“Plancton. Per voi. Da uno a sei” di Gioia Perrone


Gioia Perrone

PLANCTON
Da uno a sei.

§

FOTO N.1

Ho un minareto/un acquario di plancton/una micro coreografia che avanza,/
fa piccoli passi il moltiplicato esercito americano/inconsapevole del grande musical
e tip e tap e tip e tap/mentre scorre “ by this river “/mi sento strana.

FOTO N.2

Un giorno ti racconterò della guerra d’Abissinia/mescolerò i deserti e i silenzi delle foto
chissà se starò sfavillante o rintanata/
confonderò la distanza galattica a quella di una vecchia telefonata
e tu sarai la Luce documentaria.

FOTO N.3

Ora sei l’armata genetica/tutto quello che abita dopo l’abitato/anche dopo gli sfollati
anche dopo i deportati/e io non sono più poeta, sono la medium dell’Hammond/
e tu il coagulo dei musici.

FOTO N.4

<Vedete questo puntino intermittente? è il cuore che batte.>
Come la lucina di un aereo lontano di notte/mi hai detto.

FOTO N.5

Prima sei un indizio,/ poi sei un’immagine,/
poi sei un suono,/poi sei un immagine.

FOTO N.6

Fin da ora tieniti forte/a ogni istante il sangue scorre, è un abitudine:
tu che ancora sei compagno della luce/vieni vieni al buio, al nostro buio pazzesco.

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