; mi chiamo Luciano Pagano, non ricordo quand’è che ho cominciato a scrivere, una cosa è certa, la mia scrittura è connaturata alla necessità di comunicare, non solo a parole. Al momento dirigo una rivista elettronica, da più di tre anni, Musicaos.it e sono curatore redazionale della rivista Tabula Rasa, della casa editrice Besa.

2. Ci siamo conosciuti su “Musicaos”, interessante rivista aperta alle voci emergenti della narrativa salentina. Ho saputo che recentemente siete arrivati a un milione di pagine viste. Qual è la linea editoriale di Musicaos e come si è evoluta negli ultimi anni?

Musicaos.it è una rivista che partendo dal Salento ha raggiunto i lettori di tutto il web, con collaborazioni in tutta Italia. Siamo partiti dal Salento per una necessità di fondo, quella di dare uno spazio a un fermento letterario e culturale che stentava ad avere degli interlocutori. Dopo tre anni la maggior parte dei collaboratori di Musicaos non è né salentina né pugliese, d’altronde la lingua a cui apparteniamo e i testi di cui ci occupiamo non sono ‘fenomeni’ circoscrivibili a una terra.

3. Ho letto alcune tue recensioni su diversi libri pubblicati da Besa, tra cui anche il mio… che relazione c’è tra la tua attività di recensore e quella di narratore?

Mi piacerebbe pensare che entrambe le attività siano condotte con onestà. Ho scritto la mia prima recensione – con cognizione di causa – più o meno nel duemilauno, in quel periodo collaboravo con una casa editrice pugliese; la mia attività critica nell’ultimo anno si è spostata su testi di case editrici che non hanno una grande visibilità mediatica , intendo occuparmi oltre che dei libri che mi sono piaciuti e che sono pubblicati dalle case editrici più conosciute, anche di quei testi pubblicati da editori ‘medi’, sarebbe bello che lo spazio guadagnato con Musicaos.it sia (anche) messo a disposizione di autori, libri e operazioni che altrimenti rischierebbero di essere ‘obliterate’ dal tempo del marketing editoriale.

4. Hai pubblicato recentemente con Besa“Re Kappa”, un breve romanzo che tratta di uno scrittore che cerca di terminare il suo romanzo in un Salento infuocato. Fino a che punto hai tratto spunto, nello scrivere il libro, dalla tua personale biografia?

Lo spunto biografico è di certo presente e sotteso a tutta la narrazione, tuttavia ho preferito lasciare più elementi biografici al carattere del protagonista e non alle vicende vere e proprie, non fosse altro che nel racconto c’è sempre quel margine di possibilità in più che vengono offerte rispetto alla vita di ogni giorno, con meno errori, più perfezione, sicurezza, capacità di analisi.

5. Spero di non “spoilerare” il tuo romanzo, ma vorrei chiederti perché il protagonista sceglie di rubare un libro altrui, un prezioso manoscritto, invece di dedicarsi alla conclusione del suo lavoro. Desiderio italico di scorciatoie oppure metafora dell’impossibilità di una costruzione narrativa originale?

Diciamoci la verità. L’antagonista del romanzo, il critico fittizio Michel Benoit, si meritava una fine del genere; certo, ad una prima lettura è lui che si occuperà della curatela del testo di Céline, quindi apparentemente ne esce vincitore, ma a chi è che va in tasca il vile denaro? Una scorciatoia? C’è stato un momento in cui non riuscivo a immaginare un libro diverso da questo, con una storia che raccontasse se stessa contenendosi in sé.

6. Com’è il tuo rapporto con il Salento? Lo odi? Lo ami? Entrambe le cose? Certo non mi sembra che ti sia indifferente…

Sono nato a Novara e lì ho vissuto fino a quattordici anni. Adesso che ne ho trentuno e che la maggior parte degli anni della mia vita li ho trascorsi in Salento non posso che ritenermi fortunato. Nonostante – come dice il Nobel Rubbia – qui piova un barile di acqua all’anno – il Salento è la terra più magica e carica di energia che possa esistere.

7. Da ultimo, vorrei chiederti: cosa vuol fare Luciano Pagano da grande? Scatenati e stupiscici, Luciano.

Sarò sincero, non ho mai potuto dire con anticipo che cosa sarebbe stato di me dopo un anno, o sei mesi, spero di riuscire a continuare nel fare ciò che mi piace, assieme alle persone a cui tengo, un pensiero poco letterario forse, ma il primo che mi viene in mente.

Grazie, Luciano.

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