2 Giugno 2013 – Paul Harding a Cremona, in Piazza del Duomo


Paul Harding al Festival "Le Corde dell’anima"

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Il Premio Pulitzer 2010 a Cremona

Domenica 2 giugno
Piazza del Duomo di Cremona
ore 12.00

Paul HardingPremio Pulitzer 2010 con L’ultimo inverno racconterà al pubblico di Cremona del suo nuovo romanzo in uscita in autunno e si esibirà come batteristaalla chitarraAlessio Menconie all’organoHammond Michele Papadia

Letture di Paolo Pierobon

presentano
le due Direttrici del Festival
Anna Folli e Nicoletta Polla-Mattiot

Romanzo vincitore del premio Pulitzer 2010

«“La mia scrittura ha connotazioni pastorali e una alta densità musicale: se fallisce rischio di ottenere qualcosa di ornamentale, persino triviale. Ciò che inseguo, invece, è quella eticità del bello cara a Keats”: così lo scrittore americano riflette sul suo esordio».
Francesca Borrelli, Il manifesto

«La forza evocativa de L’ultimo inverno è struggente: il romanzo è così forte nel descrivere personaggi, luoghi, emozioni, persino il vento, da far sentire il lettore al centro della scena».
Susanna Nirenstein, la Repubblica

«Paul Harding, esordiente e premiato col Pulitzer, smentisce l’assioma di E.M. Forster, secondo cui il punto debole di quasi tutti i romanzi è il finale, sferrando il suo colpo vincente proprio qui».Masolino D’Amico, Tuttolibri

«Un lungo racconto, luminoso e leale, un altro capitolo del grande libro della Tradizione Americana, nel solco dell’opera di Marilynne Robinson».
Tiziano Gianotti, D la Repubblica delle Donne

«Un libro pieno di aneddoti e che si legge con l’avidità con la quale si presta orecchio ai pettegolezzi – ai fatti altrui – ma che va al di là di ciò che di solito sostiene un romanzo. Ed è un collante di carattere religioso che riconduce tutto quanto a un atto di affermazione ultima sopra il dissolversi delle esistenze, e delle defezioni e diserzioni, di cui si racconta. Tutto finisce, ma nulla va perduto. Sogni, vaneggiamenti, pensieri, ricordi confluiscono e sommuovono la terra, nelle varie stagioni, e l’acqua che scorre».
Luigi Sampietro, Il Sole 24 Ore

«Il romanzo si dipana impressionisticamente, sovrapponendo passato e presente, realtà e allucinazione, creando significato e risonanza emotiva dalle immagini più che dalla storia».
Robert Wiersema, Internazionale

Info:
www.neripozza.it

“Il ladro di fotografie”, il nuovo libro di Vincenzo Borriello (Lettere Animate)


"Il ladro di fotografie", il nuovo libro di Vincenzo Borriello (Lettere Animate)

Arriva nelle librerie “Il ladro di fotografie” (Lettere Animate), il nuovo libro dello scrittore Vincenzo Borriello. L’opera è la terza pubblicazione per l’autore e segue “L’uomo che amava dipingere” (Aurea – 2010) e “La donna che sussurrava agli specchi” (Montecovello – 2011). Con la sua ultima fatica letteraria, Borriello si cimenta per la prima volta con un noir, mettendo da parte le tematiche sociali che avevano caratterizzato le sue prime opere. L’approccio di Borriello resta, comunque, sperimentale. L’autore, infatti, si discosta dalla concezione classica del noir per dargli una dimensione “riflessiva”.

"Il ladro di fotografie"
La tranquillità di un cimitero newyorkese è disturbata da una serie di furti. Qualcuno ruba dalle lapidi le foto di giovani e belle donne, cercando tra esse l’amore della sua vita, la donna ideale. Ben presto però, il responsabile dei furti, diventerà uno spietato serial killer. Vita e morte, facce di una stessa medaglia, si mescolano con l’amore, il dolore e la follia. Sullo sfondo della storia, la vita distrutta di Anthony, un ex poliziotto, vedovo, depresso e alcolizzato che ora lavora come becchino. Anthony ha un solo scopo nella sua vita: trovare l’assassino di Franceen, sua moglie.

INFO:
http://www.lettereanimate.com/eshop/index.php?route=product/product&product_id=119

per gentile concessione dell’Autore ecco un estratto da "Il ladro di fotografie"

Non sapevo dove mi trovavo in quel momento. Intorno a me c’era solo il buio, l’oscurità. Ero legato, con le mani dietro la schiena. Avevo un bavaglio sulla bocca e, spaventato, mi dimenavo per cercare di liberarmi. Da lontano, come se provenisse da un’altra stanza, sentii un urlo, un grido agghiacciante, di terrore, ma anche di dolore lancinante, l’urlo di una donna, poi il silenzio. Il mio pensiero andò subito a Franceen. Passarono diverse ore, durante le quali sembrava fossi solo; neanche il più piccolo rumore percepivo in quel luogo. Dovevo essere stato portato in una zona isolata, forse di campagna. A un tratto udii dei passi che, con il trascorrere dei secondi, sembravano sempre più vicini. Contemporaneamente sentivo degli scricchiolii, come se qualcuno stesse salendo una scala di legno. I passi sembravano quelli di una persona pesante…tum tum tum, il rumore mi rimandava alla mente le percussioni di qualche antico rito tribale il cui incedere separa la sfortunata vittima, dai secondi che mancano alla morte. Sentii un cigolio, come se si aprisse una porta, fuori doveva essere notte, perché non entrava luce.
Qualcuno si fermò per qualche istante sull’uscio, poi i pesanti passi con il loro incedere lento e “ritual-tribalesco” ripresero, tum tum tum, questa volta accompagnati da un rumore ancora più sinistro. Dal suono sembrava si trattasse dello sfregamento di due coltelli. Improvvisamente sentii qualcosa di freddo, metallico e appuntito, poggiarsi sul mio zigomo, appena sotto l’occhio. L’oggetto, probabilmente una lama accuratamente e sapientemente affilata fino a pochi istanti prima, come una carezza mortale, scese lungo la mia guancia fino a fermarsi sulla gola, all’altezza del pomo d’Adamo.
Potevo sentire distintamente il respiro affannato di quell’uomo. La lama vi restò lì per qualche secondo che percepivo come interminabili ore. Poi avvertii i passi allontanarsi, tum tum tum, e la porta chiudersi. Qualcosa gocciolava dalla mia guancia, forse sangue. La lama, scorrendo sul mio viso doveva avermi graffiato. Non so quanto tempo passò dalla visita del mio carceriere, forse un paio di giorni. Finalmente, mi portò qualcosa da mangiare. Mi tolse il bavaglio che strozzava il mio respiro, mi liberò le mani, gli chiesi chi era, cosa volesse da me, perché mi faceva tutto questo, ma non disse nulla, non proferì parola. Mi diede una scodella con dentro della carne; sembrava uno spezzatino. Non so dirlo con precisione perché continuavo a essere al buio. Il sapore non era dei migliori, ma dopo due giorni di digiuno non si bada tanto al sapore delle cose che si mangiano. Masticando la carne, rischiai di rompermi un dente.
C’era qualcosa di duro, di metallico, mescolato alla pietanza, qualcosa di forma circolare. Istintivamente sputai quell’oggetto. Finito di mangiare, il mio carceriere mi legò e imbavagliò nuovamente. Avevo perso completamente la cognizione del tempo; mi ero ormai abituato a quel perenne buio. Fu quando avevo ormai perso le speranze di uscire vivo di lì, che qualcuno sfondò la porta e finalmente vidi una luce. La polizia mi aveva trovato, fui liberato, ma il vero orrore dovevo ancora vederlo. In terra c’era il cerchietto metallico che avevo sputato. Lo presi e lessi l’incisione al suo interno, “Anthony e Franceen – 16 giugno 2008”. Era la fede di mia moglie, e io avevo mangiato i suoi resti. Il suo assassino non fu mai trovato, fece in tempo a scappare prima che la polizia giungesse.

In libreria dal 24 Maggio 2013 HOTEL di Mino Pica (Lupo Editore) – Presentazione in diretta streaming su Ciccio Riccio


In libreria dal 24 Maggio 2013 HOTEL di Mino Pica (Lupo Editore)

Prima presentazione ufficiale del libro proprio venerdì 24 maggio, a Mesagne (Br), presso il Lab Creation (ore 22) all’interno della trasmissione radiofonica "Radiazioni Cult" di Ciccio Riccio (diretta streaming) con il concerto live de "Gli Howarang".

Hotel” è il titolo del nuovo libro di Mino Pica, scrittore brindisino che pubblica nuovamente con la casa editrice salentina “Lupo Editore”.
In libreria dal prossimo 24 maggio, “Hotel” è un viaggio dentro se stessi, alla ricerca di un recesso in cui possa albergare lo spirito umano che ha bisogno di ritrovare la sua essenza.

“Mino Pica ci porta in giro per il suo ostello e ci invita ad aprire le porte delle camere della sua anima. Ogni angolo della costruzione è uno spazio nuovo, una storia nuova, una riflessione. L’autore raccoglie il suo zibaldone di pensieri e li affida al viaggiatore, al portiere di notte, al cameriere del bar, al guardarobiere e all’inserviente. Spaziando in tematiche differenti e disparate, Mino Pica si dimostra abile locandiere e cortese ospite che dona tutto se stesso a quanti hanno voglia di ascoltare la sua storia. Con una prosa spesso liricheggiante egli usa la parola per prospettare ai suoi clienti orizzonti di senso. Orizzonti che parlano dell’oggi, di ciò che siamo, di ciò che stiamo diventando, di ciò che saremo. Hotel diventa così un nome con una muta davanti, dove l’io, però, non può restare a lungo senza parole”.

Nato a Brindisi, Mino Pica è giornalista pubblicista e laureato in scienze della comunicazione. Attualmente lavora, collabora, sostiene la musica, la contaminazione dell’espressione, la ricerca dell’essere e la voglia di cambiare l’ordine delle cose. Nel 2008 pubblica "L’attesa dell’attesa” (Giovane Holden Edizioni). Citato fra gli scrittori pugliesi del volume "Letteratura del Novecento in Puglia 1970-2008" (Catalano, Progedit, 2009), nel 2011 pubblica "Cucina Interiore" (Lupo Editore), un Menù di momenti con sottofondo musicale in cui autorizzarsi alla libertà di essere come si è, con una bella quota di poesia. Nello stesso anno partecipa alla scrittura di "Via Maestra" (Hobos Edizioni), percorsi di narrativa in terra di Brindisi. “Hotel” è stato scritto nell’estate 2012.

Distribuito da Messaggerie Libri Spa, il più importante distributore italiano di prodotti editoriali, "Hotel" (Lupo Editore) è presente inoltre nelle principali librerie on line quali Amazon.it, IBS: Internet Bookshop Italia, La Feltrinelli.it, Libreria universitaria, Unilibro, Webster, Dvd.it, Linklibri.net, Deastore e Book Shop Online Store.
La copertina di "Hotel" è stata realizzata da Carmelo Marasciulo mentre, da alcune settimane, sul canale You Tube dello scrittore brindisino è stato inoltre pubblicato il booktrailer del libro, realizzato da Daniela Errico, con le musiche de Le Poetèmodì.

Prima presentazione ufficiale del libro proprio venerdì 24 maggio, a Mesagne (Br), presso il Lab Creation (ore 22) all’interno della trasmissione radiofonica "Radiazioni Cult" di Ciccio Riccio (diretta streaming) con il concerto live de "Gli Howarang".

‘HOTEL’ di Mino Pica (Lupo Editore, 2013)
ISBN: 978-88-6667-090-2

INFO:
www.lupoeditore.it

www.minopica.it

Ufficio Stampa OverecoAgenzia
www.overeco.it

Novità: online il nuovo sito di BandAdriatica


È online il nuovo sito della BandAdriatica!

www.adriatik.it/banda

Uno dei gruppi più seguiti del 2012, in edicola su XL di Repubblica a Novembre nella compilation Puglia Sounds New, fra i migliori 25 videoclip italiani, disponibile per un live travolgente al ritmo della migliore musica dei porti dell’Adriatico.

RECENSIONI
“Frastornante, immensamente vitale l’incrocio di micidiali uptempo dispari e quattro quarti, ruggenti e precisi i fiati. Una magnifica turbolenza insomma, che si nutre, a maggior caratura, di testi ben scritti: “C’è un mare da morire, noi partiamo”. Guido Festinese – Il giornale della musica

“This is an interesting project that superbly integrates new composition with roots and demonstrates how easily music can cross national and linguistic barriers.” Michael Hingston – Folk Roots

“Certaines orchestrations avec clarinettes me font penser à celles des musiques de N. Piovani et l’ambiance n’est parfois pas si éloignée de celle de certains films des fréres Taviani” Jean-Luc Matte – Trad-Magazine

La banda è un incontro di culture e provenienze sotto il segno del Mar Adriatico. A Maggio 2008 i musicisti si imbarcano su Idea 2, un veliero che li conduce nei porti dell’Adriatico dove nascono le basi di un nuovo repertorio adriatico. Il progetto diventa “Rotta per Otranto” un film nel quale si racconta questa straordinaria avventura. Da Venezia a Capodistria, da Dubrovnik a Durazzo fino a Otranto, il veliero Idea 2 trasporta musicisti-marinai che raccontano in musica le proprie esperienze di viaggio. La banda collabora stabilmente con:

- Boban e Marko Markovic,
- la Kocani Orkestar,
- il coro bulgaro di Eva quartet
- Raiz e Radicanto.

VIDEO

Per vedere il videoclip di Arriva La banda:

Per vedere il videoclip di Non ho più pace (con le immagini del documentario Rotta per Otranto):

Per vedere il video promozionale per XL:
http://vimeo.com/52283014

ASCOLTA
Ascolta alcune tracce di Contagio, Maremoto e Arriva la banda:
soundcloud.com/bandadriatica

INFO e CONTATTI:
Claudio Prima
+39 347 5468393
info
http://www.adriatik.it

Può una bomba far brillare il cuore? L’esordio di Marco Cubeddu


COP_Marco Cubeddu_CUBAMSC_.inddPuò una bomba far brillare il cuore? L’esordio di Marco Cubeddu

Il romanzo di esordio di Marco Cubeddu, intitolato “Come una bomba a mano sul cuore” (Mondadori), tanto per cominciare, è molto più di un semplice esordio. L’inizio è un inizio dalla fine, dalla scena in cui l’amata del protagonista Alessandro Spera viene uccisa insieme a altre diciassette persone. Lo stesso cognome scelto per il protagonista, Spera, costituisce un refrain, un inno alla speranza che si concretizza nelle sue azioni disperate, un po’ all’opposto del Guglielmo Speranza che ne “Gli esami non finiscono mai” di De Filippo si trovava ad affrontare anche lui ‘prove’ della vita prima di coronare il suo sogno d’amore.

A distanza dai fatti tremendi occorsi dieci anni prima, Spera raccoglie le sue memorie in un volume, che consegna al suo avvocato, un memoir e allo stesso tempo un auto-da-fè, senza che il lettore se ne accorga, dato che il risultato è una road novel del tempo e dello spazio.

Si comincia quindi a ritroso, partendo dalla formazione del carattere di Alessandro, dove il romanzo di Cubeddu costituisce la dimostrazione del fatto che i bambini, in potenza, sono assassini e futuri criminali incalliti, finché qualcosa nella loro crescita non fa sublimare la cattiveria incanalandola in attività produttive, magari fantasiose come la scrittura, anche quando votata all’opportunismo e inframezzata da crudeltà, allucinogeni, droghe pesanti e droghe pesantissime, come accade a Alessandro. E se il nostro bambino decidesse di procrastinare il suo passaggio alla maturità, perfezionando nel sadismo la ribalta sul mondo? Va detto che il merito di tutto ciò va ascritto alla quieta connivenza di un padre, fumatore semiprofessionista di pipa tirolese, che poco ha fatto per sostenere l’azione educatrice della madre di Alessandro Spera, che per di più si trasforma nell’archetipo di madre che lui seminerà nei suoi romanzi.

In un centinaio di pagine il futuro scrittore, dopo avere abbandonato ogni speranza di irregimentarsi nel sistema dell’istruzione e in quello della società, e dopo essersi introdotto nei peggiori ambienti della sua città, diventa una mente criminale votata alla scrittura e all’amore, passando dagli anni novanta ai duemila, dall’adolescenza alla maturità. Soltanto il lavoro di pompiere e lo sport, con la cura del suo fisico e la pratica del mondo suburbano, fanno in modo che Alessandro sia capace di farsi scivolare addosso le incostanze dell’amore. Sarebbe un peccato fornire troppi particolari perché la scrittura di Cubeddu è rapida, seminata di particolari, la vicenda incalzante, e vale la pena di leggere questo frammento, anche perché offre una visione inedita di quel romanzo di formazione tanto inseguito dallo stesso Spera anche nella sua vita di personaggio.

Basta questo a collocare il testo, ad esempio, sulla linea che da “Due di due” di Andrea De Carlo arriva a “Bastogne” di Enrico Brizzi, passando per il meno conosciuto ma altrettanto rutilante “Sognavo di essere Bukowski” di Gino Armuzzi, e che dagli anni novanta, anche in questa seconda decade del millennio, rinnova la posta di un esordire forte, quello di Cubeddu, incisivo, incalzante, pulp, a tutti gli effetti un film che non sarà mai filmato perché la storia d’amore in esso narrata è eterea, evanescente, poesia pura. Un discorso a parte, per il divertimento e la malinconia, meritano le descrizioni degli scrittori, vere o fittizie, e delle aspirazioni coltivate da Alessandro, molto di striscio, nel loro mondo. Carlo Lucarelli, Alessandro Baricco, Dario Voltolini e, su tutti, Antonio Franchini, sono figure di passaggio, epifanie messe su un piedistallo dagli scrittorucoli che non capiscono, come capisce Spera, che la scrittura va vissuta e non mimata. I problemi, per chi non lo ha ancora capito, arrivano quando Spera si imbatte nelle due sorelle che gli cambieranno la vita, Benedetta e Mel InWonderland. Il ragazzo si innamorerà perdutamente di Mel e come accade in ogni storia di amore non corrisposto, quando uno dei due amanti scrive, il risultato sarà sublime. Così è per Spera, che in pochi anni brucia le tappe di una carriera letteraria folgorante, fino a diventare uno sceneggiatore di serie televisive hollywoodiane, ovviamente strapagato.

C’è qualcosa però che non va, tra i due, Mel infatti, malgrado il suo passare con leggerezza attraverso il mondo, è attratta dalle certezze, mentre Spera, che il mondo lo attraversa come un proiettile zen, non può offrire altra certezza che il suo amore infinito e, per l’appunto, disperato. Soltanto arrivati alla fine della lettura potremo sapere se questa storia finirà come è cominciata. L’esordio di Cubeddu è dirompente, e oltre a offrire un rapido spaccato dei nostri ultimi venti anni, visti con gli occhi di un adolescente e poi di un ragazzo, ci consegna una storia d’amore e morte dalla linearità quasi classica. L’autore inoltre, nonostante le assicurazioni finali, sembra somigliare molto al suo personaggio, e questo è un segno di sincerità.

Marco Cubeddu – “C.U.B.A.M.S.C. Come Una Bomba A Mano Sul Cuore” – Mondadori

29 Maggio 2013 – “New Page under 20, una sperimentazione letteraria” – Casina Vernazza a Cavallino (LE)


Maggio dei libri: New Page under 20, una ricerca a Cavallino

In occasione del Maggio dei libri:

Mercoledì 29, ore 9:00, Casina Vernazza, Cavallino di Lecce

New Page under 20: una sperimentazione letteraria

New Page a Cavallino: la poiesi come approccio etnografico-pedagogico

Antonio Errico, scrittore, attivo operatore culturale, nonché Dirigente Liceo “A. Moro” di Maglie e Francesco Aprile, autore e co-curatore New Page, giornalista, incontrano i giovani autori (alunni delle classi III sc. sec. di 1° dell’Ist. Compr. “L. Da Vinci” di Cavallino).

Ai presenti sarà distribuito il saggio di Francesco Aprile pubblicato per l’occasione con in appendice la bibliografia delle cartoline New Page under 20.

Mostra delle cartoline New Page under 20 – testi brevi, di cento parole, secondo il dettato di Francesco Saverio Dòdaro, ideatore del movimento. Saranno esposti i lavori delle classi terze delle scuole secondarie di 1° grado di Cavallino e Castromediano, a questi saranno affiancati i lavori provenienti dalla Scuola Media Statale Dag Hammarskjold, Nardò, e dalla Scuola media di Collemeto. I lavori di queste ultime due scuole saranno presenti grazie all’impegno di Monica Lisi, docente, che memore dell’esperienza dello scorso anno a Cavallino ha portato il percorso delle New Page under 20 a Nardò e Collemeto.

In allegato copia del lavoro che verrà distribuito mercoledì 29 maggio, un estratto di 16 pagine da un lavoro più articolato che segna un resoconto del percorso svolto nel 2012 a Cavallino, che ha portato ad una nuova apertura del movimento, denominata "New Page under 20", curata da Giovanna Rosato.

