Lidia Are Caverni recensisce “È tutto normale” su MondoEditoriale


Kris: sarà una ragazza o un ragazzo? Il dilemma tormenta Carlo e Ludovico, compagni di affetti e di vita, mentre attendono il ritorno di Marco, figlio di Carlo a cui entrambi fanno da padre, al suo ritorno a casa dopo il conseguimento della Laurea in Architettura che l’ha tenuto lontano per molto tempo.
Il dilemma si protrae per i tre quarti del romanzo e avvince il lettore: Ludovico che vorrebbe Kris un ragazzo per trovare un proseguo alla propria omossessualità e Carlo che invece vorrebbe il figlio, nato dall’amore eterosessuale per l’indimenticata moglie Eleonora morta dopo un mese dalla nascita di Marco, legato a una ragazza.
Il romanzo, di quasi trecento pagine, scorre in continui rimandi che scavalcano il tempo: Eleonora, Marco piccolissimo, l’inizio dell’amore con Ludovico che si insinua come un cuneo fra i due giovani sposi, il rifiuto del padre di Carlo – Ettore Donini – di fronte all’unione sopraggiunta dei due uomini, l’attesa di Kris, Marco che vive il suo tormento non potendo rivelare alla ragazza, perché di tale si tratta, la composizione della sua inconsueta famiglia.
I temi dei rapporti umani sono trattati dall’autore con semplicità: “E’ tutto normale” fa dire a Ludovico, compreso il difficile crescere del bambino a cui la società non perdona la stranezza in cui si trova a vivere, con una madre che appare sempre lontana e due uomini che appaiono sempre più una coppia.
Marco ama Kris, ma la ragazza che pure appare moderna e anticonvenzionale è in realtà ben lungi da esserlo, porta con sé il gravame di un’educazione rigida e perbenestica e il ragazzo non sa che mentire.
L’azione si svolge in un giorno e una notte e percorre a vasti respiri gli aspetti più reconditi della vita dei tre uomini e di Eleonora, morta da tempo, ma che continua ad esistere con la forza della sua scelta di lasciar vivere il figlio al posto suo.
Marco all’arrivo si lascia prendere dal conformismo, non riesce che a rimandare la soluzione del problema della verità offendendo nel profondo i due padri.
Kris è una ragazza e Carlo ne è felice.
Ma il romanzo ha altre sorprese, altri risvolti che conducono fino alla fine.
Le pagine si susseguono lasciando che le vicende scivolino via tra sospetti che grattano la superficie tra normalità e l’ambiguità del diverso.
Ludovico e Carlo appaiono forti nel loro rapporto collaudato dal tempo, uniti dall’amore per chi sentono come comune figlio, pronti ad aprirsi nel difficile incontro con Kris.
Gli eventi precipitano fino all’ultima pagina in un romanzo, che ha la freschezza che sfiora e scava continuamente legando il lettore ad una trama convincente e compiuta.

Lidia Are Caverni
leggi la recensione su MondoEditoriale

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