Sergente, addio.


Quando ero piccolo e abitavo a Novara, sulle pagine del mio sussidiario c’erano le letture di narrativa e le poesie. Insieme a quelle i professori ci davano da leggere i libri e ci suggerivano, i romanzi da leggere. Gli autori che lessi di più da piccolo, tra le elementari e le medie, erano Piero Chiara, Italo Calvino, Mario Rigoni Stern, Primo Levi, Giulio Bedeschi (“Centomila gavette di ghiaccio” sulla ritirata in Russia). Letture che non si dimenticano. Perfino la maestra di musica ci faceva intonare “Bella ciao” con il flauto dolce in plastica. Cazzo, il Sindaco di Alghero al 25 aprile scorso aveva vietato alla banda cittadina di suonare quella canzone. Altre geografie, altre latitudini, solo venti anni e la carta stampata della memoria può tramutarsi in carta igienica. Il sergente nella neve è ancora lì, ci osserva in silenzio. Da oggi per sempre.

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