Info

_email: francesco-aprile

_email: francesco_aprile

_web: http://faprile.wordpress.com

22 maggio 2013 – Roma – EX.IT _ Presentazione del progetto e dell’antologia


A Roma, mercoledì 22 maggio 2013, alle ore 18:00

presso la Libreria Koob
via Luigi Poletti 2 (davanti al Maxxi)

presentazione del progetto (avviato e futuro) e dell’antologia (appena pubblicata)

EX . IT – Materiali fuori contesto

a cura di

Marco Giovenale, Mariangela Guatteri,
Giulio Marzaioli, Michele Zaffarano

(La Colornese – Tielleci, 2013)

L’incontro, a Roma, presso la libreria Koob, permetterà ai curatori di EX . IT 2013 – Materiali fuori contesto di riflettere sulla natura dell’iniziativa, sulle scritture e gli artisti ospitati, sui progetti attuali e futuri, e di presentare l’antologia che è nata per i tre giorni di reading nella biblioteca di Albinea (12-14 aprile), città apparentemente fuori dalle rotte usuali della letteratura, in realtà ben interna e omogenea a un’area, come quella reggiana, che proprio storicamente è stata (ed è) teatro-territorio di ricerca, sperimentazione, traduzioni.

link all’evento facebook:

descrizione del volume e preview dell’antologia:
http://eexxiitt.blogspot.it/2013/04/exit-2013-libro.html

gli incontri di Albinea (12-14 aprile 2013):

http://eexxiitt.blogspot.it/p/exit.html

speciale EX . IT su Portbou:

http://blogportbou.wordpress.com/category/speciale-ex-it/

§

EX . IT è

una serie di incontri e di reading che ha coinvolto e coinvolgerà diversi autori italiani e stranieri.

una sequenza di letture e di installazioni verbovisive, con l’intervento di videoartisti e musicisti.

un momento di confronto collettivo tra percorsi già in dialogo, e la proposta di un panorama di riferimento per lettori e ascoltatori che possono trovare, per la prima volta all’interno dello stesso tempo e luogo (e libro), materiali testuali e artistici non identificati (definibili: di ricerca)

un volume antologico – edito dalla Tipografia La Colornese – con testi e immagini inediti – che offre un percorso di lettura, visione e documentazione dei materiali ospitati dall’evento.
un fondo librario, appunto denominato EX . IT, che la Biblioteca di Albinea ha inaugurato e predisposto (a partire proprio da questa iniziativa), dedicato ad alcune linee della recente scrittura di ricerca, italiane e non.

§

see also
http://eexxiitt.blogspot.it/
http://eexxiitt.blogspot.it/p/about.html

24 Maggio 2013 – FUMO SULLA CITTÀ (Galleria Fandango) – Alessandro Leogrande a Lecce/Feltrinelli


presenta

FUMO SULLA CITTA’

di

ALESSANDRO LEOGRANDE

Venerdì 24 maggio ore 19:30
Feltrinelli Point
via Felice Cavallotti 7/a - Lecce

Interviene insieme all’autore
Massimo Melillo

***

ALESSANDRO LEOGRANDE – FUMO SULLA CITTA’

Collana: Galleria Fandango
Pagine: 270
Prezzo: 17,50
Isbn: 978-88-6044-312-0
Data di pubblicazione: 6 maggio 2013

“Il diritto al lavoro e il diritto alla salute sembrano
essere entrati in lotta l’uno contro l’altro.”

Uno straordinario reportage che mostra come Taranto sia stata il laboratorio di alcuni tra i fenomeni più devastanti della nostra contemporaneità:
la politica televisiva, le emergenze rifiuti, la crisi dell’industria.

Taranto è spesso al centro della cronaca nazionale, il simbolo profondo delle contraddizioni del Mezzogiorno d’Italia e delle sue sconfitte. La parabola di Cito, ex picchiatore fascista, telepredicatore, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa divenuto a furor di popolo sindaco dopo il crollo della Prima Repubblica, che anticipa per molti versi la stagione berlusconiana e la crisi ambientale, con i suoi numeri impietosi, l’altra faccia di un’idea di sviluppo, segnata dall’industrializzazione pesante ormai entrata in crisi. Città di vicoli, mare, gente proveniente da altre lande del Sud, città di fabbrica e di periferie, città di cattiva politica e di sogni di riscatto spesso abortiti, un mondo complesso che si lascia difficilmente afferrare.

Alessandro Leogrande ha osservato, scrutato, raccontato le viscere e i dilemmi della sua Taranto.
Un viaggio a tappe, che si concentra su alcuni momenti nevralgici degli ultimi vent’anni di vita cittadina, fino alla calda estate del 2012.

Un reportage che narra senza sconti un pezzo di territorio italiano diventato lo specchio dell’intera Europa, di come in pieno ventunesimo secolo si lotta per coniugare salute e lavoro, la salvaguardia del territorio e una vita degna di essere vissuta per tutti.
Alessandro Leogrande ha scritto con rabbia e amore un libro che lascia il segno.

E allora quando ci si chiede in coro: ma come è possibile che la politica abbia permesso tutto questo, come è possibile che abbia permesso l’inquinamento, le morti per tumori, le polveri rosse sul quartiere Tamburi, questa disperazione, questi tassi di disoccupazione… quando ci si chiede tutto ciò, andrebbe ricordato che la politica è stata e continua a essere questa.

Un viaggio atappe, che si concentra su alcuni momentinevralgici degli ultimi vent’annidi vita cittadina, fino alla calda estatedel 2012 in cui il diritto al lavoro equello alla salute sembrano essere entratiin lotta l’uno contro l’altro.

Alessandro Leogrande, nato a Taranto nel 1977, vive a Roma. E’ vicedirettore del mensile Lo straniero. Collabora con quotidiani e riviste. Tra i suoi libri: Uomini e caporali. Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud (Mondadori 2008, con cui ha vinto ilPremio Napoli-Libro dell’anno, il PremioOmegna, il Premio Sandro Onofri, il PremioBiblioteche di Roma), Le male vite. Storie di contrabbando e di multinazionali (Fandango2010), Il naufragio. Morte nel Mediterraneo (Feltrinelli 2011, con cui ha vinto il PremioRyszard Kapuściński e il Premio PaoloVolponi).

16 Maggio 2013 – VERBA INCREDIBILIA Unduetre stella (Lupo Editore) a Torino


L’ATELIER GIORGI DI TORINO ALL’INTERNO DEL SALONE DEL LIBRO PRESENTA IL NUOVO NUMERO DEL MONDO INCANTANTO DI UNDUETRESTELLA – VERBA INCREDIBILIA (Lupo Editore)

Giovedì 16 maggio 2013 ore 19.00

ATELIER GIORGI – via Belfiore, 5H – TORINO

Una magica mostra verrà presentata dal dal 16 al 26 maggio 2013 nell’Atelier Giorgi di Torino con l’illustratrice Laura Giorgi che ospiterà il nuovo e fiabesco Unduetrestella – Verba Incredibilia (Lupo Editore).

Giovedì 16 maggio 2013 ore 19.00 – ATELIER GIORGI – via Belfiore, 5H – TORINO.

Le parole sono importanti, diceva qualcuno. Le parole sono pietre, scriveva qualcun altro. Come a dire che ciò che viene fuori dalla nostra bocca ha un peso che non si può lasciar cadere rovinosamente sul nostro interlocutore, perché le parole hanno un effetto sulla realtà che ci circonda, provocano conseguenze, cambiano le cose. Le parole della magia poi sono dei macigni, sono più importanti di tutte le altre parole esistenti e non devono essere in alcun modo pronunciate a caso, tanto per aprire bocca. Bisogna prendere tempo, concentrarsi sull’obiettivo che si vuole raggiungere, inspirare profondamente e proferirle più e più volte ad alta voce. Poi se ne verificheranno gli effetti. E se inavvertitamente sbagliamo? Se un lapsus manda tutto all’aria e il nostro rospo si trasforma in un principe racchio e tarchiato? Come si fa?

Le storie di magia ci insegnano che sempre c’è stata e sempre ci sarà una nuova formula che correggerà la prima, si può tornare indietro e a volte basta un semplice “scusa” per vanificare gli effetti disastrosi di una parola dura come una pietra. Anche la redazione di UnduetreStella ha elaborato la propria formula magica, l’abbiamo proferita ad alta voce in una piovosa notte d’autunno tra le foglie ingiallite, ne è venuto fuori questo nuovo numero, una raccolta di formule magiche raccontate e illustrate, ma attenti a non pronunciarle ad alta voce…

INFO
www.lupoeditore.it

Atelier Giorgi – via Belfiore, 5H – Torino
Mostra aperta al pubblico dal 16 al 26 maggio 2013 dalle ore 11.00 alle ore 19.00
info: Cell. 340.2775966 – 328.3619507

Ufficio Stampa OverecoAgenzia
www.overeco.it

15 Maggio 2013 – “Amore e marchette” di Massimo Donno. Cosimo Lupo ‘regala’ in anteprima il videoclip per il suo 50° compleanno


“AMORE E MARCHETTE” DI MASSIMO DONNO
(Etichetta Ululati, Lupo Editore)

ONLINE IL VIDEO PROMO
DELL’ALBUM D’ESORDIO
SU YOUTUBE DAL 15 MAGGIO 2013

Cosimo Lupo compie 50 anni, l’intraprendente fondatore e titolare della casa editrice Lupo Editore, patron della neo etichetta musicale Ululati, ha deciso di festeggiare questa felice ricorrenza a “furor di musica”, facendo un regalo a tutti i suoi lettori, ascoltatori, estimatori e amici, con il lancio del giovane cantautore italiano Massimo Donno e del suo intrigante lavoro intitolato “Amore e Marchette”, il cui video promozionale girato da Gianni De Blasi è on-line dal 15 maggio 2013.

Massimo Donno è un gatto che salta sui tetti della canzone d’autore italiana prendendosene la parte più nobile. Come un gatto ci fa le fusa, ci conquista per poi graffiarci quando meno ce lo aspettiamo. Come un prestigiatore muove le parole tra surrealismo e neorealismo. Ci concede una musica tra sogno e realtà. Il disco in ogni traccia è una capriola, una giostra un pugno e uno sberleffo un bacio e uno schiaffo. Cartina tornasole delle nostre vite imbarcate su fragili vascelli. Semantica del testo e sintassi musicale si armonizzano perfettamente nel suo creato di opposizioni binarie. Dalle quali scaturisce una bellisima opera, un’opera aperta. Un’opera che perdere è come fare peccato.” (Oliviero Malaspina)

Info e contatti:
Lupo Editore

UFFICIO STAMPA/BOOKING OVERECOAGENZIA

www.overeco.it

booking – cell. 3288258358 – 3290629451

MASSIMO DONNO… DI VITA, DI PALCO E DI NOTE – Inizia lo studio della chitarra a tredici anni, a Corigliano d’Otranto, in Salento. Parte dal Blues, Funky, Rock, ma nel corso degli anni si fa forte l’avvicinamento al genere cantautoriale italiano e non. Grazie ai cantautori si fa grande la passione per i suoni acustici, sia del jazz che della musica etnica. Questa passione è ulteriormente accresciuta dalla terra in cui Massimo nasce. La prossimità di quella fascia di Sud, alle tante sfumature ed anime della musica mediterranea, rende ovvia la prossimità dei musicisti alla musica tipica di queste zone e alle varie contaminazioni che questa negli anni ha subito. Intorno al 2000 – 2001 Massimo, insieme a Luca Barrotta e ad altri amici – musicisti, da vita al suo primo progetto di folk d’autore: Allegra brigata Bodhran. In questo ensemble vengono elaborati suoni tradizionali del sud Italia, dei Balcani, i ritmi tradizionali ebraici del klezmer, uniti ai testi di cui Massimo è l’autore. Allegra Brigata viaggia spesso, da Milano a Teramo, da Roma a Pescara, a Parma, Prato, Cremona, Bologna, fino alla semifinale del “premio de Andrè”, a Messina, grazie a due brani scritti e musicati da Massimo. In questi live spesso la band ha avuto il piacere di ospitare musicisti di tutto rispetto nell’ambito della musica popolare, da Guido Sodo a Maurizio Deho. Con Allegra Brigata Bodhran realizza tre lavori: “Memorie” (2001), “In cerca d’autore” (2003), “Demo” (2006).

Diversi brani di Massimo inoltre faranno parte negli anni di varie compilation di musica etnica e word music: ad esempio un brano composto a quattro mani con Gianluca Milanese (flauto traverso) confluisce nel 2005 nella compilation “Musichetnia 2”, prodotto dalla RedLand di Bari. In questi anni va inoltre avanti l’attività didattica di Massimo: si trasferisce a Bologna, dove vive dal 2003 e studia con chitarristi del calibro di Romano Trevisani (chitarrista di Vasco Rossi, Dalla, Nannini,ecc.), Guido Sodo, con cui affronta un approccio centrato sulla musica popolare del sud Italia, Maurizio Geri (Riccardo Tesi, Banditaliana,ecc.) con cui approfondisce lo studio della musica Manouche, un genere di confine tra il jazz, la musica zingara, il Walzer musette francese. Ha studiato scrittura creativa con lo scrittore e critico Michelangelo Zizzi e lettura espressiva/dizione con Paolo Magagna al teatro dell’ascolto nell’anno 2010/2011. Si laurea in Sociologia nel 2008, presso l’ Alma Mater Studiorum – Università degli studi di Bologna. Parallelamente Massimo sviluppa un’altra sensibilità, parallela a quella delle piazze e dei centri in cui si esibisce, e cioè la passione per gli ambienti intimi e raccolti in cui incontrare il pubblico da vicino: scrive per teatro diversi copioni, facendoli interagire con musiche inedite e composizioni cantautorali di De Andrè, Bertoli, Guccini, ecc.

Negli anni che vanno dal 2005 ad oggi, realizza diversi spettacoli: “Ti saluto dai paesi di domani …” sulla vita di Fabrizio de Andrè; “A ruota libera” sull’arte come espressione dei cosiddetti diversi, per natura e per cultura; “Le Otto ore” ispirato alle musiche tradizionali di lavoro e immigrazione di tutta Italia; “Incanti di Tango” orientato alla reinterpretazione di musica cantautorale in chiave tango/jazz; “One hand Jack”, tratto da un monologo di Stefano Benni, con musiche di Fred Buscaglione; “Ognuno ha l’inverno che merita” in cui alla sua prosa intreccia composizioni cantate e strumentali inedite. Inoltre realizza, scrivendo i monologhi e arrangiando i brani di Fabrizio De Andrè, presso il Teatro dell’Ascolto di Bologna, una trilogia di spettacoli: “… e tutto ciò lo chiamavo luna”, ispirato all’album “La Buona Novella”; “Dall’inizio alla fune”, ispirato all’Album “non al denaro, non all’amore, né al cielo”; “L’uomo che imparò a volare”, ispirato a “Storia di un impiegato”. Negli anni inoltre Massimo è spesso ospite di progetti altrui, in cui opera da turnista: dalle performance popolari con i più grandi cultori della musica tradizionale salentina e non (Emanuela Gabrieli, Gianluca Milanese, Marcello Zappatore, Ovidio Venturoso, ecc.) alle pièce teatrali di vari registi in cui Massimo canta e suona la chitarra ( “Navigammo su fragili vascelli” , “stasera è più forte il dolore”, “Compagno cittadino …” di Alberto Minafra).

Nel 2007 ha suonato circondato dalle coreografie del Maestro Tony Candeloro, uno dei più grandi rappresentati della danza contemporanea nel mondo. Nel 2009 collabora con l’attore Simone Franco per la realizzazione di uno spettacolo sulla musica e la letteratura argentina. Esperienza forte è anche l’incontro con Alberto Bertoli, figlio di Pierangelo Bertoli, incontro avvenuto nella casa del cantautore scomparso nel 2002. Nasce un’intensa amicizia e collaborazione tra i due: Alberto è spesso ospite negli spettacoli di Massimo e viceversa, dividendo il palco con artisti del calibro di Franco Mussida (Premiata Formeria Marconi), Luca Bonaffini, ecc. In uno di questi live conosce il compianto Andrea Parodi, con il quale avrebbe diviso il palco in un concerto troppo a ridosso della sua prematura scomparsa. La collaborazione porta Massimo ed Alberto, accompagnati sempre da Luca Barrotta alla fisarmonica, ad esibirsi in festival e teatri, da Mantova a Firenze, fino alla provincia di Lecce. Nel 2010/2011 collabora con l’Osservatorio Astronomico di Bologna e l’Associazione per la Divulgazione delle Scienze Sofos, per la realizzazione dello spettacolo di osservazione astronomica/divulgazione scientifica dal titolo Racconti di cielo – Armonie tra mito e scienza. Porta attualmente in giro diverse performance live, dalla musica etnica, alla cantautoriale, allo swing, al tango, ecc. fino alle esperienze da solista accompagnato solo da chitarre e loop machine. Collabora come chitarrista con la cantante Afro – Brasiliana Nilza Costa e con il polistrumentista messicano Carlos la Bandera. Insieme al cantautore Gigi Marras, con cui collabora, guadagna la finale al premio Bindi 2011 e la finale al Premio Musicultura 2012 (Ex Premio Città di Recanati), entrando nel cd ufficiale con i brani dei 16 finalisti. A giugno, con un suo brano “Amore e Marchette”, vince “Promo”, mini-concorso su Ciao Radio, radio Emiliana, ricevendo il maggior numero di voti. A luglio 2012 è stato finalista al Premio Bindi riscuotendo ottimi risultati di pubblico e critica. A settembre 2012 è stato finalista al Festival delle Arti di Bologna, contest organizzato da Andrea Mingardi. È stato finalista alla 14a edizione di Biella Festival Autori e Cantautori 2012, classificandosi tra i primi cinque. E’ stato semifinalista al Tour Music Fest, il più grande festival europeo dedicato alla musica emergente, con la commissione artistica presieduta da Mogol. In Ottobre 2012 termina la registrazione del suo album solista in uscita nella primavera del 2013 per l’etichetta Ululati (Lupo Editore). Il Cd contiene numerose collaborazioni, da Maurizio Geri a Francesco del Prete, da Guido Sodo (Cantodiscanto) a Nilza Costa, Ovidio Venturoso e Giuseppe Spedicato (Bandadriatica), ecc.

MASSIMO DONNO IN PUNTA DI … PENNA – Coltiva la primordiale passione per la scrittura. Nell’ottobre 2009 risulta tra gli autori scelti per il concorso indetto dal centro studi Kairos di Lecce che entreranno a far parte di un testo – raccolta delle opere vicine al tema della resistenza dal titolo “Lenti spiriti”. Il titolo dell’opera di Massimo è “Sogni al risveglio”, racconto metropolitano sulle forme di quotidiana ed individuale resistenza. Nel marzo del 2010 guadagna un secondo posto, con il racconto “Victor”, al concorso letterario “Lettere Matte – Scrittori per Talitha”, entrando così di diritto nel volume che comprenderà tutte le composizioni dei finalisti. Ad aprile 2010, con tre racconti “Pensieri macchiati di rosso”, “Victor”, “l’uomo che imparò a volare”, giunge tra i finalisti, guadagnando il titolo di “Segnalato” nel concorso letterario “La vita in prosa”. A settembre 2010 pubblica per l’Agenzia di Comunicazione IKOS di Bari un racconto nella raccolta di racconti “Cento storie per cento disegni” edito da Di Marsico.

Info e contatti:
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[una clip dal video "Amore e marchette" di Massimo Donno, girato da Gianni De Blasi]

Dal 15 maggio 2013 – “Storia umana e inumana” di Giorgio Pressburger (@libribompiani)


"Storia umana e inumana" di Giorgio Pressburger (Bompiani)

Cacciato da un tram da un severo controllore, in un ordinario pomeriggio d’agosto, il protagonista scorre il lungo elenco di uomini e donne che hanno combattuto accesi dal desiderio di libertà. Sua guida d’eccezione è Simone Weil, che lo accompagna come un moderno Virgilio in un viaggio dentro se stesso e nella storia. In questo mondo in cui lo spazio e il tempo superano i limiti del reale, si susseguono gli incontri: Jan Palach e il monaco vietnamita arsi per le rispettive cause, Manfred cantato da Byron e Che Guevara, Malcom X, Martin Luther King e Nelson Mandela, un’umanità che rivela la propria intrinseca doppia natura, pronta alla violenza eppure capace del più alto sacrificio. In fondo al cammino, il riposo nella Valle Fresca al cospetto del Mahatma Gandhi: qui Simone Weil abbandona il protagonista, ormai pronto per affrontare l’ultimo, struggente incontro col fratello Nicola.

dal 15 maggio 2013

"Storia umana e inumana" di Giorgio Pressburger
Bompiani, Collana Narratori italiani, Pagine 336, 9788845273100

http://www.lafeltrinelli.it/products/9788845273100/Storia_umana_e_inumana/Giorgio_Pressburger.html

“In forma di scritture” (Edizioni Riccardi) a cura di Carlo Bugli Pasquale Della Ragione Giorgio Moio


In forma di scritture

Biografie accenni critici e
testi di poeti pubblicati in «Risvolti»

a cura di

Carlo Bugli

Pasquale Della Ragione

Giorgio Moio

Edizioni Riccardi

dall’introduzione di Ugo Piscopo:

“La vicenda di “Risvolti” continua, ovviamente in sospensione (…). Intanto, per avvisare che c’è, “Risvolti” batte un colpo con questa antologia, che vuol dire libro aperto in divenire, dove si rispecchia in controluce lo stigma di fondo del gruppo.

