9 FEBBRAIO 2012 – “Controsensi e controversie sulla decrescita”. Serge Latouche a Lecce all’Università del Salento


BOTTEGA del MONDO “Made in DIGNITY”
Commercio EQUO E SOLIDALE CONSUMO CRITICO coop.soc. ONLUS

Presidi del Libro in collaborazione con il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione

organizzano un incontro con

SERGE LATOUCHE (professore emerito presso l’Università di Orsay) sul tema” Controsensi e controversie sulla decrescita.

Oltre il mito dello sviluppo ed il fallimento dell’economia dei consumi”. L’appuntamento è previsto per giovedì 9 febbraio 2012 alle ore 10.30 presso l’AULA SP2 dello SPERIMENTALE TABACCHI a Lecce, in viale dell’Università 2. InterverrannoCarlo Mileti, presidente Coop. Soc. Commercio Equo e Solidale, Lecce e il Prof. Stefano Cristante, Presidente Corso di Laurea Scienze della Comunicazione – Università del Salento

dal “MANIFESTO del DOPOSVILUPPO” di Serge Latouche:

“Il movimento per la decrescita s’inscrive nel più amppio movimento dell’”International Network for Cultural Alternatives to Development” (INCAD) e si riconosce pienamente nella dichiarazione del 4 maggio 1992. Il movimento mette al centro della sua analisi la critica radicale della nozione di sviluppo che, nonostante le evoluzioni formali conosciute, resta il punto di rottura decisivo in seno al movimento di critica al capitalismo e della globalizzazione. Ci sono da un lato quelli che vogliono uscire dallo sviluppo e dall’economicismo e quelli che militano per un problematico “altro” sviluppo (o una non meno problematica “altra” globalizzazione).

A partire da questa critica, la corrente procede a una vera e propria “decostruzione” del pensiero economico. Di fronte alla globalizzazione, che non è altro che il trionfo planetario del mercato, bisogna concepire e volere una società nella quale i valori economici non siano più centrali. Parlare di doposviluppo non è soltanto lasciar correre l’immaginazione su ciò che potrebbe accadere in caso di implosione del sistema, fare della fantapolitica o esaminare un problema accademico.

È parlare della situazione di coloro che attualmente al Nord come al Sud sono esclusi o sono in procinto di diventarlo, di tutti coloro, dunque, per i quali il progresso è un’ingiuria e una ingiustizia, e che sono indubbiamente i più numerosi sulla faccia della Terra. Il doposviluppo si delinea già tra noi e si annuncia nella diversità. Il doposviluppo, in effetti, è necessariamente plurale. Una decrescita accettata e ben meditata non impone alcuna limitazione nel dispendio di sentimenti e nella produzione di una vita festosa o addirittura dionisiaca. La decrescita dovrebbe essere organizzata non soltanto per preservare l’ambiente ma anche per ripristinare il minimo di giustizia sociale senza la quale il pianeta è condannato all’esplosione.
Sopravvivenza sociale e sopravvivenza biologica sembrano dunque strettamente legate. I limiti del patrimonio naturale non pongono soltanto un problema di equità intergenerazionale nel condividere le disponibilità, ma anche un problema di giusta ripartizione tra gli esseri attualmente viventi dell’umanità.

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