E’ permesso?

Untitled-1

Il titolo del giornale di quel giorno era emblematico. Con un bisticcio di parole reso ad arte gli autori avevano scritto che il presidente li aveva mandati tutti a quel “Pais”, a dimostrazione che il risultato elettorale, anche per i più stupidi, stava lì. Un organo di informazione veniva utilizzato come un bollettino privato. Gli venne in mente la scena di lui che dettava i titoli, di notte, ai direttori. “Fagli vedere chi sono”, “Dai, a quelli non possiamo farla mica passare così”, “Ora vedranno questi spagnoli del c***o”. Nessuno poteva contrastarlo. Lui pensò che qualche cosa non andava. Come era possibile che un giornale titolasse a quel modo? Quello stesso giorno gli capitò di leggere un articolo scritto da uno dei suoi scrittori preferiti, Saramago. Pensò di ricopiarlo così com’era, a mano, perché ogni parola, anche quelle meno comprensibili – non conosceva il portoghese come avrebbe voluto – gli restassero impresse. Si parlava di “una cosa” non meglio definita.

§

La cosa Berlusconi
di José Saramago

No veo qué otro nombre le podría dar. Una cosa peligrosamente parecida a un ser humano, una cosa que da fiestas, organiza orgías y manda en un país llamado Italia. Esta cosa, esta enfermedad, este virus amenaza con ser la causa de la muerte moral del país de Verdi si un vómito profundo no consigue arrancarlo de la conciencia de los italianos antes de que el veneno acabe corroyéndole las venas y destrozando el corazón de una de las más ricas culturas europeas. Los valores básicos de la convivencia humana son pisoteados todos los días por las patas viscosas de la cosa Berlusconi que, entre sus múltiples talentos, tiene una habilidad funambulesca para abusar de las palabras, pervirtiéndoles la intención y el sentido, como en el caso del Polo de la Libertad, que así se llama el partido con que asaltó el poder. Le llamé delincuente a esta cosa y no me arrepiento. Por razones de naturaleza semántica y social que otros podrán explicar mejor que yo, el término delincuente tiene en Italia una carga negativa mucho más fuerte que en cualquier otro idioma hablado en Europa. Para traducir de forma clara y contundente lo que pienso de la cosa Berlusconi utilizo el término en la acepción que la lengua de Dante le viene dando habitualmente, aunque sea más que dudoso que Dante lo haya usado alguna vez. Delincuencia, en mi portugués, significa, de acuerdo con los diccionarios y la práctica corriente de la comunicación, “acto de cometer delitos, desobedecer leyes o padrones morales”. La definición asienta en la cosa Berlusconi sin una arruga, sin una tirantez, hasta el punto de parecerse más a una segunda piel que la ropa que se pone encima. Desde hace años la cosa Berlusconi viene cometiendo delitos de variable aunque siempre demostrada gravedad. Para colmo, no es que desobedezca leyes sino, peor todavía, las manda fabricar para salvaguarda de sus intereses públicos y privados, de político, empresario y acompañante de menores, y en cuanto a los patrones morales, ni merece la pena hablar, no hay quien no sepa en Italia y en el mundo que la cosa Berlusconi hace mucho tiempo que cayó en la más completa abyección. Este es el primer ministro italiano, esta es la cosa que el pueblo italiano dos veces ha elegido para que le sirva de modelo, este es el camino de la ruina al que, por arrastramiento, están siendo llevados los valores de libertad y dignidad que impregnaron la música de Verdi y la acción política de Garibaldi, esos que hicieron de la Italia del siglo XIX, durante la lucha por la unificación, una guía espiritual de Europa y de los europeos. Es esto lo que la cosa Berlusconi quiere lanzar al cubo de la basura de la Historia. ¿Lo acabarán permitiendo los italianos?

1 Risposta a “E’ permesso?”


  1. 1 daniele Giugno 10, 2009 alle 1:44 pm

    strepitoso…


Lascia un commento




letto già

  • 94,173 volte

da leggere

More about Infinite Jest

Infinite Jest di David Foster Wallace

twitter-oblò

  • Come elaborare una forma contemporanea che non adori la contemporaneità? 1 hour ago
  • mi correggo: in bilico... 1 day ago
  • in bilico.. 2 days ago
  • ascoltando "Buonanotte fiorellino" da Catcher in the sky; ed è impossibile dire che De Gregori non ha capito tutto 5 days ago
  • Like a complete unknown. 5 days ago
  • Disposofobia: l'impossibilità del gettare via gli oggetti accumulati in modo compulsivo. Cataste di oggetti (immondizia compresa) nelle case 5 days ago
  • "Non è Dio, è il Dolore a godere dei vantaggi dell'ubiquità" Emil Cioran, Sillogismi dell'amarezza 5 days ago

Categorie

#in giro#





"Pagano cortocircuita storia letteraria e invenzione letteraria e il risultato è originale."
Patrizia Danzè su Stilos (1 maggio 2007, Anno IX, Numero 9)

"Re Kappa è un Candido minore, ironico e leggero, all’avventura nel «migliore dei mondi possibili», quello della cultura, un mondo tanto bello che non di rado fa quasi schifo."
Michele Trecca su "La Gazzetta del Mezzogiorno" (13 maggio 2007)

"Vi è qualcosa di stralunato, nella sintassi aggrovigliata e furiosa di Pagano; qualcosa di brutale - di poco letterario - ma è come se Re Kappa rappresentasse una sorta di agnizione delle «buone maniere» letterarie, per rifondare tutto a partire dallo stomaco, dalle «viscere», dagli umori (non c’è terra, in fondo, più umorale e incendiaria del Salento)"
Andrea Di Consoli su "l'Unità" del 6 agosto 2007

"Pagano vuole rappresentare quell’incrocio casuale di destini oppure quel verificarsi di congiunture che a volte annodano un’esistenza - o una rete di esistenze - ad uno scartafaccio, quella sorta di magia che dal nulla crea una straordinaria testimonianza del proprio essere ed esistere con le figure e gli intrecci di un universo fatto di parole."
Antonio Errico su "Nuovo Quotidiano di Puglia" del 25 Luglio 2007

"C’è scrittura in Pagano, così come atmosfera, e il tutto è reso in un linguaggio contemporaneo, ma in uno stile che guarda al post moderno, con inserti strumentali mutuati dal passato. Sta nascendo uno scrittore a 360 gradi"
Antonella Casilli su "Teatro Naturale" (maggio 2007)

"a sfogliare le pagine del lavoro di Pagano, ci si sente come scossi da una scarica elettrica, come se sorgesse repentino un imperativo categorico che spinge a dedicarsi alla parola"
Stefano Donno su "Coolclub.it" (maggio 2007)

"Luciano Pagano ha dimostrato di non aver paura di sperimentare e di saper dar vita a un teatrino di personaggi memorabili: il tutto è condito con ironia, il che non guasta mai."
Elena De Fazio su Studio83

"Re Kappa infatti è un libro che richiede - di più, reclama - la partecipazione del lettore"
Luigi Milani su False Percezioni

"Pagano ci consegna un breve romanzo lineare, compiuto e coinvolgente"
Rossano Astremo su Booksblog.it

leggi qui tutte le altre recensioni e i commenti
dall'uscita a oggi

acquista "Re Kappa" su IBS

 

Giugno: 2009
L M M G V S D
« Mag   Lug »
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930