Si tratta di un’antologia esclusivamente di poesia. E anche questa scelta veicola precise intenzioni di dire non tanto quello che è avvenuto, ma quello che sta avvenendo in rapporto a quello che potrà avvenire. È un’antologia, quindi, prospettica e di battaglia.

D’altronde, non poteva esserci scelta migliore se la poesia è ininterrotto miracolo di germinazione di stati nascenti.

I poeti qui presenti sono tutti quelli che sono stati presenti sulle pagine della rivista. Che sono tanti, come si può vedere facilmente, se si dà uno sguardo a volo d’uccello ai loro nomi. Nello stesso tempo, essi sono ancora pochi, in quanto ognuno di essi fa riferimento a situazioni articolate. Appartengono a costellazioni varie, ma tutti, o che attraversando la selva abbiano varcato la soglia della notorietà, o che stiano per varcarla, o che siano determinati a essere sé stessi in spregio e a sfida dei cerimoniali di riconoscimento e di sacralizzazione, animano un processo di crescita, di svolgimento che riguarda il destino oggi della poesia, dell’arte, della cultura stessa.”

Poeti: Elio Filippo Accrocca, Aldo Adinolfi, Paolo Albani, Titiana Amoruso, Fernando Andolcetti, Luciana Arbizzani, Maria Arfè, Davide Argnani, Leopoldo Attolico, Vittore Baroni, Carlo Belloli, John M. Bennett, Carla Bertola, Tomaso Binga, Irma Blank, Anna Boschi, Rocco Brindisi, Ferruccio Brugnaro, Carlo Bugli, Edoardo Cacciatore, Ottavio Caiazzo, Franco Capasso, Camillo Copolongo, Domenico Cara, Antonio Carano, Luciano Caruso, Nadia Cavalera, Franco Cavallo, Sergio Cena, Franco Ceravolo, Domenico Cipriano, Vitaldo Conte, Antonino Contiliano, Corrado Costa, Mauro Dal Fior, Caterina Davinio, Pasquale Della Ragione, Gaetano delli Santi, Michele De Luca, Mario Diacono, Marisa Di Iorio, Marcello Diotallevi, Lorenzo Durante, Enrico Fagnano, Fernanda Fedi, Bartolomè Ferrando, Franco Giovanni Ferrero, Gio Ferri, Pier Luigi Ferro, Luc Fierens, Alfio Fiorentino, Giovanni Fontana, Franco Fortini, Bice Garzoni, Paolo Gentiluomo, Gino Gini, Alfredo Giuliani, Ferdinando Grossetti, Elisabetta Gut, Costanzo Ioni, Emily Joe, Edward Kulemin, Ludovico Leporeo, Oronzo Liuzzi, Arrigo Lora-Totino, Carmine Lubrano, Eugenio Lucrezi, Ida Maffei, Ruggero Maggi, Franco Magro, Francesco Mandrino, Mauro Manfredi, Federica Manfredini, Gian Ruggero Manzoni, Riccardo Martelli, Maria Grazia Martina, Alda Merini, Eugenio Miccini, Enzo Miglietta, Giorgio Moio, Emilio Morandi, Caterina Morelli, Alberto Mario Moriconi, Carmine Mario Muliere, Francesco Muzzioli, Giulia Niccolai, Piera Oppezzo, Elio Pagliarani, Aldo Palazzeschi, Marco Palladini, Marisa Papa Ruggiero, Giancarlo Pavanello, Giuseppe Pellegrino, Michele Perfetti, Felice Piemontese, Lamberto Pignotti, Franco Piri Focardi, Ugo Piscopo, Daniele Poletti, Silvio Ramat, Jacques Rey, Angelo Maria Ripellino, Vito Riviello, Alberto Rizzi, Gian Paolo Roffi, Mario Rondi, Amelia Rosselli, Cesare Ruffato, Roberto Sanesi, Edoardo Sanguineti, Giacomo Scalabrelli, Toti Scialoja, Felice Serino, Mirko Servetti, Gianni Simone, Antonio Spagnuolo, Adriano Spatola, Sandro Sproccati, Gian Piero Stefanoni, Giovanni Strada, Silvia Tessitore, Gianni Toti, Liliana Ugolini, Patrizia Vicinelli, Emilio Villa, Alberto Vitacchio, Cesare Vivaldi, Ted Warnell, William Xerra, Dmitry Zimin, Giovanni Ziviello, Aida Maria Zoppetti.

In forma di scritture

Viceverso

Poesia

Edizioni Riccardi, Quarto (NA) 2012

edizioniriccardi

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11 Maggio 2013 – Maria Pia Romano a Mesagne (BR) con “La cura dell’attesa” (Lupo Editore)


Libreria Lettera 22 di Domenico Pinto annuncia al pubblico l’arrivo del romanzo
“La cura dell’attesa” (Lupo Editore) di Maria Pia Romano

Sabato 11 maggio ore 19:30

Libreria Lettera 22 di Domenico Pinto – via Eugenio Santacesaria, 1
Mesagne (Brindisi)

La Libreria Lettera 22 di Domenico Pinto ne approfitta della meraviglia primaverile per invitare il bellissimo romanzo di Maria Pia Romano “La cura dell’attesa” (Lupo Editore).
Vi aspettiamo dunque Sabato 11 maggio ore 19:30 – Libreria Lettera 22 di Domenico Pinto – via Eugenio Santacesaria, 1 – Mesagne (Brindisi).

«Non era nuda abbastanza se non scioglieva i capelli. Lui la obbligava a farlo, ogni volta». Davide è stato per Alba la rivelazione della pulsante voce della vita, la scoperta dell’amore che s’incide sulla pelle, per la prima volta. Nel trascorrere degli anni lei ha cercato di scacciare l’immagine inopportuna di un volto riemergente dal passato, è diventata una donna decisa e brillante: un ingegnere capace di spiegare ai suoi studenti il mondo dei motori disegnando alla lavagna curve perfette come il suo grembo, tenero portatore di nuova vita.Nell’attesa, Alba sfoglia le pagine della sua esistenza: l’infanzia chiusa nel cerchio perfetto della sua casa, gli anni a Ruvo di Puglia, poi il trasferimento nel Salento, la dedizione allo studio, le oscillazioni dell’animo. E lo sguardo innamorato di Filippo, il suo presente.Cos’è l’amore? Il calore della sicurezza che accarezza e non delude? Oppure la sottile incertezza che sa infiammarsi di passione, facendo invertire la rotta all’improvviso? Le grandi storie come questa possiedono la forza per navigare in un mare di parole.

Maria Pia Romano è nata a Benevento nel 1976, è iscritta all’Albo dei Giornalisti dal 2000. Scrive per testate regionali e nazionali e si occupa di comunicazione pubblica, uffici stampa ed organizzazione eventi. Attualmente è responsabile della Comunicazione di LecceArredo, Salone Nazionale dell’Arredamento e del Distretto Tecnologico Pugliese, Ditech. Ha vinto una segnalazione in sezione Cultura al Premio “Michele Campione” Giornalista di Puglia, settima edizione 2010. Ha all’attivo quattro raccolte di poesie, Linfa (LiberArs 1998), L’estraneo (Manni 2005), Il funambolo sull’erba blu (Besa 2008) e La settima stella (Besa 2008) ed i romanzi Onde di Follia (Besa 2006) e L’anello inutile (Besa 2011), quest’ultimo lavoro ha ottenuto le “tre penne” di Billy Il vizio di leggere, rubrica del TG1, è stato consigliato da Il Sole 24ore ed è risultato finalista al “Premio Napokov”. Il suo racconto Idrusa è inserito nel libro “The end” (Il Grillo editore 2012). Ha ricevuto riconoscimenti in campo nazionale e internazionale per le sue poesie. I suoi libri sono inseriti nel “Museo della Poesia di Perla Cacciaguerra” a Cesa. È stata tradotta da Amina Di Munno e Cassio Junqueira per il Festival della Letteratura italiana in Brasile, estate 2011.

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Novità: “Andare a piedi. Filosofia del camminare” di Gros Frédéric (Garzanti Libri)


«Uno dei migliori libri dell’anno.»
«Financial Times»

«Un ammirevole, piccolo libro che sarà adorato anche dai più incurabili sedentari.»
«Le Monde des livres»

«Andare a piedi è il miglior libro che potete portare con voi nella tasca dello zaino.»
«Trek Magazine»

Camminare è sicuramente una delle azioni più comuni delle nostre vite. Ma Frédéric Gros, con un libro originale e delicato, ci fa riscoprire la bellezza e la profondità di questo semplice gesto e il senso di libertà, di crescita interiore e di scoperta che esso può riuscire a suscitare in ciascuno di noi. Attraverso la riflessione e il racconto magistrale delle vite di grandi camminatori del passato – da Nietzsche a Rousseau, da Proust a Gandhi che in questo modo hanno costruito e perfezionato i propri pensieri –, Andare a piedi propone un percorso ricco di curiosità, capace di far pensare e appassionare. Nella visione limpida ed entusiasta di Gros, camminare in città, in un viaggio, in pellegrinaggio o durante un’escursione, diventa un’esperienza universale che ci restituisce alla dimensione del tempo e ci consente di guardare dentro noi stessi. Perché camminare non è uno sport, ma l’opportunità di tornare a godere dell’intensità del cielo e della forza del paesaggio.

Un libro per chi è già in cammino
(e per chi non è ancora partito)

Un libro per chi vuole arrivare a destinazione
(e per chi preferisce godere del tragitto)

Un libro per chi si impone una disciplina
(e per chi vuole respirare libertà)
Gros Frédéric
Andare a piedi
Filosofia del camminare

Saggi
Traduzione dal francese di Francesco Bruno

232 pagine
€ 14.90
ISBN 978881168489-3

“Ritratti in jazz”, di Murakami Haruki


In Ottobre 2013 finalmente i lettori di Murakami Haruki potranno mettere le ‘orecchie’, oltre che le mani e gli occhi, sul suo libro illustrato “Portrait in Jazz”, nel quale l’autore giapponese, a partire da alcune canzoni jazz tra quelle a lui più care scrive dei racconti che sono accompagnati a illustrazioni. Nel testo originale ci sono delle foto e la raccolta delle canzoni scelte. Per la versione Italiana si opterà per un cofanetto con cd o, più semplicemente, per un libro illustrato? Staremo a vedere.

Titolo Ritratti in jazz
Autore Murakami Haruki
Prezzo € 18,00
Dati 150 p., ill.
Editore Einaudi
Collana Frontiere Einaudi
EAN 9788806217051
Data uscita ottobre 2013

(fonte Wuz.it, La Biblioteca dell’Estremo Oriente)

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1993-2013 – Antonio Leonardo Verri, venti anni insieme.


antonioleonardoverri

Per ricordare la figura di Antonio Leonardo Verri, scomparso venti anni fa, il 9 maggio del 1993, ho creduto opportuno presentare i materiali, inediti o di difficile reperimento, comparsi su Musicaos relativamente alla figura di Verri, tra il 2004 e il 2007. Si tratta, per l’esattezza, di due testi di Antonio Verri, il primo “Port Bou: quasi un diario”, dai luoghi di Benjamin, un autore cruciale per le riflessioni sulla ‘frontiera’, e il secondo, “La cultura dei tao”, un testo ‘classico’ di Antonio Leonardo Verri. Poi c’è un testo mio, che raccoglie alcuni appunti sulla figura di Verri, relativamente al ‘margine’ e alle sue ultime opere. A seguire tre testi critici di Rossano Astremo, dedicati alla scrittura di Antonio Verri nei quali si percorre una lettura e un inquadramento della sua scrittura nel panorama della letteratura (non solo) italiana. Per finire il testo, sempre di Rossano Astremo, di una prima scrittura scenica tratta da “I Trofei della Città di Guisnes”, con un mio pensiero introduttivo.

Mi rendo conto, a distanza di quasi dieci anni da quando sono stati pubblicati questi pezzi, che credere in uno spazio indipendente, autonomo, aperto alle collaborazioni, senza alcun pregiudizio, non sarebbe stato possibile se non ci fossero stati esempi, vicini e tangibili, di chi è riuscito a creare, nonostante la nostra terra, spazi indipendenti, autonomi, aperti alle collaborazioni, e senza pregiudizi.

Un ringraziamento particolare, da parte mia, va a chi, nel periodo che va dal 2000 al 2004, mi è stato d’aiuto alla conoscenza e approfondimento della figura di Antonio Leonardo Verri, in particolare a Fernando Bevilacqua e Giorgio Leaci per la miniera fluviale di racconti e immagini, a Claudio “Cavallo” Giagnotti per il Fabbricante e per i percorsi in lungo e in largo, a Mauro Marino e Piero Rapanà, che sono un supporto storico, vivo, documentale, e soprattutto vitale, grazie a Fabio Tolledi e Astragali Teatro, (non solo) per le ‘fotocopie’, per i luoghi di frontiera e per i tecnosuoni. La figura di Antonio Leonardo Verri, anche grazie alle  testimonianze pubblicate con il contributo di Maurizio Nocera e agli interventi critici di Antonio Errico, Francesco Saverio Dodaro, Luigi Chiriatti, non sarebbe stata la stessa se percepita al di fuori di questo sentimento di pathos epico, etico, etnico, aurorale, creativo, imaginifico, che ammanta l’autore di Caprarica e che, sul finire degli anni Novanta, a distanza di pochi anni dalla sua scomparsa, era un tuttuno con la sua persona, ancora presente, viva nel ricordo, come quella di un amico che si era allontanato da tavola appena prima del caffè, con una scusa di poco conto, lasciando i suoi compagni, pure abituati alle sue uscite, più basiti del solito. Uno dei ricordi che conservo, insieme a tutti quelli che si affastellano, è quello di un pomeriggio, trascorso con il professor Ennio Bonea, sulla “collinetta” di Torre Sant’Andrea, per la presentazione del numero dei Quaderni del Fondo Moravia di Toni Maraini (01/2002), che ospitava proprio “La cultura dei Tao”, insieme a un approfondimento della figura di Antonio Leonardo Verri; un momento in cui tutto, pur così distante e incomprensibile, sembrava avvicinarsi al reale, nel sapore di un “incontro mancato”.

Buone letture.

§

Antonio Leonardo Verri – “Port Bou: quasi un diario”, in “Luoghi di frontiera” a cura di Antonio L. Verri, copyright Erreci Edizioni, Maglie, 1991, (pagine 185-199 di 224)
[Musicaos - Anno 4. Numero 25 - Febbraio/Marzo 2007]

http://www.musicaos.it/interventi/2007/marzo/antonioverri_portbou_quasiundiario.pdf

§

Antonio Leonardo Verri – “La cultura dei tao”
[Musicaos - Anno 2 - Numero 18 - Giugno 2005]

http://www.musicaos.it/testi/2005/giugno/antonioverri.htm

§

Luciano Pagano – Un fato malinconico, appunti per un discorso su Antonio L. Verri
[Musicaos - Anno 4. Numero 25 - Febbraio/Marzo 2007]

http://www.musicaos.it/interventi/2007/marzo/252_verri_pagano.htm

§

Rossano Astremo – “Antonio Verri: Postmodern / Postmortem”
[Musicaos - 2005]

http://www.musicaos.it/interventi/2005/136_verri_astremo.htm

§

Rossano Astremo – “Antonio Verri: La trilogia finale, spingere la prosa liricamente nel magma indistinto del linguaggio, dissolvendo l’intreccio”
[Musicaos - 2005]

http://www.musicaos.it/interventi/2005/70_verri.htm

§

Rossano Astremo, RIFLETTERE SU LIBRI SCOMPARSI
I trofei della città di Guisnes di Antonio Verri
[Musicaos - 2004, pubblicato su Pulp del Gennaio 2004]

http://www.musicaos.it/critica/04_astremo.htm

§

Rossano Astremo, “L’esercito delle marionette stanche, ovvero il giorno in cui caddero in frantumi i trofei della putrida città di Guisnes” (prima stesura)
[Musicaos - 2004]

http://www.musicaos.it/testi/luglio/astremo.htm

(foto, elaborazione digitale di una foto di Fernando Bevilacqua)

10 Maggio 2013 – Gli AEDO in Concerto a Copertino (LE) – “Saluto al nemico” (Ululati)


GLI AEDO A COPERTINO CON IL LORO “SALUTO AL NEMICO” (Ululati – Lupo Editore).

Venerdì 10 maggio 2013, ore 22:00

Atrio Palazzo Briganti (municipio) – via Malta – Copertino (LECCE)

Non si può non ascoltare la musica degli Aedo, si rischia di perdere un’occasione necessaria per il cuore.
Non mancate! Venerdì 10 maggio 2013, ore 22:00 – Atrio Palazzo Briganti (municipio) – via Malta – Copertino (LECCE).

Molto più che interessante, anzi intrigante e molto bello questo lavoro degli AEDO.
L’album si apre con “Acqua” e si chiude con “Penelope”, come se nell’andirivieni delle onde nel tessere e disfare una tela ci sia un attesa di qualcosa di positivo l’arrivo anche solo di una immagine benigna. Tra il brano di apertura e quello di chiusura splendidi brani sono Le orecchie del Re e La pancia del mostro. Bellissima anche “Le tue mani”. Le sonorità sono a volte rarefatte a volte forsennate come gli stati d’animo di una società in travaglio.

Belli i testi con sfumature agrodolci e le sonorità che vanno dalla ballada a brani più potenti intersecati da un’etnicità mai banale.

Un disco da non perdere per nessun motivo: un disco che fa pensare sognare viaggiare sperare attraverso le splendide voci dei cantanti. (Oliviero Malaspina)

Nato nell’agosto del 2010, il progetto AEDO delinea un percorso lirico che si nutre delle radici del suono piegando il canto popolare alla riproduzione della natura. Dalla ricerca e riconsiderazione di antichi miti fino a giungere a testi di natura contemporanea, lo spettacolo proposto restituisce un ricercato immaginario arcaico che si distingue in contesti molto diversi dimostrando di possedere quella natura poliedrica tipica del Teatro Canzone. Nel 2011 e 2012 gli AEDO si esibiscono in numerosi concerti, dividono il palco con artisti di fama internazionale come i RADIODERVISH e LUCA MORINO, realizzano una tournee nazionale che li porta a suonare a ROMA e BARI, vincono il Concorso OFFICINE DELLA MUSICA in occasione del quale viene prodotto un videoclip professionale del brano “MACARIA” realizzato dalla PUNTO EXE con la regia di GIANNI DE BLASI e sostenuto da diversi partner quali: UNIONE EUROPEA, PUGLIA SOUNDS, REGIONE PUGLIA, TEATRO PUBBLICO PUGLIESE, PUGLIA PER TUTTE LE STAGIONI.

Gli AEDO sono:
Giovanni Saccomanno, voce e chitarra acustica / Eleonora Pascarelli voce / Mauro Pispico chitarra classica / Chiara Arcadi violino / Francesco Spada organetto /Giuseppe Donadei percussioni / Giorgio Kwiatkoswski basso

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10 Maggio 2013 – Lara Carrozzo, “Più suono” (Lupo Editore) a Lecce


LARA CARROZZO con il suo “PIU’ SUONO” (Lupo Editore) a La Feltrinelli di Lecce

Presenta il Prof. Giovanni Invitto
(docente di Filosofia teoretica-Università del Salento)

Venerdì 10 maggio 2013, ore 19:30
Libreria “Feltrinelli point” – via Cavallotti 7/a – 73100 – LECCE

La Libreria “Feltrinelli point” di Lecce ospita la poesia di Lara Carrozzo “Più suono” (Lupo Editore) con l’autorevole partecipazione del Professore Giovanni Invitto.

Venerdì 10 maggio 2013, ore 19:30 – Libreria “Feltrinelli point” – via Cavallotti 7/a – 73100 – LECCE.

La raccolta poetica di Lara Carrozzo dal titolo "Più Suono" si snoda delicatamente nella ricerca di quel senso sensibile che appare smarrito in una società che guarda la poesia e quindi le emozioni da un punto di vista piuttosto “angolare”. Il titolo stesso dell’intera opera poetica Più Suono sottolinea in sè un surplus “Più” che rappresenta un’invocazione alle emozioni e quindi all’arte, come d’altronde già aveva fatto nella precedente silloge Più Luce, nella quale l’autrice faceva appello al sovrappiù di luce, che rivela quell’eccedenza emotiva, l’ispirazione luminosa, da cui nasce la poesia. In Più Suono la nuova ricerca e l’appello sono alla musica, al suono, in qualsiasi forma si presentino. Ora, è l’eco continuo della vita, il suono fortemente passionale, che si traduce in poesia. In un gioco armonico di versi la scrittrice riesce a fondere la luce al suono in un viscerale continuum poetico: da ‘più luce’ a ‘più suono’, aprendo la strada all’arte nella sua manifestazione più profonda, per Lara, la poesia.

