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Di ritorno dalla visione alle Manifatture Knos e dal dibattito che ne è seguito. La domanda, semplice o complicata, “quand’è che si diventa pazzi” ovvero “a che età?”. Il discorso affrontato dai presenti verte giustamente sulla medicalizzazione, sull’istituzionalizzazione e sull’ospedalizzazione. Tra mancanza di fondi, buoni propositi e isole felici. Già, la provocazione, perché solo ‘isole’, chi le mostra come tali oppure, sono soltanto ‘isole’? Cosa fanno venire in mente le isole. Una signora nota che è venuta pensando che tutti siamo un po’ pazzi, anche se credo che così pensando ce ne andiamo verso una deriva che impedisce di affrontare i problemi con metodo, e non perché ognuno non coltivi la propria pazzia. Un po’ come se si accettasse in modo sottile l’assunto per cui la società in cui viviamo ci impone dei ritmi che dobbiamo sostenere in modo imprescindibile e assoluto, pena la retrocessione in serie B. Arrivederci a domani, al Teatro Paisiello, per “Il mulino degli sconcerti” di Simone Franco.

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