21 Ottobre alle 21 – SCARCAGNIZZU di Mino De Santis al “Cine Teatro Elio” di Calimera (Le)


Fondo Verri
&
Cine Teatro Elio

Venerdì 21 Ottobre alle ore 21.00 Cine Teatro Elio – Calimera
“SCARCAGNIZZU” di Mino De Santis

Continua a soffiare forte il “ vento dal basso” de lu Scarcagnizzu di Mino De Santis.

Prossimo appuntamento (primo invernale) al Cine Teatro Elio di Calimera, venerdi 21 ottobre alle ore 21.00 con le storie de lu “Scarcagnizzu” e… altre sorprese…altre storie cantate.

+ Si consiglia prenotare al 0832875283 mob. 3386606640 o info

Mino De Santis/Una storia da raccontare

Ha “una storia da raccontare” fatta di tante piccole storie Mino De Santis, cantautore ironico, paroliere salentino armato di chitarra, dallo spigliato genio pungente e sardonico. Oltre alla tormentata vicenda d’un padre annichilito dal desiderio di un maschietto, o quella del moribondo che alfin trapassa, alle poesie messe in musica per la magia della sua terra, il Salento o sua maestà l’ulivo, la voce marcata e profonda si trastulla in più o meno mascherate metafore di pregiudizi e difetti, in un’esilarante “batracomiomachia” dei caratteri salentini, passando con irriverente comicità per l’opportunismo politico, l’emigrazione, la disoccupazione, il menefreghismo, un mix coinvolgente e trascinante in cui “tutto è cultura”.

Finalmente! Dopo oltre vent’anni ad allietar serate e cene tra amici con oltre duecento canzoni e la chitarra sempre in spalla, Mino De Santis presenta il suo primo cd nel parco dell’oasi francescana di San Simone, frazione di Sannicola. “Scarcagnizzu”, ovvero quella folata di vento improvvisa che arriva dal basso e solleva terra, foglie e tutto ciò che incontra, per poi riprendere nuove direzioni, è il titolo dell’album del cantautore di Tuglie, progetto nato dopo l’incontro-colpo di fulmine con il Fondo Verri di Lecce che ne ha prodotto la pubblicazione, e ospita la chitarra di Valerio Daniele, la voce di Dario Muci, i fiati e il piano di Emanuele Coluccia. Soffia un vento nuovo, dunque, nella musica salentina, e “viene dal basso”, un vento che trova nella voce profonda di Mino De Santis, e nel suo genio avvezzo alla rima, il veicolo per raccontare una storia fatta di tante piccole cartoline, che illustrano a parole Salento e salentini, in una visione lontana dalle solite “tradizioni”, immagini ironiche, nostalgiche, mai rassegnate e soprattutto vere. Sa intessere lodi e decantar poesie di parole e note in “Salentu” o “Arbulu te ulie”, gioca a dipingere folklore e luoghi comuni del suo e di tutti i paesi ne “La festa patronale”, “Lu moribondu” e “Lu masculazzu”, tocca le sorti degli “emigranti di razza” in “Vanne alla Svizzera”, ma è soprattutto nel popoloso mondo animale che trova metafore per parlare di sé, della sua gente, della società di proletari e borghesi, come in “Lu cavaddhu malecarne”, “La malota & lu salanitru” o “Lu cane”, passando per il sociale, l’opportunismo politico, il lavoro che non c’è, il menefreghismo, chiudendo con un monito: occhio a riconoscere lo “sguario” perché di questi tempi è facile cadere nella trappola del fermento e del risveglio di un Salento in cui ormai “Tuttu è cultura”.

Marina Greco (quiSalento)
Andate all’inferno?
Il Salento trova nuove parole, quelle puntute, del graffio autoriale. Anarchiche quanto basta per tener desto l’animo e l’occhio allo sguardo: quello dritto, che mai s’inchina e fa riverenza. Mino De Santis è così, ama il ridere, il soffio e lo spiffero… Ama cantare largo mischiando gli animali alle persone che tutt’uno sono… Natura, solo quella. Sentire e poi bruciare, come nell’Inferno di Dante, chi non merita col fuoco della poesia! Questo è! Attenti allora e, buon ascolto a voi!
Mauro Marino

Per Info. Fondo Verri – Piero Rapanà 3273246985

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