Nata a Melendugno (Le) nel 1979. È laureata in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi del Salento con una tesi su “Lo sguardo raccontato: la letteratura e la pluralità del vedere”; ha collaborato con grandi nomi della cultura salentina, nazionale, e internazionale, appartenenti al mondo accademico e non. Svolge un’intensa attività culturale che spazia dall’ambito letterario, interpretando testi poetici e letterari, a quello civile, collaborando nei diversi settori del sociale, nei quali organizza e presenta libri, eventi e convegni. Nel 2010 con la raccolta poetica Più Luce (Bhoomans Editore) – frutto di un percorso di riflessione poetica durato dieci anni, una raccolta vigorosa e audace che racchiude 95 opere – è risultata vincitrice del “Premio Vittorio Bodini”. Nel 2012 la silloge Più Luce è stata presentata dal Prof. Carlo Alberto Augieri dell’Università del Salento. In novembre 2012 presso la “Città del Libro” di Campi Salentina l’autrice ha presentato e intervistato Jabbar Yassin Hussin (premio Nobel per la letteratura nominato da Gabriel Garcia Marquez) il più importante poeta iracheno in vita.

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9 Maggio 2013 – Vittoria Coppola, “Immagina la gioia” (Lupo Editore) a Taviano (Le)


L’AUDITORIUM COMUNALE DI TAVIANO PRESENTA UNO STRAORDINARIO EVENTO DI MUSICA E SCRITTURA COL NUOVO ROMANZO DI VITTORIA COPPOLA,
“IMMAGINA LA GIOIA” (Lupo Editore)

Conduce Paola Donateo, con la partecipazione di Rosaria Ricchiuto (attrice regista teatrale) e Maria Novella Guarino
(Presidente Fondazione Città del libro)

Giovedì 9 maggio 2013, ore 19:00

Auditorium comunale “Aldo Tundo” presso il plesso scolastico “Alberto De Blasi” – via Vittorio Emanuele III – TAVIANO (Lecce)

Nella suggestiva cornice dell’AUDITORIUM di Taviano si esibisce al pubblico Vittoria Coppola con il suo romanzo “Immagina la gioia” (Lupo Editore) presentato da Paola Donateo. A dare maggior lustro alla serata la presenza dell’attrice regista teatrale – Rosaria Ricchiuto, il presidente della Fondazione Città del libro – Maria Novella Guarino, l’editore Cosimo Lupo e la musica di Costanza Rainò.
Vi aspettiamo numerosi: Giovedì 9 maggio 2013, ore 19:00 – Auditorium comunale “Aldo Tundo” presso il plesso scolastico “Alberto De Blasi” – via Vittorio Emanuele III – TAVIANO (Lecce).

L’inquietudine fa di Eva una giovane donna schiva ma curiosa del mondo, abituata ad esprimere la propria creatività nella scrittura e a mascherare la fragilità sotto l’abbigliamento colorato che sceglie con attenzione quasi maniacale. Cresciuta nella adorata Mira e nel calore di una famiglia siciliana, tra le marmellate di nonna Annina ed esperienze di viaggio, a dispetto di tali certezze Eva nutre un’intima lesione affettiva che la rende gelosa di Pietro, il fratello minore che – dieci anni dopo di lei – ha allietato i genitori con la sua attesissima nascita.Contrariamente alla sorella, il ragazzo ha un carattere solare, sostenuto da una sfrenata passione per il calcio e arricchito dal primo amore adolescenziale. Forse è anche la percezione di questa sua forza interiore a suscitare in Eva un bisogno quasi competitivo di riscatto, il desiderio di riuscire a completare il suo romanzo, a trovare il colpo di scena, il finale perfetto che convinca un editore a pubblicarlo. È nella casa avita di Sciacca, su suggerimento di nonna Annina, che la ragazza cerca la giusta ispirazione per portare a termine la sua fatica.Ma la vita spariglia le carte e nel giro di pochi mesi la realtà si impone sulle fantasie e sul tranquillo scorrere del tempo, mentre nuove presenze e vecchi segreti spuntati da cassetti polverosi aprono gli occhi e il cuore di Eva.

Vittoria Coppola, ha 26 anni, vive a Taviano (Le). Laureata in Lingue e Letterature Straniere, Comunicazione Linguistica Interculturale – Università del Salento. Attualmente lavora come receptionist presso un albergo di Gallipoli (Le). La passione assoluta che muove le sue giornate è la scrittura.

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9 Maggio 2013 – “La cura dell’attesa” (Lupo Editore) Maria Pia Romano a Ruvo di Puglia (Ba)


LA BIBLIOTECA COMUNALE “P. TESTINI” DI RUVO DI PUGLIA ACCOGLIE IL BELLISSIMO ROMANZO
DI MARIA PIA ROMANO “LA CURA DELL’ATTESA” (Lupo Editore)

Intervengono l’assessore Pasquale De Palo e Salvatore Bernocco (poeta)

Giovedì 9 maggio 2013, ore 19:00

Biblioteca comunale “P. Testini” – via le Croci, 16 – Ruvo di Puglia (BA)

La Biblioteca comunale “P. Testini” di Ruvo di Puglia invita la poetica storia di Maria Pia Romano, “La cura dell’attesa” (Lupo Editore) avvalendosi della collaborazione del poeta Salvatore Bernocco e dell’assessore Pasquale De Palo.
Giovedì 9 maggio 2013, ore 19:00 – Biblioteca comunale P. Testini – via le Croci, 16 – Ruvo di Puglia (BA).

«Non era nuda abbastanza se non scioglieva i capelli. Lui la obbligava a farlo, ogni volta». Davide è stato per Alba la rivelazione della pulsante voce della vita, la scoperta dell’amore che s’incide sulla pelle, per la prima volta. Nel trascorrere degli anni lei ha cercato di scacciare l’immagine inopportuna di un volto riemergente dal passato, è diventata una donna decisa e brillante: un ingegnere capace di spiegare ai suoi studenti il mondo dei motori disegnando alla lavagna curve perfette come il suo grembo, tenero portatore di nuova vita.Nell’attesa, Alba sfoglia le pagine della sua esistenza: l’infanzia chiusa nel cerchio perfetto della sua casa, gli anni a Ruvo di Puglia, poi il trasferimento nel Salento, la dedizione allo studio, le oscillazioni dell’animo. E lo sguardo innamorato di Filippo, il suo presente.Cos’è l’amore? Il calore della sicurezza che accarezza e non delude? Oppure la sottile incertezza che sa infiammarsi di passione, facendo invertire la rotta all’improvviso? Le grandi storie come questa possiedono la forza per navigare in un mare di parole.

Maria Pia Romano è nata a Benevento nel 1976, è iscritta all’Albo dei Giornalisti dal 2000. Scrive per testate regionali e nazionali e si occupa di comunicazione pubblica, uffici stampa ed organizzazione eventi. Attualmente è responsabile della Comunicazione di LecceArredo, Salone Nazionale dell’Arredamento e del Distretto Tecnologico Pugliese, Ditech. Ha vinto una segnalazione in sezione Cultura al Premio “Michele Campione” Giornalista di Puglia, settima edizione 2010. Ha all’attivo quattro raccolte di poesie, Linfa (LiberArs 1998), L’estraneo (Manni 2005), Il funambolo sull’erba blu (Besa 2008) e La settima stella (Besa 2008) ed i romanzi Onde di Follia (Besa 2006) e L’anello inutile (Besa 2011), quest’ultimo lavoro ha ottenuto le “tre penne” di Billy Il vizio di leggere, rubrica del TG1, è stato consigliato da Il Sole 24ore ed è risultato finalista al “Premio Napokov”. Il suo racconto Idrusa è inserito nel libro “The end” (Il Grillo editore 2012). Ha ricevuto riconoscimenti in campo nazionale e internazionale per le sue poesie. I suoi libri sono inseriti nel “Museo della Poesia di Perla Cacciaguerra” a Cesa. È stata tradotta da Amina Di Munno e Cassio Junqueira per il Festival della Letteratura italiana in Brasile, estate 2011.

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9 Maggio 2013 – Rosaria Iodice e “La donna lumaca” (Lupo Editore) a Bitonto (BA)


PRESSO LA LIBRERIA DEL TEATRO DI BITONTO SARÀ PRESENTATO IL NUOVO ROMANZO DI ROSARIA IODICE “LA DONNA LUMACA” (Lupo Editore)

Dialogherà con l’autrice Valentina Nuzzaci (giornalista)

Giovedì 9 maggio 2013, ore 18:30

Libreria del Teatro – Largo Teatro, 7 – 70032 – BITONTO (BARI)

La Libreria del Teatro di Bitonto presenta al pubblico l’interessante e coinvolgente storia di Rosaria Iodice “La donna lumaca” (Lupo Editore) con l’intervento della giornalista Valentina Nuzzaci.
Giovedì 9 maggio 2013, ore 18:30 – Libreria del Teatro – Largo Teatro, 7 – 70032 – BITONTO (BARI).

Nell’ospizio per anziani e sbandati che l’ha accolta negli ultimi anni, Angela ripercorre la sua esistenza “diversa”. Ha visto la guerra da bambina, e poi la rinascita del Paese, ma ha subito la violenza delle convenzioni; ha vissuto le turbolenze di una società in mutamento, spaccata tra la spinta alla modernità e la ferocia di cupe ideologie, incapace di uscire dal guscio. La sua è sempre stata una lotta disperata e solitaria, segnata dai sensi di colpa e dall’autocensura, solo a tratti addolcita da una maternità che ha difeso con le unghie e coi denti. Ma la contraddizione e la menzogna a cui si è condannata da sé hanno finito con lo straziare il rapporto più prezioso spingendola alla fuga e al randagismo in cerca di espiazione. Eppure – come per Florentino Ariza e Fermina Daza – inaspettatamente l’amore negato trova la sua ora di riscatto e si afferma oltre il pregiudizio e il moralismo bigotto. La storia di una donna, tra tante.

Rosaria Iodice 47 anni, napoletana, vive a Bari dal 2000. Lavora nella pubblica amministrazione, è appassionata di pittura, arte, musica. Ha viaggiato per il mondo alla ricerca di un senso trovandolo nella scrittura. Nel 2003 pubblica il suo primo racconto con Mondadori, nell’antologia Principesse Azzurre Last Minute curata da Delia Vaccarello, nel 2011 è finalista (quinta) al premio internazionale città di Barletta con il racconto pubblicato L’equilibrista, attualmente finalista al premio città di Barletta 2012 con il racconto pubblicato Accadde nel borgo di Bocco. Appassionata e cultrice di filosofie orientali, è una convinta sostenitrice che nulla accada per caso… neppure questo libro.

INFO – www.lupoeditore.it

Libreria del Teatro – Largo Teatro, 7 – 70032 – BITONTO (BARI)
tel/fax +39 080. 3758368_cell. + 39 339 1810911_ e.mail info

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8 Maggio 2013 – Ferdinando Scavran a Calimera (LE) con il suo “Senza rumore” (Lupo Editore)


LA LIBRERIA “VOLTA LA CARTA” DI CALIMERA ACCOGLIE IL NUOVO ROMANZO DI FERDINANDO SCAVRAN “SENZA RUMORE” (Lupo Editore)

Dialoga con l’autore il prof. Vincenzo Abati

Mercoledì 8 maggio 2013, ore 19:30

Libreria “Volta la carta”
Via Atene, 39 – 73021 – CALIMERA (Lecce)

Nella libreria “Volta la carta” di Calimera si terrà in presenza del professore Vincenzo Abati una serata particolarmente culturale con il nuovo romanzo di Ferdinando Scavran “Senza rumore” (Lupo Editore).

Mercoledì 8 maggio 2013, ore 19:30 – Libreria “Volta la carta” – via Atene, 39 – 73021 – CALIMERA (Lecce).

Ares, un cinquantenne che gestisce un piccolo ristorantino a Ioànnina, in Grecia, vive una vita semplice e silenziosa, immerso nei suoi impegni quotidiani. Ripensa ad Anja, una donna che sempre aveva ricercato e respinto, che vive in lui come un dolce tormento. La vita tranquilla di ristoratore, che gli permette di assaporare un senso di libertà, si trasformerà presto in un viaggio che lo porterà alla ricerca di sé, immergendolo in un presente che ricorda un passato remoto intriso di mito e letteratura. Durante quest’oscuro viaggio, Ares supererà le insidie del Fato e il volere degli Dèi; sarà trascinato verso luoghi enigmatici e affronterà donne che rievocano personaggi omerici. Ares scoprirà presto che realtà e mito si fondono nell’uomo e un lontano passato storico è sempre pronto a riemergere, all’improvviso. Senza rumore è la voce degli dei che, con il loro volere, conducono l’uomo verso il destino.

Ferdinando Scavran, di origine veneta – nasce nella colonia spartana di Taranto, nel 1957. Oggi vive nel Salento. Sociologo dal 1981 collabora con riviste e testate giornalistiche nazionali. Studioso delle tradizioni, della storia, della religione e della cultura greca, vive un’esperienza unica, intrisa di spiritualità e ascesi, come ospite per motivi di studio, presso la Repubblica Teocratica del Monte Athos in Calcidica nel 1983. Nel giugno del 1988, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Atene, presenta una raccolta di introspezioni legata da un filo narrativo Io guerriero di Sparta, opera tradotta successivamente in lingua greca. Il matrimonio con Flavia e la nascita dei figli Ares e Dafne scrivono le pagine più importanti della sua vita. Nel 2000 pubblica Percorsi in quota sul Massiccio del Pollino con mappa annessa (Ermes editore Potenza). Tra il 2010 e il 2012 pubblica E gli dèi mi chiesero di tornare, e Ascolta le Ninfe (Artebaria editore,Taranto) primi due romanzi di una trilogia che vede il guerriero Ares tornare a vivere in un uomo di oggi.

INFO – www.lupoeditore.it
Libreria “Volta la carta” via Atene, 39 – 73021 – Calimera (Lecce)
tel. 0832.873777

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10 Maggio 2013 – Il Collettivo Cinetico con “XD” al LIVELLO 11/8 (Lecce)


TEATRO PUBBLICO PUGLIESE
11/8 RECORDS
FACTORY COMPAGNIA TRANSADRIATICA

per la rassegna

LIVELLO PERFORMATIVO
COLLETTIVO CINETICO (FERRARA)

in

“XD Scritture retiniche sull’oscenità dei denti”

e a seguire il concerto

FILASTINE with NOVA (US + INDONESIA)
TETRIXX
GIANNI SABATO

Venerdì 10 maggio – start 22,30

Venerdì 10 maggio, dalle ore 22,30 in poi, 11/8 Records presenta una serata fuori dal comune dove la danza si alternerà alla musica elettronica della produzione proveniente direttamente da Barcellona: Filastine + Nova.

Ad aprire la serata un nuovo appuntamento con la danza contemporanea della rassegna LIVELLO PERFORMATIVO organizzata da Teatro Pubblico Pugliese e Dansystem – the Puglia dance network nell’ambito del progetto “PO FESR Puglia 2007-2013″, in collaborazione con Factory compagnia e 11/8 Records.

È la volta del Collettivo Cinetico con “XD Scritture retiniche sull’oscenità dei denti”, nuovo spettacolo della compagnia ferrarese dove una patina d’arte pop copre il loro lavoro concettuale che affonda nelle tinte di Roy Liechtenstein, si tuffa nelle serigrafie di Andy Warhol e nelle più recenti sculture di Takeshi Murakami per stravolgerne il senso in una danza che è al contempo abiura e celebrazione dell’iconografia di massa, della sua capacità di creare mondi virtuali, miti, eroi.

L’indagine sulla derealizzazione del presente e sulla pornografia dello sguardo – temi portanti di una ricerca declinata ora con ludica bidimensionalità ora con livida crudeltà – si appropria dell’imperante immaginario cartoon. Mescolando celebri supereroi a stelle e strisce con anonime figure manga, la scrittura scenica mette a nudo i meccanismi di mercificazione che riducono il corpo a mero supporto di brand stampati sulla pelle. E tra una risata e l’altra ci si rende conto che l’osceno non è tanto nell’esposizione della carne quanto nella sua progressiva smaterializzazione.”

XD
scritture retiniche sull’oscenità dei denti

frammento del progetto C/o
concept e regia: Francesca Pennini
azione e creazione: Andrea Amaducci, Nicola Galli, Angelo Pedroni, Francesca Pennini

durata 30’

DOPO LO SPETTACOLO LA MUSICA CONTINUA CON FILASTINE + NOVA

dopo lo spettacolo il concerto Filastine + Nova dove i suoni contaminati sono composti da ritmi urbani, echi dub, orhestrazioni lo-fi, hip-hop di periferia e canti provenienti da svariate regioni del mondo. I bassi potenti e i ritmi incalzanti, influenzati dallo studio delle percussioni a Calcutta, Rio de Janeiro e Jajouka, in Marocco, che rispecchiano la visione politica senza barriere di Filastine e della cantante e producer indonesiana Nova che incontreranno i nostri Dj’s più di punta nel panorama locale: Tetrixx e Gianni Sabato.

Livello Undiciottavi è un contenitore di cultura aperto e dinamico, ogni venerdì a si alternano musica, teatro e sperimentazione in tutte le sue forme; tutto negli spazi del laboratorio urbano sulla statale per Trepuzzi. La serata è realizzata da 11/8 Records con la collaborazione di Naida Lab, Teatro Pubblico Pugliese, Bollenti Spiriti, Factory Compagnia. Una serata da non perdere dove le migliori produzioni si alterneranno per un evento eccezionale.

Ingresso unico alla serata: € 3,00.

Info su: www.livelloundiciottavi.it
www.facebook.com/livelloundiciottavi

Infoline: +39. 3923021461
O scrivete a: info

LIVELLO UNDICIOTTAVI
Casa della Musica – S.S. 7 Ter Lecce/Campi Salentina – km 5

FACTORY – compagnia transadriatica – Via Pitagora, 1 – 73100 – Lecce

9 maggio 2013 – MONZA – PoesiaPresente/Pagina Quaranta


POESIAPRESENTE 2013 – settima stagione SENZA TABU’
di Mille Gru, Associazione Culturale di Monza
www.poesiapresente.it
Www.facebook.com/poesiapresente

POESIAPRESENTE 2013
ULTIMO APPUNTAMENTO al TEATRO BINARIO 7
con lo spettacolo di teatro poesia
PAGINA QUARANTA

– Parto –
ti ripeto al telefono, sulla panchina dell’imbarco,
con le ginocchia contro l’addome,
con la freccia contro l’arco,
in dolce attesa dell’assedio
- parto –

(da Pagina Quaranta)

La settima edizione di PoesiaPresente – dopo l’appuntamento internazionale del 29 aprile all’Italian Bookshop di Londra dove è avvenuta la presentazione dei libri editi da Mille Gru (associazione che cura il progetto PoesiaPresente) – si chiude il 9 maggio con l’ultimo appuntamento al Teatro Binario 7 di Monza – mentre continuano fino alla fine del mese i laboratori e gli appuntamenti nelle scuole – con uno spettacolo teatrale messo in scena dal regista Enrico Roveris sulla drammaturgia di Dome Bulfaro scritta senza dimenticare la forza che la parola poetica porta con sé.

Le attrici in scena, Chiara Petruzzelli e Alessia Vicardi, interpreteranno il testo dialogando con le musiche composte appositamente da David Rossato e Lorenzo Pierobon.
La scenografia sarà arricchita anche dagli interventi e disegni dal vivo dell’illustratore Ivano Ceriani.
La drammaturgia di Pagina Quaranta è liberamente ispirata e consonante ad una storia vera.
Il Dott. Carlo Cacioppo, responsabile medico dell’Hospice di Monza (http://www.dongnocchi.it/centri/monza/index.htm) della Fondazione Don Gnocchi (struttura che ha offerto un fondamentale contributo per la stesura della drammaturgia) interverrà al Teatro Binario 7 in occasione dello spettacolo.


giovedì 9 maggio ore 21(Ingresso libero fino esaurimento posti)
“PAGINA QUARANTA”
TEATRO BINARIO 7 –
Via Turati 8 (P.zza Castello/ FS Monza), MONZA
Spettacolo di teatro-poesia che racconta la storia di Fiamma e Miriam, un viaggio di riconciliazione con la malattia

GUARDA IL PROMO



Pagina Quaranta narra la storia di Fiamma psicologa in un Hospice (struttura residenziale di cure palliative per malati terminali) che scopre di avere un tumore al pancreas, che non le concede più di quaranta giorni di vita.

Inizia un conto alla rovescia raccontato da Fiamma in prima persona e da Miriam, medico dell’Hospice, che si ritrova suo malgrado, per ragioni del tutto particolari, ad accompagnare la sua collega e amica a domicilio fino alla morte.

