Pubblico qui di seguito una email ricevuta da Lucio Pierri, figlio di Michele Pierri, a proposito di un articolo scritto da Augusto Benemeglio e pubblicato qualche anno fa su Musicaos.it. L’articolo in questione riguardava il rapporto tra Michele Pierri e Alda Merini. Naturalmente sono a disposizione per ulteriori chiarimenti/informazioni/contatti, al mio indirizzo di posta.
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Vorrei comunicare al prof. Benemeglio, a proposito del suo articolo su Pierri e Alda Merini, poeti di gazze, alcune precisazioni su quanto scritto.
La differenza di età tra mio padre Michele Pierri e la Merini era di trenta anni, la Merini non era alcolizzata, nel suo periodo di permanenza a Taranto non l’ho mai vista bere.
Non parlerei di eredi Pierri, perchè mio padre, primaro chirurgo dell’ospedale civile, è morto pressocché povero,avendo come unica proprietà un alloggio INA casa, che è stato venduto per rispettare la sua volontà testamentaria e devolvere un terzo del ricavato alla Merini. Io stesso mi sono adoperato presso il giudice (dott. Vella) e il notaio (dott.Cito) perchè inviassero nel più breve tempo possibile quanto di sua spettanza, circa 70 milioni.
Il poemetto Chico ed io, composto per la morte di una gazza che viveva in famiglia con noi, non consta di 54 versi, ma di 59 liriche, ed è stato scritto da Pierri diversi anni prima di conoscere la Merini.
Nessuno ha trattato la Merini come una appestata dopo il suo ricovero nella psichiatria tarantina, peggio di un lager perchè per mancanza di spazio i malati erano costretti sempre a letto; abbiamo cercato di tirarla fuori al più presto, in quel momento anche mio padre era ricoverato in chirurgia e non ha potuto aiutarla. Andavo a trovarla dopo il lavoro, i medici me la affidavano per farla uscire a passeggio insieme ad un altro giovane ricoverato, che non ho mai capito perchè stesse dentro.
Per avere informazioni più dettagliate su Michele Pierri e anche del rapporto con la Merini, è opportuno consultare il numero monografico della Rivista Cenacolo, “Omaggio a Michele Pierri”, della Società di Storia Patria di Taranto, ed. Mandese anno 2004, dove è stata pubblicata una biografia da me scritta accanto ad un esteso saggio di Donato Valli.
cordialmente Lucio Pierri
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Marzo 25, 2009 a 12:05 pm
Caro Luciano, onestamente neppure mi ricordavo di quel vecchio articolo pubblicato da Musicaos. Sono passati talmente tanti anni! Che dire? Niente da aggiungere a quel che scrive Lucio Pierri. Non ho obiezione da fare. Del resto non era mia intenzione fare un articolo “storico” , o ” cronacistico”. Non è nelle mie corde . A dire il vero non so esattamente neppure io come definire i miei articoli perchè si basano molto sugli umori, le sensazioni, le intuizioni . Forse sono “racconti” mimetizzati da critica letteraria . Probabilmente avevo letto, o sentito alcune cose e mi ero formato un’idea del rapporto Merini-Pierri, ma ripeto , non ho onestamente nessun elemento per sostenere che le cose siano andate come io le ho descritte, tranne le cose che dice la stessa Alda Merini ( in versi) e che sono virgolettate se ricordo bene ( Perdonami , ma non ho riletto l’articolo) . Certamente i fatti si sono svolti come li ha raccontati chi le ha vissute in prima persona.E oggi ne prendo atto. Di più non so che dire. Chiedo scusa a Lucio e alla famiglia Pierri se qualcosa che ho scritto in quell’articolo possa averli in qualche modo offesi. Ma non mi sembra che vi siano elementi che possano diminuire la figura umana e artistica di Pierri, persona che io stimo moltissimo e considero tra i maggiori poeti del Salento e della Puglia.
Cordialmente.
Augusto Benemeglio
Marzo 25, 2009 a 10:07 pm
Carissimo Augusto,
ti ringrazio della tua replica/puntualizzazione, credo che ciò (l’articolo e la replica di Lucio Pierri) possano essere stati occasione per approfondire quanto accaduto, umanamente, nella vicenda di Michele Pierri; ti mando un caro saluto
a presto
Luciano