Alessandro Dal Cin è autore, per i tipi di Lupo Editore, del romanzo intitolato “Che cosa ti sei perso”, pubblicato nella collana “In Box”, definita dallo stesso editore e artefice Cosimo Lupo “una collana nata per dare spazio a voci nuove che hanno qualcosa da dire”, per chi è “capace di mettersi in gioco e di misurarsi con la grande narrativa”. Una sfida emozionante, dunque, come ogni esordio. Alessandro Dal Cin, nato negli anni settanta, ha svolto l’attività di critico musicale e fa attualmente parte di un progetto di musica elettronica per il quale ha pubblicato alcuni singoli con etichette discografiche indipendenti. Lo spunto che darà il via alle peripezie di Mattia, protagonista suo malgrado, è semplice: suo padre un giorno è scomparso di casa, lui era piccolo, sua madre, a seguito di questo evento è uscita di senno. Passano gli anni. Mattia cresce, diventa adolescente e poi ragazzo; la sua vita non è di molto dissimile da quella dei suoi coetanei. La provincia, il lavoro, gli amori sospesi, poche le occasioni per deviare dalla monotonia. Finché un giorno questa vita non viene turbata da un evento che scuoterà Mattia dal suo torpore, mettendolo in contatto con un frammento plausibile del suo passato, concedendogli la possibilità di mettersi in cerca di suo padre. Mattia è in visita ad una mostra fotografica dove gli capita di imbattersi in uno scatto che ritrae la casa di quando era bambino, proprio nel giorno in cui suo padre è scomparso. La visione dell’immagine e il desiderio di mettersi in viaggio, sulle tracce dell’ignoto fotografo, sono due facce di una stessa medaglia. Mattia inizierà un viaggio che lo porterà fino in Spagna, dove incontrerà freakkettoni, criminali, artisti e proprietari di bar; la parte ragionevole delle sue peripezie sarà condotta da due donne. A tutti Mattia offrirà il suo sorriso enigmatico e un atteggiamento disincantato nei confronti della vita, da tutti prenderà un indizio che lo aiuterà a confrontarsi con se stesso e il suo passato. Mattia nonostante un vago senso di estraniamento e di inadeguatezza nei confronti delle situazioni non perderà tuttavia il suo obbiettivo, quello cioè di trovare il fotografo che, in quella fatidica notte, era in casa sua. Colpisce positivamente – è uno dei casi rari in cui accade – l’atteggiamento di ‘strafottenza’ del protagonista, una chiave quasi zen che gli consente di attraversare le situazioni e gli incidenti di percorso senza farsi coinvolgere e, nella peggiore delle ipotesi, riuscire a mantenere la calma anche quando gli eventi prenderanno una piega più rischiosa. Alessandro Dal Cin offre al lettore uno spaccato plausibile di una generazione che ha vissuto la sua formazione senza una direzione e senza i suggerimenti dei saggi, ascoltando una voce che invita a scoprire, anche sbagliando, pur di preservare la propria innocenza nei confronti del mondo. Il viaggio di Mattia è un viaggio alla riscoperta della sua identità, e “Che cosa ti sei perso” è una vera e propria ‘road novel’, dove il ritmo rapido scelto per l’evoluzione della struttura narrativa gioca un ruolo cruciale, affidando le chiavi di questa storia a un finale aperto e allo stesso tempo inaspettato. Un esordio felice che lascia il lettore già in attesa di un seguito.