Miriam, per spiegare in un corso per possibili nuovi volontari (il pubblico), cosa sia e rappresenti per lei l’Hospice, ripercorre l’eccezionale storia di Fiamma che, grazie al diario di bordo lasciato dalla psicologa, si trasforma in un viaggio in cui poter scoprire tutta la preziosità di camminare in prossimità della morte: Fiamma e Miriam, opposte per carattere e credo religioso, s’imbarcano con il proprio bagaglio, ma si ritrovano nel loro ultimo volo insieme, a dover riscrivere, almeno fino a pagina quaranta, tutti i punti fermi di un’intera vita.
con
Alessia Vicardi e Chiara Petruzzelli
dramamturgia Dome Bulfaro
regia Enrico Roveris
musiche originali: David Rossato e Lorenzo Pierobon

scene e costumi: Alice Manieri
Live sketch di Ivano Ceriani

La Produzione dello spettacolo è di Mille Gru con la cooperazione di Fondazione Arbor, SpazioStudio 13 e La danza Immobile
responsabile di produzione: Patrizia Gioia

INFO:
www.poesiapresente.it <http://www.poesiapresente.it>
www.facebook.com/poesiapresente <http://www.facebook.com/poesiapresente>
mailto:millegru>

11 Maggio 2013 Lecce/Knos – Anteprime di un festival. Proiezioni dal cinema arabo.


ANTEPRIME DI UN FESTIVAL
proiezioni dal cinema arabo

Sabato 11 maggio a partire dalle 18.00 le Manifatture Knos ospitano le proiezioni in anteprima del

Festival del Cinema Arabo Yalla Shebab.

A seguire "ARABIAN DJset" di Nabil Salameh.


PROGRAMMA

h.18: Gaza Shield, regia di Tania Khalaf, Libano 2011, 23 min. Arabo con sottotitoli in italiano.

Tre artisti libanesi non convenzionali per protestare contro le ingiustizie della questione israelo-palestinese attraverso lo sviluppo di un video gioco di “coscienza virtuale”.

http://www.wixelstudios.com/gazashield/

Tania Khalaf, regista
Nata e cresciuta a Beirut, da anni vive e lavora negli Stati Uniti. Prima di trasferirsi, in Libano ha lavorato come produttrice, editor e insegnante di drammaturgia.

È produttrice e regista di numerosi documentari, cinema di narrazione e sperimentale, talvolta crossover rispetto a generi differenti. I suoi lavori sono stati proiettati durante molti festival negli Stati Uniti e internazionali, ottenendo riconoscimenti e premi.

Gaza Shield è il suo ultimo progetto, in cui segue tre dissacranti artisti libanesi che protestano contro l’assedio israeliano a Gaza programmando un videogame online che denuncia le ingiustizie e le atrocità commesse da Israele in Palestina. Gaza Shield è stato proiettato in moltissimi festival in tutto il mondo e ha ricevuto nel 2011 l’Humanitarian Award al Festival del Cinema Indipendente del Terzo Mondo in California.

Insegna documentario, produzione cinematografica e teoria del film negli Stati Uniti.
È laureata in Teatro e Drammaturgia all’Università libanese di Beirut e si è specializzata in Produzione di Documentari all’Università del North Texas.

h.19: Palestina per Principianti. Educazione sentimentale di un bassista rockabilly, regia di Francesco Merini, Palestina 2012, 60 min., italiano, distribuito da Mammut Film.

Zimmy ama fare due cose nella vita: suonare il basso con la sua band, i Lou del Bello’s, e starsene nella sua amata città, Bologna. Questa volta, però, i suoi compagni riescono a portarlo fino a un campo profughi palestinese.

http://www.palestineforbeginners.org

Francesco Merini, regista
Regista, è laureato in storia dell’arte al DAMS di Bologna.
Ha diretto i lungometraggi Paglione (1999) e Cavedagne (2003). Ha prodotto e diretto con Helmut Failoni il documentario L’altra voce della musica. In viaggio con Claudio Abbado tra Caracas e l’Avana (2006, 2010 edito da Il Saggiatore). Ha curato la regia di numerosi live di Lucio Dalla, Eugenio Finardi, Stefano Bollani, Mariposa. Come sceneggiatore e regista ha partecipato alla realizzazione del videoclip e della graphicnovel di Vasco Rossi Ho fatto un sogno (2010). Ha inoltre collaborato a video musicali di Mango e Stadio. Per Movie Movie ha diretto documentari e cortometraggi per Rai e Tele+.

Con il cortometraggio Un giorno ideale per i pescibanana (1996) ha vinto il premio Iceberg. Il cortometraggio Panocchie (1998) è stato selezionato da Nanni Moretti per il Sacher Festival.
Chiamato da Franco La Polla, ha ideato e tenuto per due anni il laboratorio Sviluppo e realizzazione del documentario presso il Corso di Laurea Specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale del DAMS di Bologna. Ha inoltre insegnato all’Università del Progetto di Reggio Emilia. Attualmente è responsabile delle produzioni video e coordinatore dell’area Non Fiction di Bottega Finzioni.

Dal 2007 collabora stabilmente con le pagine bolognesi del Corriere della Sera sulle quali tiene varie rubriche settimanali, scrive reportage e racconti.
È socio fondatore dell’Associazione Circolo Parigi 11 che dal 2007 gestisce L’occhioprivato.

Nel 1992 è uno dei fondatori del gruppo ska I Quattrocento colpi, nel quale ha suonato la batteria per una decina d’anni. Attualmente suona con i Lou del Bello’s.

h.20.30: ASCOLTANDO IL MEDIORIENTE, Incontro tra parole,musiche ed immagini con Nabil Salameh (voce edautore dei Radiodervish)

Nabil Salameh, musicista e giornalista
Nato a Tripoli del Libano, dagli anni Ottanta vive in Puglia.
I suoi genitori fuggono dalla Palestina nel 1948 (data della creazione dello stato di Israele) in Libano, dove il padre diventa ispettore ONU per l’educazione dei rifugiati palestinesi.

A Tripoli studia in un collegio greco-ortodosso nel quartiere cristiano della città. Per proseguire gli studi si iscrive all’Università di Bucarest al tempo di Nicolae Ceauşescu, ma nel 1983 si trasferisce a Bari per studiare ingegneria elettronica.

Da sempre, il suo lavoro si divide – da un lato – nella ricerca e nella sperimentazione musicale e – dall’altro – nell’impegno politico e civile volto all’unione di tutte le sponde del Mediterraneo.
È fondatore di due dei più celebri gruppi di world music europei: gli Al Darawish (1988-1997) e successivamente i Radiodervish. Dà così vita alle prime e più riuscite esperienze di musica multietnica in Italia, ottenendo riconoscimenti a livello internazionale e performando nelle piazze, nei teatri e nei festival più importanti del mondo (dal Colosseo al Théâtre de l’Olympia a Parigi). Mantiene però sempre una predilezione per il Mediterraneo: Marsiglia, Salonicco, Baghdad, Napoli, Bari. Collabora inoltre con artisti e musicisti di fama internazionale: Jovanotti, la cantante israeliana Noa, Paola Turci, Niccolò Fabi, Simone Cristicchi e YoYo Mundi.

Il suo impegno volto al sincretismo mediterraneo e alla pace in Medio Oriente è stato spesso riconosciuto anche a livello istituzionale: ad esempio, gli viene conferita, insieme alla cantante israeliana Noa, la cittadinanza onoraria delle della città di Melpignano (LE) come riconoscimento al loro impegno artistico nella ricerca del dialogo e della pace tra culture e popoli differenti. L’impegno dei due artisti viene riconosciuto anche dalla fondazione Accademia del Mediterraneo che conferisce loro il premio Mediterraneo arte 2001 per aver voluto utilizzare il linguaggio universale della musica quale strumento di pace.

Parallelamente rispetto alla carriera musicale, ha lavorato per anni anche nel campo dell’informazione e del giornalismo. Ha collaborato con l’emittente internazionale Al-Jazeera, della quale era corrispondente in Italia e per la quale curava il “punto di vista occidentale” su temi di rilevanza internazionale, come ad esempio gli attentati dell’11 settembre 2001.

A seguire: Li Beirut, regia di Marco Preti, Libano 2001, 20 min. italiano.

Nabil e le strade di una Beirut ferita. E’ un ritorno a casa particolare, quello del leader dei Radiodervish, profugo palestinese in Libano. Qui, nel 2001 il suo gruppo si è esibito all’ambasciata italiana per celebrare la festa della musica.

Marco Preti, esploratore e regista
Nato a Brescia, è esploratore nomade, alpinista, globe-trotter e scopritore di mondi lontani. Contemporaneamente, è regista, cameraman, cineoperatore specializzato in documentari e fiction in luoghi di natura estrema: montagna, oceani, deserti, giungla, viaggi ed avventura.

A 30 anni passa dall’alpinismo professionale (testimonial di varie ditte leader nel settore alpinismo, guida alpina, maestro di sci, vincitore della prova di velocità alle prime gare mondiali di freeclimbing) al documentarismo ed alla fiction per la televisione.

Nel 1985 fonda la casa di produzione The Coral Climb Film Productions.
Dal Borneo al Camerun, dall’Antartide alla Polinesia, i suoi filmati sono andati in onda su BBC, Discovery Channel, National Geographic, Rai e Mediaset.

Tra i suoi innumerevoli e straordinari documentari, ricordiamo quello che racconta le giornate trascorse in Libano insieme a NabilSalameh e ai Radiodervish. Il risultato di questa avventura è Li Beirut.

Si conclude con "ARABIAN DJSET" di NABIL SALAMET

Info:
http://www.manifattureknos.org/knos/home.php

“Proust. Una sceneggiatura”, Harold Pinter (@Einaudieditore)


"Proust. Una sceneggiatura", Harold Pinter (Einaudi)

Traduzione di Elio Nissim
Traduzione di Maria Teresa Petruzzi

«L’anno in cui ho lavorato su Alla ricerca del tempo perduto è stato il miglior anno di lavoro della mia vita». (Harold Pinter)

Nei primi mesi del 1972 Nicole Stéphane, che possedeva i diritti cinematografici di Alla ricerca del tempo perduto, chiede al regista Joseph Losey se gli sarebbe piaciuto lavorare a una versione cinematografica del libro. E Losey ne propone la sceneggiatura a Harold Pinter, già suo stretto collaboratore per titoli come Il servo, L’incidente e Messaggio d’amore.

Per tre mesi, ogni giorno, Pinter legge la Recherche, e mentre legge prende centinaia di appunti: «ma alla fine mi ritrovai molto perplesso sul come affrontare un compito cosí enorme. L’unica cosa della quale ero sicuro era che sarebbe stato sbagliato cercare di fare un film concentrandosi su uno o due volumi, tipo La prigioniera o Sodoma e Gomorra. Se ciò non doveva essere assolutamente fatto, si sarebbe dovuto cercare di distillare l’intera opera, di incorporare i temi principali del libro in un insieme unico. Decidemmo che l’architettura del film dovesse basarsi su due principî primari e contrastanti: uno, un movimento, essenzialmente narrativo, verso la disillusione, e l’altro, piú intermittente, verso la rivelazione, che crescesse verso un punto in cui il tempo perduto è ritrovato e fissato per sempre nell’arte».

Nell’estate del 1972 Pinter compie numerosi viaggi in Francia: a Illiers, a Cabourg, a Parigi, per «impregnarsi» dei luoghi proustiani. In novembre la sceneggiatura è terminata e, dopo ulteriori tagli e limature, agli inizi del 1973 la versione rivista è pronta e definitiva, ed è quella che qui pubblichiamo.

"Proust. Una sceneggiatura" di Harold Pinter (Einaudi),
2005, Super ET, pp. 188, € 9,50, ISBN 9788806182045

“I dodici profeti” a cura di Elena Loewenthal (Einaudi)


I dodici profeti
a cura di Elena Loewenthal

Il racconto delle vite dei dodici «profeti posteriori» e di quella di Elia, l’ultimo «navi» prima dell’arrivo del Messia

Accanto alla solitudine del profeta, c’è l’invadenza divina. La voce che comanda la parola fa paura, è inopinata, giunge quando vuole e non perdona. Nella loro natura di individui, i profeti sono dei contenitori di questa ispirazione dal cielo che non guarda in faccia a nessuno. In un certo senso, «profeta» è una parola passiva, che subisce. E, diversamente dai patriarchi e dai condottieri, i profeti non hanno neppure l’onore delle armi, non riescono a cambiare il mondo ma soltanto a vederlo per quello che è. Quasi sempre restano inascoltati. (dall’introduzione di Elena Loewenthal)

«Questa raccolta contiene i passi dei libri dei Re che narrano l’epopea di Elia e il corpus che la tradizione cristiana chiama "profeti minori" ma che originariamente e nell’ebraismo sono definiti "i dodici profeti". Nel canone d’Israele, infatti, ci sono i cosiddetti "profeti anteriori", o meglio "primi profeti", che comprendono i libri di Giosuè, Giudici, Samuele e Re, mentre i "profeti posteriori", cioè "ultimi" , sono quelli propriamente detti, all’interno dei quali i libri minori sono raggruppati sotto il non casuale numero di dodici»: in questo nuovo volume della NUE, Elena Loewenthal ha tradotto i dodici profeti minori, accostandoli ai capitoli dei Re dedicati alla predicazione di Elia, la cui storia spicca tra le altre dei «navi» che incontriamo nella Bibbia per il suo valore paradigmatico. Infatti, «rispetto alle altre comparse nell’universo della profezia – continua la Loewenthal nell’introduzione -, la sua è una vera e propria epopea narrativa che si dispiega lungo diversi capitoli e meglio di ogni altra racconta com’era la vita del profeta».

Il lavoro di Elena Loewenthal ci restituisce la portata letteraria di questi testi che, anche attraverso la vicenda di Elia, ci permettono di esplorare da vicino lo «status» di profeta e il significato profondo della sua condizione: «la solitudine del profeta è indissolubile compagna della vocazione e dell’identità: i profeti sono decisamente i più individualisti di tutta la Bibbia, e non per scelta. Sono singolari di fronte al mondo, cosa che non capita mai agli altri protagonisti del tessuto sacro».

"I dodici profeti", a cura di Elena Loewenthal, NUE, €24,00, ISBN 978880621084-7

7 Maggio 2013 – Fausto Bertinotti alla Feltrinelli Point Lecce


Fausto Bertinottti
alla Feltrinelli Point Lecce

Alternative per il socialismo
Il sindacato c’è ancora?

Domani (martedì 7 maggio), alle ore 17.30, alla Feltrinelli Point di Lecce, Fausto Bertinotti presenterà il n. 25 di “Alternative per il socialismo”: “Il sindacato c’è ancora?”.

Numero monografico sul movimento sindacale italiano e internazionale, pone al pubblico un tema decisivo per la sinistra e, più in generale, per la stessa democrazia: quello del sindacato. L’approfondimento contiene un’analisi dello stato del “sindacato reale” in Europa (Germania, Spagna, Francia, Paesi dell’Est europeo), Stati Uniti e Cina, e l’esperienza italiana della Cgil con particolare attenzione al caso Fiat e al ‘marchionnismo’.

In questo numero sono raccolti gli articoli di Bertinotti, Garibaldo, Telljohann, Bulla, Merlo, Meardi, Sivini, Chan, Ngai, Baldissara, Pizzinato, T. Rinaldini, Agostinelli, Leonardi, Sai, Bonadonna, Campetti, Romagnoli, Terzi, Russo, Gianni, Cremaschi, Raparelli.

La rivista in questione, edita da Edizioni Alternative Lapis, nasce dalle ceneri di "Alternative. Rivista per il socialismo" (edita fra il 2004 e il 2006) con un nuovo progetto che si propone di ricercare un’alternativa al neoliberismo.

Nell’editoriale del primo numero, uscito il primo giugno 2007, Fausto Bertinotti sottolinea le linee guida della rivista:

"Alternative: ciò che è maturato nel nuovo secolo, nella critica della globalizzazione capitalista. La trasformazione (e l’autotrasformazione) delle soggettività come leva di un altro mondo possibile".

"Per il socialismo: una scelta che rimotiva questo percorso e questo possibile approdo sulla base di un’idea di società liberata e aperta. Liberata dallo sfruttamento e dall’alienazione capitalistica, aperta nella possibilità che offre a ciascuno e a ciascuna di vivere la libertà e la propria irriducibile differenza".

"Noi: ciò che è cresciuto nel cammino della rifondazione, vincendo le resistenze e operando le rotture necessarie, nel nuovo rapporto costruito con e nei movimenti".

Lecce – Via Felice Cavallotti 7/a
0832-331999

Da domani, 7 Maggio 2013 “Generazione Post” (Lupo Editore) a Torino


Dopo la prima presentazione ai Canteri Teatrali Koreja, parte la “tournée” di presentazione del libro curato da Paolo Paticchio. Si inizia a correre.

Dopo la prima presentazione, avvenuta mercoledì 24 aprile presso i Cantieri Teatrali Koreja, Paolo Paticchio e “POST – 13 Storie che non sapevano di diventare mito” si preparano ad un piccolo tour che li porterà in giro nella principali città italiane. L’esordio è stato di quelli con il botto: platea esaurita, nonostant la giovane età di tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione del progetto, pubblico attento, musica, letture, proiezioni video e un applauso finale che tutto aveva fuorché le caratteristiche del convenzionale applauso di rito alla fine di uno spettacolo. All’uscita dalla sala gli sguardi si incrociavano e l’entusiasmo era palpabile. Iniziava a farsi strada la convinzione che questo volume di 150 pagine avrebbe portato lontano, restituendo entusiasmo ad una generazione (ma anche a più di una) che in esso si riconosce e con esso vuole ricominciare a correre. Le conferme non hanno tardato ad arrivare. Mosse da curiosità e interesse per il nuovissimo prodotto edito da Lupo Editore, diverse organizzazioni hanno immediatamente provveduto ad accaparrarsi una data nella tournée del giovane Paticchio.

Si parte da Torino dove POST verrà presentato in 3 appuntamenti dal 7 all’ 8 maggio:

Martedì 7 maggio dalle 10.00 alle 12.00 all’Istituto Plana di Torino, in p.zza Robilant 5 con l’educatore del progetto Scu.Ter Diego Montemagno.

Mercoledì 8 maggio dalle 10.00 alle 12.00 al liceo sc. Copernico di Torino, in corso Caio Plinio 2 con l’educatrice del progetto Scu.Ter Isabella Spezzano

Mercoledì 8 maggio ore 21.00 alle Officine Corsare presentiamo il libro con Claudio Riccio (ilcorsaro.info) Giovanni De Luna (storico, Università di Torino) e Alessandro Perissinotto (autore "Le colpe dei padri")

Una partenza che lascia ben sperare, quindi, per una generazione che ha finalmente deciso di scommettere unicamente su se stessa, su queste 13 storie fatte di passione e serietà e sulla freschezza di 14 giovani che in questo volume ha deciso di investire sogni, speranze ed energie.

Info
Lupo Editore

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Anticipazione: Robin Sloan, Il segreto della libreria sempre aperta. Dal 23 Maggio 2013


Robin Sloan, “Il segreto della libreria sempre aperta” (Corbaccio)

“Un romanzo che è un inno alla libreria come luogo magico e insostituibile.
Una lettera d’amore al libro di carta e alle emozioni che può trasmettere.”

Segui su:
www.ilsegretodellalibreria.com

…C’è un piccolo negozio nel cuore di San Francisco
Che vende libri e nasconde un segreto
Se ci entri non vorrai più uscirne…

dal 23 maggio in libreria

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Musicaos – leggere migliora

4 Maggio 2013 – “La cura dell’attesa”(Lupo Editore) di Maria Pia Romano a Trani


MARIA PIA ROMANO
“LA CURA DELL’ATTESA” (Lupo Editore)

Sabato 4 maggio 2013, ore 18.30

Libreria La Maria Del Porto – via Statuti Marittimi, 42 – TRANI

La libreria “La Maria del Porto” di Trani ospita con grande entusiasmo il bellissimo romanzo di Maria Pia Romano “La cura dell’attesa” (Lupo Editore).
Vi attendiamo con amorevole cura: Sabato 4 maggio 2013, ore 18.30 – Libreria La Maria Del Porto – via Statuti Marittimi, 42 – TRANI.

«Non era nuda abbastanza se non scioglieva i capelli. Lui la obbligava a farlo, ogni volta». Davide è stato per Alba la rivelazione della pulsante voce della vita, la scoperta dell’amore che s’incide sulla pelle, per la prima volta. Nel trascorrere degli anni lei ha cercato di scacciare l’immagine inopportuna di un volto riemergente dal passato, è diventata una donna decisa e brillante: un ingegnere capace di spiegare ai suoi studenti il mondo dei motori disegnando alla lavagna curve perfette come il suo grembo, tenero portatore di nuova vita.Nell’attesa, Alba sfoglia le pagine della sua esistenza: l’infanzia chiusa nel cerchio perfetto della sua casa, gli anni a Ruvo di Puglia, poi il trasferimento nel Salento, la dedizione allo studio, le oscillazioni dell’animo. E lo sguardo innamorato di Filippo, il suo presente.Cos’è l’amore? Il calore della sicurezza che accarezza e non delude? Oppure la sottile incertezza che sa infiammarsi di passione, facendo invertire la rotta all’improvviso? Le grandi storie come questa possiedono la forza per navigare in un mare di parole.

Maria Pia Romano è nata a Benevento nel 1976, è iscritta all’Albo dei Giornalisti dal 2000. Scrive per testate regionali e nazionali e si occupa di comunicazione pubblica, uffici stampa ed organizzazione eventi. Attualmente è responsabile della Comunicazione di LecceArredo, Salone Nazionale dell’Arredamento e del Distretto Tecnologico Pugliese, Ditech. Ha vinto una segnalazione in sezione Cultura al Premio “Michele Campione” Giornalista di Puglia, settima edizione 2010. Ha all’attivo quattro raccolte di poesie, Linfa (LiberArs 1998), L’estraneo (Manni 2005), Il funambolo sull’erba blu (Besa 2008) e La settima stella (Besa 2008) ed i romanzi Onde di Follia (Besa 2006) e L’anello inutile (Besa 2011), quest’ultimo lavoro ha ottenuto le “tre penne” di Billy Il vizio di leggere, rubrica del TG1, è stato consigliato da Il Sole 24ore ed è risultato finalista al “Premio Napokov”. Il suo racconto Idrusa è inserito nel libro “The end” (Il Grillo editore 2012). Ha ricevuto riconoscimenti in campo nazionale e internazionale per le sue poesie. I suoi libri sono inseriti nel “Museo della Poesia di Perla Cacciaguerra” a Cesa. È stata tradotta da Amina Di Munno e Cassio Junqueira per il Festival della Letteratura italiana in Brasile, estate 2011.

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4 Maggio 2013 – “Senza rumore” di Ferdinando Scavran a Poggiardo (Le)


“SENZA RUMORE” (Lupo Editore) di FERDINANDO SCAVRAN

Dialoga con l’autore il prof. Vincenzo Abati

Sabato 4 maggio 2013, ore 19.30

Palazzo della Cultura – Piazza Umberto II – POGGIARDO (Lecce)

Nella suggestiva cornice del Palazzo della Cultura di Poggiardo si presenta con il professore Vincenzo Abati la nuova fatica letteraria di Ferdinando Scavran “Senza rumore” (Lupo Editore). Vi aspettiamo entusiasti: Sabato 4 maggio 2013, ore 19.30 – Palazzo della Cultura – Piazza Umberto II – POGGIARDO (Lecce).

Ares, un cinquantenne che gestisce un piccolo ristorantino a Ioànnina, in Grecia, vive una vita semplice e silenziosa, immerso nei suoi impegni quotidiani. Ripensa ad Anja, una donna che sempre aveva ricercato e respinto, che vive in lui come un dolce tormento. La vita tranquilla di ristoratore, che gli permette di assaporare un senso di libertà, si trasformerà presto in un viaggio che lo porterà alla ricerca di sé, immergendolo in un presente che ricorda un passato remoto intriso di mito e letteratura. Durante quest’oscuro viaggio, Ares supererà le insidie del Fato e il volere degli Dèi; sarà trascinato verso luoghi enigmatici e affronterà donne che rievocano personaggi omerici. Ares scoprirà presto che realtà e mito si fondono nell’uomo e un lontano passato storico è sempre pronto a riemergere, all’improvviso.

Senza rumore è la voce degli dèi che, con il loro volere, conducono l’uomo verso il destino.

Ferdinando Scavran, di origine veneta – nasce nella colonia spartana di Taranto, nel 1957. Oggi vive nel Salento. Sociologo dal 1981 collabora con riviste e testate giornalistiche nazionali. Studioso delle tradizioni, della storia, della religione e della cultura greca, vive un’esperienza unica, intrisa di spiritualità e ascesi, come ospite per motivi di studio, presso la Repubblica Teocratica del Monte Athos in Calcidica nel 1983. Nel giugno del 1988, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Atene, presenta una raccolta di introspezioni legata da un filo narrativo Io guerriero di Sparta, opera tradotta successivamente in lingua greca. Il matrimonio con Flavia e la nascita dei figli Ares e Dafne scrivono le pagine più importanti della sua vita. Nel 2000 pubblica Percorsi in quota sul Massiccio del Pollino con mappa annessa (Ermes editore Potenza). Tra il 2010 e il 2012 pubblica E gli dèi mi chiesero di tornare, e Ascolta le Ninfe (Artebaria editore,Taranto) primi due romanzi di una trilogia che vede il guerriero Ares tornare a vivere in un uomo di oggi.

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3 Maggio 2013 – Vittoria Coppola presenta a Lecce “Immagina la gioia” (Lupo Editore)


Vittoria Coppola
“IMMAGINA LA GIOIA” (Lupo Editore)

Dialogano con l’autrice Stefano Donno (critico letterario, poeta, OverecoAgenzia)
e Alessandra Peluso (critico letterario, poeta)

Venerdì 3 maggio 2013, ore 18.30
Libreria Mondadori – Piazza S.Oronzo – 73100 – LECCE

Nel cuore della città la Libreria Mondadori di Lecce festeggia la primavera con Vittoria Coppola e il suo romanzo “Immagina la gioia” (Lupo Editore) presentato da Stefano Donno (poeta-critico letterario-giornalista) e Alessandra Peluso (poeta-critico letterario)
Non mancate! Venerdì 3 maggio 2013, ore 18.30 – Libreria Mondadori – Piazza S.Oronzo – 73100 – LECCE.

L’inquietudine fa di Eva una giovane donna schiva ma curiosa del mondo, abituata ad esprimere la propria creatività nella scrittura e a mascherare la fragilità sotto l’abbigliamento colorato che sceglie con attenzione quasi maniacale. Cresciuta nella adorata Mira e nel calore di una famiglia siciliana, tra le marmellate di nonna Annina ed esperienze di viaggio, a dispetto di tali certezze Eva nutre un’intima lesione affettiva che la rende gelosa di Pietro, il fratello minore che – dieci anni dopo di lei – ha allietato i genitori con la sua attesissima nascita.Contrariamente alla sorella, il ragazzo ha un carattere solare, sostenuto da una sfrenata passione per il calcio e arricchito dal primo amore adolescenziale. Forse è anche la percezione di questa sua forza interiore a suscitare in Eva un bisogno quasi competitivo di riscatto, il desiderio di riuscire a completare il suo romanzo, a trovare il colpo di scena, il finale perfetto che convinca un editore a pubblicarlo. È nella casa avita di Sciacca, su suggerimento di nonna Annina, che la ragazza cerca la giusta ispirazione per portare a termine la sua fatica.Ma la vita spariglia le carte e nel giro di pochi mesi la realtà si impone sulle fantasie e sul tranquillo scorrere del tempo, mentre nuove presenze e vecchi segreti spuntati da cassetti polverosi aprono gli occhi e il cuore di Eva.

Vittoria Coppola, ha 26 anni, vive a Taviano (Le). Laureata in Lingue e Letterature Straniere, Comunicazione Linguistica Interculturale – Università del Salento. Attualmente lavora come receptionist presso un albergo di Gallipoli (Le). La passione assoluta che muove le sue giornate è la scrittura.

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5 Maggio 2013 – Marsala – “Tefteri. Il libro dei conti in sospeso” di Vinicio Capossela (il Saggiatore, le Silerchie)


Nel greco moderno Tefteri è la libretta dei conti che nei negozi di alimentari si usa per segnare i conti da saldare il giorno di paga. “Tefteri. Il libro dei conti in sospeso” è anche il titolo del nuovo libro di Vinicio Capossela, edito da ilSaggiatore nella collana “le Silerchie”, che verrà presentato in anteprima domenica prossima a Marsala in occasione del “3° Festival del Giornalismo d’Inchiesta Il Mediterraneo: dialogo e disincanto” (www.festivaldelgiornalismodiinchiesta.it).

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“Più suono” di Lara Carrozzo (Lupo Editore)


"Più suono" di Lara Carrozzo (Lupo Editore)

La raccolta poetica di Lara Carrozzo dal titolo "Più Suono" si snoda delicatamente nella ricerca di quel senso sensibile che appare smarrito in una società che guarda la poesia e quindi le emozioni da un punto di vista piuttosto “angolare”. Il titolo stesso dell’intera opera poetica Più Suono sottolinea in sè un surplus “Più” che rappresenta un’invocazione alle emozioni e quindi all’arte, come d’altronde già aveva fatto nella precedente silloge Più Luce, nella quale l’autrice faceva appello al sovrappiù di luce, che rivela quell’eccedenza emotiva, l’ispirazione luminosa, da cui nasce la poesia. In Più Suono la nuova ricerca e l’appello sono alla musica, al suono, in qualsiasi forma si presentino. Ora, è l’eco continuo della vita, il suono fortemente passionale, che si traduce in poesia. In un gioco armonico di versi la scrittrice riesce a fondere la luce al suono in un viscerale continuum poetico: da ‘più luce’ a ‘più suono’, aprendo la strada all’arte nella sua manifestazione più profonda, per Lara, la poesia.

Lara Carrozzo Nata a Melendugno (Le) nel 1979. È laureata in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi del Salento con una tesi su “Lo sguardo raccontato: la letteratura e la pluralità del vedere”; ha collaborato con grandi nomi della cultura salentina, nazionale, e internazionale, appartenenti al mondo accademico e non. Svolge un’intensa attività culturale che spazia dall’ambito letterario, interpretando testi poetici e letterari, a quello civile, collaborando nei diversi settori del sociale, nei quali organizza e presenta libri, eventi e convegni. Nel 2010 con la raccolta poetica Più Luce (Bhoomans Editore) – frutto di un percorso di riflessione poetica durato dieci anni, una raccolta vigorosa e audace che racchiude 95 opere – è risultata vincitrice del “Premio Vittorio Bodini”. Nel 2012 la silloge Più Luce è stata presentata dal Prof. Carlo Alberto Augieri dell’Università del Salento. In novembre 2012 presso la “Città del Libro” di Campi Salentina l’autrice ha presentato e intervistato Jabbar Yassin Hussin (premio Nobel per la letteratura nominato da Gabriel Garcia Marquez) il più importante poeta iracheno in vita.

Info:
Lupo Editore

4 Maggio 2013 – Daria Bignardi presenta a Lecce “L’acustica perfetta”


Liberrima – SABATO 4 MAGGIO ore 19:30 – Lecce

Sagrato Chiesa S.Irene
Corso Vittorio Emanuele, Lecce
(accanto a Liberrima)



incontro con l’autrice

DARIA BIGNARDI

che presenterà il suo romanzo

"L’ACUSTICA PERFETTA" (Mondadori)

IL LIBRO
Arno e Sara si incontrano da ragazzini e istintivamente si amano. Un pomeriggio d’estate lei lo lascia, dicendogli che “le piacciono gli amori infelici”. Si ritrovano molti anni dopo, decidono di sposarsi: sono allegri, innamorati, sembrano felici. Arno è convinto di darle tutto se stesso e non si spiega le malinconie e le bugie che affiorano poco a poco. In fondo, la sua vita gli piace così com’è: suona il violoncello alla Scala, ha avuto tre figli dalla donna della sua vita, non si fa domande.

Ma il disagio di Sara col tempo aumenta, finché una mattina Arno non sarà costretto da un evento inconcepibile a chiedersi chi è davvero la persona con cui ha vissuto tredici anni, la donna che ama da sempre.
Con titubanza, inizia a seguire una pista di ferite giovanili e passioni soffocate e, con crescente sgomento, ritrova il bandolo di storie insospettabili.

Può una donna restare con un uomo che pensa di amarla ma non ha mai voluto conoscerla davvero?
Può un uomo accettare che sua moglie non si fidi di lui?
Si può vivere senza esprimere se stessi?
E come incide il dolore nelle nostre vite?

Abbiamo tutti le stesse carte in mano?
Costruito secondo la vertiginosa spirale di una fuga, L’acustica perfetta ha la delicatezza di un romanzo di formazione la formazione di un uomo adulto, di un amore e la rapinosa potenza di un romanzo d’indagine.

http://www.amazon.it/gp/product/8804616210/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&camp=3370&creative=24114&creativeASIN=8804616210&linkCode=as2&tag=musicaosit-21

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Poesia13. Per un laboratorio di poetiche a confronto. Rieti, 17-19 Maggio 2013.


Poesia13, dal 17 al 19 maggio a Rieti

- presso la ex chiesa di San Giorgio e la Sala San Giorgio della Biblioteca -

tre giorni di letture e discussioni aperte al pubblico, con poeti e critici.

Incontro
(https://www.facebook.com/events/191832644300119/)
a cura di ESCargot
(https://www.facebook.com/pages/ESCargot-Scrivere-con-lentezza/379992238774953)

Intervengono:

Gian Maria Annovi, Vincenzo Bagnoli, Cecilia Bello Minciacchi, Maria Grazia Calandrone, Alessandra Cava, Andrea Cortellessa, Elisa Davoglio, Paolo Febbraro, Giulio Ferroni,Michele Fianco, Francesca Fiorletta, Federico Francucci, Florinda Fusco, Roberto Galaverni,Paolo Giovannetti, Marco Giovenale, Mariangela Guatteri, Antonio Loreto, Massimiliano Manganelli,
Giovanna Marmo, Giulio Marzaioli, Renata Morresi, Vincenzo Ostuni, Tommaso Ottonieri,Giorgio Patrizi, Maria Concetta Petrollo, Gilda Policastro, Laura Pugno, Marilena Renda,Lidia Riviello, Luigi Socci, Sara Ventroni, Michele Zaffarano, Fabio Zinelli, Paolo Zublena

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ESCargot è un gruppo di poeti e critici unito da un’esigenza di confronto sulle forme e i modi della scrittura contemporanea. A partire dal 2009, ESCargot ha dato vita a una lunga serie di incontri letterari soprattutto presso l’atelier occupato ESC di San Lorenzo a Roma.

Tra gli eventi più significativi organizzati negli anni si segnalano le serate dedicate a Edoardo Sanguineti, a cinema e poesia, al cinquantenario dei Novissimi, alla prosa contemporanea, a Elio Pagliarani, oltre a presentazioni collettive di libri di poesia. Critici e autori esterni al gruppo sono stati regolarmente coinvolti nelle attività di ESCargot.

Nel tempo, tra i suoi componenti, si è consolidata l’idea di sviluppare un vero e proprio laboratorio di confronto fra poetiche: “Poesia13″ è la prima risposta a questa comune esigenza. L’appuntamento riunirà a Rieti diciannove poeti e quattordici critici, che saranno impegnati per tre giorni in letture e commenti ai testi ascoltati e, più in generale, in interventi relativi allo stato della poesia contemporanea.

16 e 17 Maggio 2013 – A Torino, per l’indipendenza. “ALTRI LIBRI DA EATALY – La tavola degli indipendenti”


ALTRI LIBRI DA EATALY – La tavola degli indipendenti
Sala Punt & Mes Eataly Lingotto, via Nizza, 230 – Torino

Giovedì 16 e venerdì 17 maggio 2013
In contemporanea con l’apertura della XXVI edizione del Salone internazionale del libro.

Partendo da un’idea di Antonio Paolacci, direttore editoriale di Perdisa Pop e promotore dell’iniziativa, un gruppo di editori indipendenti ha deciso di unirsi in modo alternativo in occasione della prossima edizione del Salone internazionale del libro di Torino.

Per rivendicare l’importanza della propria diversità e il diritto di essere raggiunti dal pubblico, in un contesto editoriale sempre più gestito dai grandi gruppi, le case editrici DeriveApprodi, :duepunti edizioni, Hacca, La Linea, Laurana, Melampo e Perdisa Pop saranno insieme per una serie di eventi in uno spazio esterno al Salone: la sede di Eataly.

In questa sede si terranno incontri e dibattiti su letteratura ed editoria, verrà allestito uno spazio espositivo per la vendita dei libri e saranno presentati a lettori e stampa i progetti, le novità e leanteprime di ciascun editore aderente all’iniziativa. La scelta di incontrare lettori e stampa in uno spazio diverso non è in polemica con il Salone del libro, al quale parteciperanno comunque alcuni degli editori presenti in contemporanea da Eataly. Nasce tuttavia dall’esigenza di richiamare l’attenzione sull’editoria indipendente e sulle sue potenzialità, all’interno di un sistema di mercato che ne limita la visibilità e la crescita.

Per questo gli incontri saranno aperti anche agli interventi dei rappresentanti di altre case editrici, che saranno invitati a partecipare attivamente. Eataly, ospite e partner sostenitore dell’iniziativa, ha tra i suoi punti di forza l’offerta di prodotti gastronomici di alta qualità, benché spesso sconosciuti al pubblico di massa e non reperibili attraverso i normali canali commerciali della grande distribuzione. Come molti editori indipendenti, si rivolge dunque a un pubblico curioso, attento, esigente. È nata così questa partnership, semplicemente per una condivisione di valori e di obiettivi.

PROGRAMMA PROVVISORIO

GIOVEDÌ 16 2013

10.00 – Apertura spazio espositivo
12.00-13.00 – Conferenza stampa con aperitivo e degustazione
15.00 – Presentazione a cura di La Linea: I giorni in fila, di Andrea Garbarino, interviene Alessandra

Callegari
16.00 – Presentazione a cura di Perdisa Pop: Zoo a due, di Marino Magliani e Giacomo Sartori
Dalle 17.00 alle 19.00 – Dibattito sull’editoria indipendente, con degustazione a cura di Eataly -Velier

VENERDÌ 17 2013

10.00 – Apertura spazio espositivo
11.00 – Presentazione a cura di Perdisa Pop: Cattiverìa, di Rosario Palazzolo
12.00 – Presentazione a cura di Laurana editore: Daniela Brancati, Il coyote liberò le stelle

Dalle 13.00 alle 14.00 – Degustazione a cura di Eataly -Velier e chiusura stand.

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2013 – FESTA DEI LAVORATORI – PRIMO MAGGIO a KURUMUNY MARTANO (LE) – Programma


Festa del Primo Maggio

a Kurumuny | Martano

XII edizione

Foto di Roberto Quaranta

FOTO VINCITRICE DEL CONCORSO UNO SCATTO PER IL PRIMO MAGGIO;

TEMA DEL CONCORSO: RACCONTA IL LAVORO OGGI.

“Prima del fischio di inizio” di Roberto Quaranta è stata premiata per la sua straordinaria forza iconica, perché per il suo contenuto e il suo potere visivo si imprime nella coscienza, simbolo delle speranze e delle paure di milioni di persone.
L’immagine riassume e riproduce la contraddizione fra un mondo a sempre minore indice di umanità e l’urgenza dell’uomo stesso di tornare al centro del mondo.

Kurumuny in collaborazione con l’Associazione Ambrò e con il patrocino del Comune di Martano

presenta

La XII edizione del Primo Maggio

La festa si svolge a Martano, in campagna, località Kurumuny, con una lunga giornata tra germogli di vino e braci di canti selvatici e balli spargi-sale, artisti extra-vaganti giocolieri di luce, diritti in mostra ai colori della primavera. Il lavoro dovrebbe essere la festa di tutti perché “un uomo che vuol lavorare e non trova lavoro è forse lo spettacolo più triste che l’ineguaglianza della fortuna possa offrire sulla terra” (T. Carlyle).

PROGRAMMA La giornata sarà scandita dalla musica, con la partecipazione di molti artisti.

PARTECIPERANNO

ALMORAIMA – un viaggio gitano verso radici lontane

Gli Almoraima sono un gruppo multietnico che dal 2007 si dedica alla ricerca della tradizione musicale gitana ed in particolare alle varie connessioni musicali che si sono create con essa in terra andalusa e araba.

Il gruppo che ruota intorno alla figura del chitarrista Massi Almoraima, autore delle musiche e dei testi, ha visto in tempi più recenti l’ingresso nella formazione della talentuosa voce gitana di Antonio Corba, che per la sua grande padronanza degli stili tradizionali e moderni di canto flamenco e il suo interesse per la musica etno-world sta riscontrando una grande affinità con l’estetica musicale del gruppo.

Oltre a loro la formazione è composta dal percussionista etnico Roberto Chiga, dal violista di origini pakistane Saleem Anichini, dal contrabassista jazz Angelo Urso e dal fisarmonicista Rocco Nigro.

Di ritorno dal tour primaverile che gli ha visti impegnati in una serie di concerti in Rajasthan, il gruppo presenta in anteprima a Kurumuny il suo nuovo lavoro discografico – Banjara – realizzato grazie al sostegno di Puglia sounds e dall’etichetta salentina Animamundi.

Un lavoro denso di suoni e tradizioni nomadi, di energia e spiritualità, di riti, movenze e ritmi che richiamano mondi lontani.

Sentieri d’Oriente tracciati attraverso le orme lasciate nella sabbia da una carovana gypsy che dal deserto dei Thar attraversa il Mediterraneo approdando in Andalucia; un viaggio gitano verso radici lontane.

STRITTULI – suoni musica e canti popolari

Il gruppo “Li Strittuli” nasce nell’inverno nel ’98 dal bisogno di riconoscersi in una identità di popolo, in esso vi confluiscono giovani musicisti che si propongono di diffondere il patrimonio musicale del Salento e della Grecìa salentina. L’impegno culturale è quello di far veicolare la musica popolare non come mera comunicazione consumistica ma come recupero ed inizio di un procedimento culturale ritrovato. I componenti, che sono maturati nelle feste di “curte” a contatto diretto con i portatori, nei raduni spontanei e gruppi di ricerca, iniziano a recuperare sonorità ormai quasi dimenticate e a utilizzare gli strumenti tipici di questa musica: violino, organetto, fisarmonica, chitarra e tamburo a cornice. L’obiettivo principale del gruppo è quello di riproporre un viaggio nella musica popolare salentina, fatto di pizzica pizzica, pizzica tarantata, stornelli d’amore, canti di lavoro e di protesta. Il gruppo, inoltre, conduce una ricerca sulla musica di tradizione orale, interessandosi soprattutto alla zona nord del Salento, riscoprendo canti che vengono riproposti nei loro concerti.

RINO’S GARDEN – molto più di una cover band

Nati nell’estate del 2008, dalla passione per le canzoni di Rino Gaetano, attratti dalla stravaganza e dalla ecletticità trasversale del compianto artista calabrese, i Garden non si sono affermati solo come una cover band ma hanno allargato il loro repertorio perfezionandosi nello stile e potenzialità.

Rino’s Garden con oltre 400 live all’attivo, ha animato le piazze e i locali di tutto il Salento, esibendosi con la sua musica anche oltre i confini provinciali e regionali, con molte tappe in tutta Italia.

La band è composta da Andrea Melileo alla voce, Matteo Cannavacciuolo alla batteria, Francesco Fersini ai synth e ai cori, Giuseppe Ciullo al basso, Giacomo Carlino alla chitarra e Francesco Verdicchia al pianoforte.

Da pochissimo è uscito il nuovo singolo “Resto in linea”, che anticipa il nuovo album in lavorazione, che uscirà prima dell’estate.

SONAMIX – il nuovo progetto di Papa Ricky

È il nuovo progetto di Papa Ricky, che propone un nuovo viaggio nel mondo della musica in una versione semi acustica, con una formazione composta da Giada Giovanile al violoncello, Sasà Spennato alla batteria e percussioni e Roberto Romano alla chitarra acustica e basso.

LUIGI BRUNO MEDITERRANEAN PSYCHEDELIC SESSION

L’eclettica chitarra di Luigi Bruno (Muffx – Opa Cupa) chitarrista, cantante e compositore rock salentino che accompagnato da Cristiano Colopi alla seconda chitarra e il maestro Nicola Mauro alla fisarmonica propone in questa sua nuova performance brani inediti, rivisitazioni di alcuni brani del progetto Muffx in chiave folk rock e incursioni varie nella world music personalizzando il tutto in chiave psichedelica rigorosamente vintage.

Il programma può essere suscettibile di variazioni.

IL PESO DELLA CULTURA – Leggo per legittima difesa. (Woody Allen)

Per l’edizione 2013 Kurumuny ripropone l’iniziativa “Il peso della cultura: libri al chilo”.

In occasione della festa del Primo Maggio sarà possibile acquistare una sporta di libri al chilo. Per l’iniziativa sono state create dal marchio B22 delle sportine ad hoc che saranno anche un simpatico gadget della festa.

In questo momento di crisi in cui più si avverte la necessità di sapere, in questo Paese in cui tutto è effimero, Kurumuny vuol ripartire dal peso dei libri, da una certezza che è quella fisica e materiale del peso della conoscenza e dell’informazione perché chi legge ha un senso in più, perché leggere rendere liberi, perché vogliamo che i libri siano compagni irrinunciabili.

PIZZICANDO IN BICICLETTA – un viaggio di sole, cielo, mare e musica.

Viaggio in bicicletta, di Nunzia e Lucia, sul corridoio verde adriatico, partendo da Bologna, fino ad arrivare il Primo Maggio a Kurumuny.

Pizzicando in bicicletta, nasce in un piovoso autunno bolognese alla periferia nord di Bologna, dove le strade di Lucia e Nunzia si incontrano attorno ai corsi di riparazione biciclette dell’associazione “L’Altra Babele”.

Lucia e Nunzia hanno vite e temperamenti diversi, ma molte cose in comune, in cima, la passione per la bicicletta. Nessun posto è lontano in bicicletta, nessun ostacolo è insormontabile alla sua leggerezza.

Nunzia è affascinata dalla musica popolare, soprattutto dalla pizzica pizzica e sogna l’energia del Salento e i suoi ritmi ipnotici. Lucia pedala e sogna di aprirsi a pedali le vie delle lingue e delle culture del Mediterraneo.

Una sfida per entrambe, alla prima esperienza di cicloviaggio, poca attrezzatura tecnica, pochi appigli logistici; molta carica di entusiasmo, molta voglia di provarci, molta volontà di dimostrare il potenziale della bici e della passione ciclistica.

COME ARRIVARE

Kurumuny è sita nelle campagne di Martano (nei pressi dell’uscita per Castrignano de’ Greci). Per trovarci seguire le indicazioni presso tutti gli ingressi del paese.

http://www.kurumuny.it/lang-it/dove-siamo.html

Ingresso per tessera sociale di 4,00 euro valida per la sola giornata del Primo Maggio.La colazione è autogestita dai singoli partecipanti, l’organizzazione offre vino e pane finché ce n’è. A disposizione di tutti bracieri per gli arrosti.

Per info

Uff. 0832801528
Mob. 3299886391
www.kurumuny.it
• info
FB: Kurumuny

Kurumuny è un luogo dell’anima, un luogo di memoria e trasformazione, dove antichi valori umani e sociali convivono con la realtà contemporanea.

L’associazione Ernesto de Martino-Salento e le Edizioni Kurumuny hanno cominciato a festeggiare il Primo Maggio nella contrada Kurumuny a Martano nel 2002. L’idea di questa giornata di festa nasce dal desiderio di riannodare i fili della memoria di un luogo particolare, non molto distante dal paese, dove sono vissute persone depositarie di saperi antichi e che svolgevano ruoli comunitari. Qui vivevano alcune delle ultime repute di Martano e alcuni cantori già protagonisti delle storiche ricerche etnomusicali realizzate da Alan Lomax nel 1954 e da Gianni Bosio nel 1968 e da altri ricercatori dopo il 1970.

L’intento è stato quello di legare questo filo della memoria a un avvenimento che presenta tutti i requisiti di una grande festa popolare in cui si festeggia la fatica quotidiana dei lavoratori. Festa del lavoro e dei lavoratori che naturalmente si apre sino a comprendere il tema della multiculturalità, dei diritti dell’altro, la necessità della salvaguardia delle radici, in qualunque parte del mondo affondino. Riferimento ideale per l’organizzazione della festa a Kurumuny sono state le stesse modalità con cui inizialmente si svolgeva il Primo Maggio a Bari.

L’incontro per i festeggiamenti avveniva in qualche località fuori porta con bandiere, formaggio, fave, vino e musica. Un incontro per festeggiare il diritto al lavoro: la sicurezza e tutti i diritti garantiti dallo statuto dei lavoratori.

Altro obiettivo che inizialmente si sono posti gli organizzatori del Primo Maggio a Kurumuny era quello di offrire un punto di incontro locale in cui essere protagonisti: un luogo in cui diverse generazioni, anziani, giovani e bambini, potessero incontrarsi e pacificamente e creativamente socializzare non solo il companatico ma anche le idee, i desideri, i bisogni. E così la festa del Primo Maggio a Kurumuny è diventata con il passare degli anni di riferimento per tutto il territorio salentino e non solo.

A ogni manifestazione la partecipazione si è allargata e diversificata, ma restano caratteri salienti la tolleranza, la condivisione della musica e delle idee, l’integrazione fra le diverse fasce di età, il rispetto delle diversità, in una dinamica fatta di maggiore consapevolezza del proprio background senza la quale non ci può essere equo scambio. In una giornata di riflessione e di festa, come il Primo Maggio, la pratica della multiculturalità assume i connotati di inclusione sociale delle minoranze, siano esse linguistiche, religiose o etniche, e dunque si concretizza nell’esercizio delle buone pratiche della condivisione, della partecipazione e dello scambio.

SULE Handcrafted traditional music


Sule

SULE – Handcraft traditional music

La musica tradizionale nelle mani sapienti di alcuni fra i migliori musicisti salentini. Dalla terra al sole, un percorso di crescita e ramificazione sulle cui foglie è scritta la nostra storia più autentica. Il Salento è da sempre terra di accoglienza. Centrata nel Mar Mediterraneo questa penisola conosce arrivi e partenze di popoli straordinariamente differenti fra di loro. Questa dedizione all’incontro ha portato alla sedimentazione di canti e danze tradizionali che possiedono una forza ancestrale straordinaria. Il Salento è patria del “tarantismo”, è terra di “tarante”, ragni che nella fantasia popolare abitavano le campagne del Salento e pizzicavano i contadini. Nel racconto popolare il morso provocava forti dolori e movimenti irregolari di tutto il corpo e l’unica maniera per guarire era danzare al ritmo della "pizzica pizzica". Molte musiche e danze quindi hanno un’energia guaritrice e sono danze legate alle ritualità collettive.

Il gruppo Sule (sole in dialetto salentino) si propone di far rivivere tramite la musica popolare salentina le atmosfere e i momenti terapeutici tradizionali, riportando il pubblico alle corti e alla piazze dove un tempo si tenevano le grandi feste popolari ricche di musica e danza, dove si ballava la pizzica te core, la danza salentina del corteggiamento e la pizzica te festa.

Il gruppo accoglie alcuni dei maggiori esponenti del movimento di riproposta della musica tradizionale salentina, protagonisti da anni della Notte della Taranta, evento di risonanza internazionale che da circa 18 anni ha reso famosa la pizzica in tutto il mondo. L’ultima edizione della Notte della Taranta ha avuto come Maestro Concertatore Goran Bregovic e i maestri che si sono succeduti in passato vantano nomi del calibro di Joe Zawinul, Steward Copeland, Mauro Pagani, Ludovico Einaudi.

I musicisti portano in tutto il mondo la tradizione salentina e i concerti riscuotono un grande successo di pubblico e di critica. Il ritmo della taranta è irresistibile e il pubblico è travolto da una grande voglia di partecipare e di muoversi.

La formazione è composta da:

Enza Pagliara Voce e tamburello
Claudio Prima Organetto e voce
Antonio Castrignanò Voce e percussioni
Massimiliano De Marco Chitarre
Giuseppe Spedicato Basso acustico
Stefania Mariano Danza

Il gruppo si è esibito con grande successo a Beirut nel Marzo 2013 presso il Teatro dell’Univesità di Saint Joseph in un concerto organizzato dall’Ambasciata Italiana a Beirut e promosso da Puglia Sounds Export.

Per Info
www.claudioprima.it/Sule.html
info
facebook.com/ensemblesule
Claudio Prima +39 347 5468393

Festa del Primo Maggio a Kurumuny | Martano – XII edizione – 2013


Festa del Primo Maggio
a Kurumuny
| Martano

XII edizione

Foto di Roberto Quaranta

FOTO VINCITRICE DEL CONCORSO UNO SCATTO PER IL PRIMO MAGGIO;
TEMA DEL CONCORSO: RACCONTA IL LAVORO OGGI.

“Prima del fischio di inizio” di Roberto Quaranta è stata premiata per la sua straordinaria forza iconica, perché per il suo contenuto e il suo potere visivo si imprime nella coscienza, simbolo delle speranze e delle paure di milioni di persone.

L’immagine riassume e riproduce la contraddizione fra un mondo a sempre minore indice di umanità e l’urgenza dell’uomo stesso di tornare al centro del mondo.

Kurumuny in collaborazione con l’Associazione Ambrò e con il patrocino del Comune di Martano

presenta

la XII edizione del Primo Maggio

La festa si svolge a Martano, in campagna, località Kurumuny, con una lunga giornata tra germogli di vino e braci di canti selvatici e balli spargi-sale, artisti extra-vaganti giocolieri di luce, diritti in mostra ai colori della primavera. Il lavoro dovrebbe essere la festa di tutti perché “un uomo che vuol lavorare e non trova lavoro è forse lo spettacolo più triste che l’ineguaglianza della fortuna possa offrire sulla terra” (T. Carlyle).

PROGRAMMA

La giornata sarà scandita dalla musica, con la partecipazione di molti artisti.

PARTECIPERANNO

ALMORAIMA – un viaggio gitano verso radici lontane

Gli Almoraima sono un gruppo multietnico che dal 2007 si dedica alla ricerca della tradizione musicale gitana ed in particolare alle varie connessioni musicali che si sono create con essa in terra andalusa e araba. Il gruppo che ruota intorno alla figura del chitarrista Massi Almoraima, autore delle musiche e dei testi, ha visto in tempi più recenti l’ingresso nella formazione della talentuosa voce gitana di Antonio Corba, che per la sua grande padronanza degli stili tradizionali e moderni di canto flamenco e il suo interesse per la musica etno-world sta riscontrando una grande affinità con l’estetica musicale del gruppo. Oltre a loro la formazione è composta dal percussionista etnico Roberto Chiga, dal violista di origini pakistane Saleem Anichini, dal contrabassista jazz Angelo Urso e dal fisarmonicista Rocco Nigro. Di ritorno dal tour primaverile che gli ha visti impegnati in una serie di concerti in Rajasthan, il gruppo presenta in anteprima a Kurumuny il suo nuovo lavoro discografico – Banjara – realizzato grazie al sostegno di Puglia sounds e dall’etichetta salentina Animamundi. Un lavoro denso di suoni e tradizioni nomadi, di energia e spiritualità, di riti, movenze e ritmi che richiamano mondi lontani. Sentieri d’Oriente tracciati attraverso le orme lasciate nella sabbia da una carovana gypsy che dal deserto dei Thar attraversa il Mediterraneo approdando in Andalucia; un viaggio gitano verso radici lontane.

STRITTULI – suoni musica e canti popolari

Il gruppo “Li Strittuli” nasce nell’inverno nel ’98 dal bisogno di riconoscersi in una identità di popolo, in esso vi confluiscono giovani musicisti che si propongono di diffondere il patrimonio musicale del Salento e della Grecìa salentina. L’impegno culturale è quello di far veicolare la musica popolare non come mera comunicazione consumistica ma come recupero ed inizio di un procedimento culturale ritrovato. I componenti, che sono maturati nelle feste di “curte” a contatto diretto con i portatori, nei raduni spontanei e gruppi di ricerca, iniziano a recuperare sonorità ormai quasi dimenticate e a utilizzare gli strumenti tipici di questa musica: violino, organetto, fisarmonica, chitarra e tamburo a cornice. L’obiettivo principale del gruppo è quello di riproporre un viaggio nella musica popolare salentina, fatto di pizzica pizzica, pizzica tarantata, stornelli d’amore, canti di lavoro e di protesta. Il gruppo, inoltre, conduce una ricerca sulla musica di tradizione orale, interessandosi soprattutto alla zona nord del Salento, riscoprendo canti che vengono riproposti nei loro concerti.

SONAMIX – il nuovo progetto di Papa Ricky

È il nuovo progetto di Papa Ricky, che propone un nuovo viaggio nel mondo della musica in una versione semi acustica, con una formazione composta da Giada Giovanile al violoncello, Sasà Spennato alla batteria e percussioni e Roberto Romano alla chitarra acustica e basso.

RINO’S GARDEN – molto più di una cover band

Nati nell’estate del 2008, dalla passione per le canzoni di Rino Gaetano, attratti dalla stravaganza e dalla ecletticità trasversale del compianto artista calabrese, i Garden non si sono affermati solo come una cover band ma hanno allargato il loro repertorio perfezionandosi nello stile e potenzialità. Rino’s Garden con oltre 400 live all’attivo, ha animato le piazze e i locali di tutto il Salento, esibendosi con la sua musica anche oltre i confini provinciali e regionali, con molte tappe in tutta Italia. La band è composta da Andrea Melileo alla voce, Matteo Cannavacciuolo alla batteria, Francesco Fersini ai synth e ai cori, Giuseppe Ciullo al basso, Giacomo Carlino alla chitarra e Francesco Verdicchia al pianoforte. Da pochissimo è uscito il nuovo singolo “Resto in linea”, che anticipa il nuovo album in lavorazione, che uscirà prima dell’estate.

Il programma può essere suscettibile di variazioni.

IL PESO DELLA CULTURA – Leggo per legittima difesa. (Woody Allen)

Per l’edizione 2013 Kurumuny ripropone l’iniziativa “Il peso della cultura: libri al chilo”. In occasione della festa del Primo Maggio sarà possibile acquistare una sporta di libri al chilo. Per l’iniziativa sono state create dal marchio B22 delle sportine ad hoc che saranno anche un simpatico gadget della festa. In questo momento di crisi in cui più si avverte la necessità di sapere, in questo Paese in cui tutto è effimero, Kurumuny vuol ripartire dal peso dei libri, da una certezza che è quella fisica e materiale del peso della conoscenza e dell’informazione perché chi legge ha un senso in più, perché leggere rendere liberi, perché vogliamo che i libri siano compagni irrinunciabili.

PIZZICANDO IN BICICLETTA – un viaggio di sole, cielo, mare e musica.

Viaggio in bicicletta, di Nunzia e Lucia, sul corridoio verde adriatico, partendo da Bologna, fino ad arrivare il Primo Maggio a Kurumuny. Pizzicando in bicicletta, nasce in un piovoso autunno bolognese alla periferia nord di Bologna, dove le strade di Lucia e Nunzia si incontrano attorno ai corsi di riparazione biciclette dell’associazione “L’Altra Babele”. Lucia e Nunzia hanno vite e temperamenti diversi, ma molte cose in comune, in cima, la passione per la bicicletta. Nessun posto è lontano in bicicletta, nessun ostacolo è insormontabile alla sua leggerezza.

Nunzia è affascinata dalla musica popolare, soprattutto dalla pizzica pizzica e sogna l’energia del Salento e i suoi ritmi ipnotici. Lucia pedala e sogna di aprirsi a pedali le vie delle lingue e delle culture del Mediterraneo. Una sfida per entrambe, alla prima esperienza di cicloviaggio, poca attrezzatura tecnica, pochi appigli logistici; molta carica di entusiasmo, molta voglia di provarci, molta volontà di dimostrare il potenziale della bici e della passione ciclistica. “La bicicletta è stata in primo piano, fin dalle sue origini, nelle battaglie per la liberazione di comunità e categorie sociali da oppressioni e ingiustizie. La troviamo protagonista nelle Quattro Giornate milanesi (1898) e negli altri moti popolari, nei momenti cruciali della Grande Guerra, nella Resistenza partigiana. Odiata e temuta dai dittatori e dalle classi dominanti, la bici è l’unico mezzo di trasporto che non trasporta solo persone o cose, ma anche ideali.

Alfonsina Strada, la prima ed unica donna a partecipare nel 1924 al Giro d’Italia (quello dei maschi), non era una femminista né un’attivista politica. Era una ragazza che amava la bici e pedalava come solo una campionessa sa fare. Eppure, grazie alla bici, è diventata un’icona dell’emancipazione femminile. Ha infranto il più tenace dei pregiudizi maschilistici, quello della superiorità fisica dell’uomo sulla donna, del suo dominio muscolare, inteso come suggello naturale (e quindi divino) dello squilibrio sociale, economico, familiare e culturale tra i due sessi. Novant’anni dopo due ragazze, Nunzia e Lucia, affrontano il loro personale Giro d’Italia, e senza saperlo mandano in frantumi altri tabù, altri pregiudizi. Come Alfonsina, anche Lucia e Nunzia non pedalano per dimostrare qualcosa o per rivendicare ideali femministi. Pedalano per passione. Impegnate da sempre nell’attivismo sociale e ambientalista, hanno iniziato il loro viaggio in bicicletta da Bologna a Martano (Lecce) per amore della bicicletta e per amore della cultura popolare di cui anche la bicicletta fa parte. Arriveranno a Martano per partecipare alla Festa dei Lavoratori di Kurumuny, una giornata dedicata alla celebrazione della civiltà contadina e della "fatìa" (lavoro, in dialetto salentino), nel momento in cui la disoccupazione in questo martoriato paese tocca livelli drammatici come mai prima d’ora. Come non associare la loro splendida follia a due ruote con le imprese di Alfonsina, con la voglia di ribaltare i preconcetti sessistici, e con l’impegno per restituire dignità e lavoro a cittadine e cittadini costrette a sopportare per intero il peso di una crisi di cui non sono colpevoli? Come non pensare che il loro viaggio è un po’ il viaggio di tutti noi verso un’Italia migliore, in cui la leggerezza (bicicletta, femminilità, dignità del lavoro) possa finalmente prevalere sulla pesantezza (dominio dei mezzi a motore, maschilismo, privilegi e ingiustizie economiche)? Il viaggio di Nunzia e Lucia è un semplice atto d’amore per una penisola straziata da avidità e prepotenze. A Kurumuny danzeremo con loro.” (fonte:http://www.follereau.it/testimonianze/125-un-atto-damore-lungo-900-chilometri.html)

COME ARRIVARE

Kurumuny è sita nelle campagne di Martano (nei pressi dell’uscita per Castrignano de’ Greci). Per trovarci seguire le indicazioni presso tutti gli ingressi del paese.

http://www.kurumuny.it/lang-it/dove-siamo.html

Ingresso per tessera sociale di 4,00 euro valida per la sola giornata del Primo Maggio. La colazione è autogestita dai singoli partecipanti, l’organizzazione offre vino e pane finché ce n’è. A disposizione di tutti bracieri per gli arrosti.

Per info
Uff. 0832801528
Mob. 3299886391

info

FB: Kurumuny

Kurumuny è un luogo dell’anima, un luogo di memoria e trasformazione, dove antichi valori umani e sociali convivono con la realtà contemporanea.

L’associazione Ernesto de Martino-Salento e le Edizioni Kurumuny hanno cominciato a festeggiare il Primo Maggio nella contrada Kurumuny a Martano nel 2002. L’idea di questa giornata di festa nasce dal desiderio di riannodare i fili della memoria di un luogo particolare, non molto distante dal paese, dove sono vissute persone depositarie di saperi antichi e che svolgevano ruoli comunitari. Qui vivevano alcune delle ultime repute di Martano e alcuni cantori già protagonisti delle storiche ricerche etnomusicali realizzate da Alan Lomax nel 1954 e da Gianni Bosio nel 1968 e da altri ricercatori dopo il 1970.

L’intento è stato quello di legare questo filo della memoria a un avvenimento che presenta tutti i requisiti di una grande festa popolare in cui si festeggia la fatica quotidiana dei lavoratori. Festa del lavoro e dei lavoratori che naturalmente si apre sino a comprendere il tema della multiculturalità, dei diritti dell’altro, la necessità della salvaguardia delle radici, in qualunque parte del mondo affondino. Riferimento ideale per l’organizzazione della festa a Kurumuny sono state le stesse modalità con cui inizialmente si svolgeva il Primo Maggio a Bari.

L’incontro per i festeggiamenti avveniva in qualche località fuori porta con bandiere, formaggio, fave, vino e musica. Un incontro per festeggiare il diritto al lavoro: la sicurezza e tutti i diritti garantiti dallo statuto dei lavoratori.

Altro obiettivo che inizialmente si sono posti gli organizzatori del Primo Maggio a Kurumuny era quello di offrire un punto di incontro locale in cui essere protagonisti: un luogo in cui diverse generazioni, anziani, giovani e bambini, potessero incontrarsi e pacificamente e creativamente socializzare non solo il companatico ma anche le idee, i desideri, i bisogni. E così la festa del Primo Maggio a Kurumuny è diventata con il passare degli anni di riferimento per tutto il territorio salentino e non solo.

A ogni manifestazione la partecipazione si è allargata e diversificata, ma restano caratteri salienti la tolleranza, la condivisione della musica e delle idee, l’integrazione fra le diverse fasce di età, il rispetto delle diversità, in una dinamica fatta di maggiore consapevolezza del proprio background senza la quale non ci può essere equo scambio. In una giornata di riflessione e di festa, come il Primo Maggio, la pratica della multiculturalità assume i connotati di inclusione sociale delle minoranze, siano esse linguistiche, religiose o etniche, e dunque si concretizza nell’esercizio delle buone pratiche della condivisione, della partecipazione e dello scambio.

24 Aprile 2013 – Matteo Bonadies presenta “Pater Familias” (Milella) a Lecce


Mercoledì 24 aprile 2013 – ore 18.30
Sala Delle Benedettine – Via delle benedettine – Lecce

La Casa Editrice Milella presenta il nuovo romanzo di Matteo Bonadies -"Pater Familias" – Ed. Milella

…si può partire dalla relazione tra genitori e figli e dal rapporto di coppia, per leggere in profondità la storia del nostro tempo?
Questo romanzo dimostra di si, perché il vissuto dell’animo è anche Erlebnis dela storia: nel modo in cui sono raccontati i personaggi si narra anche l’utopia di un diverso sentire, di un più intimo esistere, entro cui si rispecchia la biografia possibile di ognuno di noi.

Dialogherà con l’Autore: Carlo A. Augieri

Matteo Bonadies – nato a Barletta dove vive e avora. È laureato in Economia e Commercio presso l’Università di Bari. Opera da oltre cinquant’anni nel settore dei preziosi. È Console della Repubblica di Malta a Bari per la Regione Puglia, Molise e Basilicata.
È Scrittore. Ha pubblicato dal 1992 ad oggi, undici romanzi vincendo diversi premi nazionali ed internazionali.

26 Aprile 2013 – “Matisse a quattro zampe” (Lupo Editore), Tiziana Cazzato a Alessano (LE)


LA SCUOLA PRIMARIA DI MONTESARDO E ALESSANO ACCOLGONO FESTOSAMENTE IL MAGICO LIBRO DI TIZIANA CAZZATO
"MATISSE A QUATTRO ZAMPE" (Lupo Editore)

Venerdì 26 aprile 2013, ore 10.00

Istituto Comprensivo Statale – via Rimembranze, 2 – 73031 – Alessano (Lecce)

L’Istituto Comprensivo Statale di Alessano accoglie la magia e la fantasia per i bambini con la presentazione del libro di Tiziana Cazzato "Matisse a quattro zampe" (Lupo Editore).

Da non perdere: Venerdì 26 aprile 2013, ore 10.00 – Istituto Comprensivo Statale – via Rimembranze, 2 – 73031 – Alessano (Lecce).

Cosa succede in una casa quando arriva un cucciolo a portare scompiglio? Matisse ha un cuore d’oro, spirito indipendente e tanto amor proprio, socievole, buongustaio, sicuro di sé, adora la sua signora e si infila nella giornata della signorina Gambalunga frequentando biblioteca e set teatrali, da bravo curiosone qual’è. Un pò presuntuoso, sa di non essere certo un cagnolino qualsiasi; chi lo ha conosciuto ne parla come di un piccolo angelo a quattro zampe con la missione di riportare un sorriso dove c’è una lacrima: per questo si è fatto giramondo. Questa è la sua storia come l’ha raccontata lui e sembra una leggenda.

Tiziana Cazzato nata a Uster (ZH) nel 1974. Vive a Specchia, in provincia di Lecce. Laureata in Lettere Moderne presso l’Università del Salento. Ha pubblicato Macchie d’inchiostro (Il Filo, Roma, 2004) e Fiori di campo (Libellula Edizioni, Tricase, 2007). È al suo esordio nella narrativa per bambini.

INFO
www.lupoeditore.it

Ufficio Stampa OverecoAgenzia
www.overeco.it

26 Aprile 2013 – “Immagina la gioia” (Lupo Editore) di Vittoria Coppola a Racale (LE), presenta la giornalista Silvia Famularo


IL RISTORANTE "L’ACCHIATURA" DI RACALE OSPITA IL NUOVO ROMANZO DI VITTORIA COPPOLA
"IMMAGINA LA GIOIA" (Lupo Editore)

Presenta il romanzo Silvia Famularo (giornalista Telerama)

Venerdì 26 aprile 2013, ore 19.00

Ristorante "L’Acchiatura" – via Marzani, 12 – 73010 – Racale (Lecce)

Nella suggestiva cornice del ristorante "L’Acchiatura" di Racale si terrà la presentazione del romanzo di Vittoria Coppola "Immagina la gioia" (Lupo Editore) che sarà lieto di farlo conoscere ad un pubblico numeroso con la nota giornalista Silvia Famularo.

Vi aspettiamo! Venerdì 26 aprile 2013, ore 19.00 – Ristorante "L’Acchiatura" – via Marzani, 12 – 73010 – Racale (Lecce).

L’inquietudine fa di Eva una giovane donna schiva ma curiosa del mondo, abituata ad esprimere la propria creatività nella scrittura e a mascherare la fragilità sotto l’abbigliamento colorato che sceglie con attenzione quasi maniacale. Cresciuta nella adorata Mira e nel calore di una famiglia siciliana, tra le marmellate di nonna Annina ed esperienze di viaggio, a dispetto di tali certezze Eva nutre un’intima lesione affettiva che la rende gelosa di Pietro, il fratello minore che – dieci anni dopo di lei – ha allietato i genitori con la sua attesissima nascita.Contrariamente alla sorella, il ragazzo ha un carattere solare, sostenuto da una sfrenata passione per il calcio e arricchito dal primo amore adolescenziale. Forse è anche la percezione di questa sua forza interiore a suscitare in Eva un bisogno quasi competitivo di riscatto, il desiderio di riuscire a completare il suo romanzo, a trovare il colpo di scena, il finale perfetto che convinca un editore a pubblicarlo. È nella casa avita di Sciacca, su suggerimento di nonna Annina, che la ragazza cerca la giusta ispirazione per portare a termine la sua fatica.Ma la vita spariglia le carte e nel giro di pochi mesi la realtà si impone sulle fantasie e sul tranquillo scorrere del tempo, mentre nuove presenze e vecchi segreti spuntati da cassetti polverosi aprono gli occhi e il cuore di Eva.

Vittoria Coppola, ha 26 anni, vive a Taviano (Le). Laureata in Lingue e Letterature Straniere, Comunicazione Linguistica Interculturale – Università del Salento. Attualmente lavora come receptionist presso un albergo di Gallipoli (Le). La passione assoluta che muove le sue giornate è la scrittura.

INFO
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26 Aprile 2013 – Ferdinando Scavran, “Senza rumore” (Lupo Editore) a Casarano (Le)


LA LIBRERIA DANTE DI CASARANO PRESENTA AL PUBBLICO CON PARTICOLARE INTERESSE AL ROMANZO DI FERDINANDO SCAVRAN "SENZA RUMORE" (Lupo Editore)

Dialoga con l’autore la Prof.ssa Flavia Abati

Venerdì 26 aprile 2013, ore 18.30

Libreria Dante – Via Matino, 10 – 73042 – Casarano (Lecce)

La Libreria Dante di Casarano ospita il nuovo romanzo di Ferdinado Scavran "Senza rumore" (Lupo Editore) e lo presenta al pubblico con estasi aiutata dalle parole della Prof.ssa Flavia Abati.

Vi aspettiamo: Venerdì 26 aprile 2013, ore 18.30 – Libreria Dante – Via Matino, 10 – 73042 – Casarano (Lecce).

Ares, un cinquantenne che gestisce un piccolo ristorantino a Ioànnina, in Grecia, vive una vita semplice e silenziosa, immerso nei suoi impegni quotidiani. Ripensa ad Anja, una donna che sempre aveva ricercato e respinto, che vive in lui come un dolce tormento. La vita tranquilla di ristoratore, che gli permette di assaporare un senso di libertà, si trasformerà presto in un viaggio che lo porterà alla ricerca di sé, immergendolo in un presente che ricorda un passato remoto intriso di mito e letteratura. Durante quest’oscuro viaggio, Ares supererà le insidie del Fato e il volere degli Dèi; sarà trascinato verso luoghi enigmatici e affronterà donne che rievocano personaggi omerici. Ares scoprirà presto che realtà e mito si fondono nell’uomo e un lontano passato storico è sempre pronto a riemergere, all’improvviso.

Senza rumore è la voce degli dèi che, con il loro volere, conducono l’uomo verso il destino.

Ferdinando Scavran, di origine veneta – nasce nella colonia spartana di Taranto, nel 1957. Oggi vive nel Salento. Sociologo dal 1981 collabora con riviste e testate giornalistiche nazionali. Studioso delle tradizioni, della storia, della religione e della cultura greca, vive un’esperienza unica, intrisa di spiritualità e ascesi, come ospite per motivi di studio, presso la Repubblica Teocratica del Monte Athos in Calcidica nel 1983. Nel giugno del 1988, presso l’Istituto Italiano di Cultura di Atene, presenta una raccolta di introspezioni legata da un filo narrativo Io guerriero di Sparta, opera tradotta successivamente in lingua greca. Il matrimonio con Flavia e la nascita dei figli Ares e Dafne scrivono le pagine più importanti della sua vita. Nel 2000 pubblica Percorsi in quota sul Massiccio del Pollino con mappa annessa (Ermes editore Potenza). Tra il 2010 e il 2012 pubblica E gli dèi mi chiesero di tornare, e Ascolta le Ninfe (Artebaria editore,Taranto) primi due romanzi di una trilogia che vede il guerriero Ares tornare a vivere in un uomo di oggi.

INFO
www.lupoeditore.it

Ufficio Stampa OverecoAgenzia
www.overeco.it

“Il librario” di Gaetano Grisafi (LilliBook Edizioni)


"Il librario" di Gaetano Grisafi (LilliBook Edizioni)



Gaetano Grisafi
è nato a Palermo nel 1969, dove vive tuttora. Ha studiato giurisprudenza e lavora nello studio legale di famiglia. Fin da piccolo lettore vorace e onnivoro è autore di vari racconti da cui emerge la sua capacità di entrare dentro la psicologia dei personaggi e di descrivere le emozioni umane unita alla fascinazione per una narrazione vecchio stile.

LilliBook, marchio editoriale specializzato nel selezionare storie brevi, ti permette di pubblicare i tuoi racconti e romanzi a puntate non solo sui più importanti Bookstore online (come Amazon, IBS, Apple e molte altre librerie online), ma – grazie all’accordo con importanti piattaforme di distribuzione internazionali – anche su sistemi mobili di ultima generazione, quali cellulari e tablet. Potrai così farti conoscere da una platea potenzialmente infinita di lettori e appassionati di narrativa pubblicando mini racconti (anche seriali) e micro racconti, guadagnando per ogni download effettivo della tua opera. E se sarai bravo, potrai fidelizzare i tuoi lettori e costruirti un tuo personale pubblico.

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“Manager nella tempesta. Come il Business Coaching ti allena a ritrovare e mantenere risultati e performance” di Federico Grianti (Phasar Edizioni)


"Manager nella tempesta. Come il Business Coaching ti allena a ritrovare e mantenere risultati e performance" di Federico Grianti (Phasar Edizioni)


I manager delle grandi aziende sono sottoposti oggi a un’estrema pressione, incastrati fra l’ampliamento delle responsabilità e della mole di lavoro e l’incertezza del proprio futuro professionale: il Business Coach è la giusta guida per gestire il momento di crisi come un’opportunità positiva, utilizzando le tecniche di coaching specifiche in ambito business così che i manager autonomamente possano utilizzare tutte le proprie risorse e talenti per ridiscutere le regole del gioco e ottenere performance e risultati d’eccellenza.

Grazie all’abbinamento di una parte teorica e di una densa parte pratica, ricca di esercizi efficaci (test, consigli, chiamate all’azione ecc.) e di racconti di reali case history, il lettore viene accompagnato attraverso un percorso di Business Coaching, che lo porterà, nonostante il difficile periodo economico, a superare la crisi e a tornare in forma lavorando sul raggiungimento degli obiettivi, sullo sviluppo della leadership, sulla promozione di sé dentro e fuori l’azienda e su come ottenere il massimo dal suo team.

Laureato alla Bocconi nel 1980, Federico Grianti, dopo essere stato dirigente di grandi aziende italiane e internazionali per circa 25 anni, nel 2005 ha fondato The Next Step (http://thenextstep.it/), la prima società italiana di Business Coaching e formazione che annovera fra i suoi clienti aziende quali Pirelli RE, Fondiaria Sai, Case New Holland, Manpower.

È anche docente presso l’Accademia del Lusso e la Business School del Sole 24 Ore.
Questo è il suo primo libro.

"Manager nella tempesta. Come il Business Coaching ti allena a ritrovare e mantenere risultati e performance" di Federico Grianti (Phasar Edizioni)

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"Manager nella tempesta. Come il Business Coaching ti allena a ritrovare e mantenere risultati e performance" di Federico Grianti (Phasar Edizioni)
PREZZO: 15,00, PREZZO EBOOK: 9,99, ISBN: 978-88-6358-179-9

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24 Aprile 2013 – “POST” (Lupo Editore) Presentazione ufficiale ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce


Mercoledì 24 aprile – ore 18.30

Cantieri Koreja – Lecce
Ingresso gratuito

POST – 13 STORIE DOPO l’89 CHE NON SAPEVANO DI DIVENTARE MITO

Presentazione ufficiale del volume curato da Paolo Paticchio e pubblicato da Lupo Editore

Mercoledì 24 aprile (ore 18.30 – ingresso gratuito) i Cantieri Teatrali Koreja di Lecce ospitano la presentazione ufficiale del libro POST – 13 storie dopo l’89 che non sapevano di diventare mito (Lupo Editore) a cura del ventisettenne Paolo Paticchio. Un evento a metà tra il teatro e il live musicale, con video proiezioni, performance e reading. Un incontro con i 13 autori e il curatore, una presentazione che emozionerà e farà riflettere con genuinità.

“La nostra generazione, quella che ha compiuto i vent’anni ed è prossima ai quaranta, è spesso accusata di disorientamento, di assenza di punti di riferimento”, sottolinea Paolo Paticchio, impegnato nel sociale, attivo in politica, coraggioso connettore di giovani esperienze diverse tra loro ma accomunate da un sentimento: la speranza. “Ma è proprio vero che questi giovani adulti sono privi di spunti a cui attingere per interpretare, criticare, cambiare il proprio tempo? O di maestri da assumere a modello per agire? Queste tredici storie – le nostre, le prime di un libro non finito, un input da raccogliere e sviluppare – sembrano dimostrare il contrario”.

Post è, infatti, un libro scritto a più mani, 13 storie raccontate da 13 under 40 di diversa formazione e con diversi ambiti d’interesse, accomunate dall’essere pugliesi e tutte cresciute nel “mondo nuovo” dopo l’89. Il progetto raccoglie, in questo primo volume, le prime 13 storie. Dalla caduta di quel muro, abitudini, visioni, schieramenti hanno dovuto fare i conti con una realtà improvvisamente mutata. Un mondo diverso, non più caratterizzato dalla costante presenza di un necessario nemico comune che fungeva anche da fattore aggregativo, si affacciò all’improvviso. Ed è da lì che si vuole partire, da quei cittadini di Berlino che finalmente si son potuti riabbracciare, da quella città che ritornava ad essere un corpo unico, simbolo di una armonica ricomposizione di un mondo.

Storie di eccellente normalità che, partendo dalla credibilità dei loro percorsi, possono permettersi il lusso di insegnare con grande umiltà che si può far politica seguendo i propri ideali, che ci può essere lo sport pulito, storie che sono state un pretesto per interrogarsi su politiche migratorie, fenomeni televisivi, inchieste giornalistiche, nuove arti, social media, innovazione, medicina, speranza, bioetica e tanto altro ancora che questa premessa non può svelare. “Storie Post ‘89, Post boom economico, raccontate da “quelli” che non usano il Post solo sul web per aggiornarsi ed aggiornare. Perché questa, in fondo, è una Generazione Post e può essere un’entusiasmante sfida; basta iniziare a conoscersi”.

Dal giornalista salentino Michele Frascaro a Don Luigi Ciotti, dal “giudice ragazzino” assassinato dalla mafia Rosario Livatino a Rita Levi Montalcini, passando per gli hacker, il regista Mario Monicelli, il writer Banksy, l’esperienza di Blob, la musica di Kurt Cobain, la politica di Dubceck, la malattia “condivisa” di Salvatore Iaconesi, le Non Archi-Star e l’incredibile e struggente vicenda dell’atleta somala Saamya Yusuf Omar, “un’eroina che sfida la geopolitica, lo scenario della povertà e del conflitto in nome della passione per lo sport e della voglia di riscatto”. Un libro edito da Lupo Editore che attraversa diversi mezzi di comunicazione: il cartaceo, il web con il blog in fase di realizzazione (www.generazionepost.it) e i social network (una pagina Facebook, Generazione Post, già molto frequentata e attiva). È il primo passo verso il racconto di una generazione che non solo vuole cambiare le cose ma è anche in grado di farlo.

Molto variegata anche la squadra degli autori composta da Alberto Cazzato (esperto di marketing e comunicazione), Giovanni De Stefano (giornalista esperto di social media e pratico di comunicazione), Tatiana Giannone (giovane salentina che attualmente lavora a Roma presso la sede nazionale di “Libera – Nomi e Numeri contro le mafie”), Osvaldo Piliego (giornalista, musicista e scrittore), Patrizia Carratta (dottoranda dell’Università nel Salento nel Dipartimento di Storia, Società e Studi sull’Uomo), Alfredo Polito (giornalista e attivista nell’Arci), Matteo Serra (comunicatore e cooperatore, tra i fondatori di Pazlab e L’impaziente), Gabriella Morelli (esperta di comunicazione sociale), Juri Battaglini (architetto e fondatore dell’associazione LUA, Laboratorio Urbano aperto), Ilaria Colazzo (laureata in matematica e tra gli esponenti più attivi dell’associazione universitaria “Link – Udu Lecce”), Angelo Pansini e Stefano Fumarulo (responsabili dell’Agenzia per la lotta non repressiva alla criminalità organizzata di Bari), Laura Preite (presidente dell’associazione Culturarte e responsabile del progetto Treno della memoria), Alessandra Lupo (giornalista che si occupa anche della diffusione di pratiche partecipate per la gestione della cosa pubblica).

“Queste sono le nostre tredici storie. Le prime tredici storie. Non una hit parade, non una classifica, non un libro “finito”. Sono solo le tredici storie da cui siamo voluti partire, importanti per i percorsi di ciascuno degli autori, che hanno deciso di spendere il proprio tempo e le loro energie per questo progetto corale. Inutile dire che è solo un inizio del nostro Post”, sottolinea Paticchio nel libro. “Generazione Post. Post perché i latinismi ci piacciono, soprattutto quando li usiamo su un tablet ultrasottile. Post perché non vogliamo cancellare nulla, ma semplicemente aggiungere, cercare, trovare e proseguire. Post perché abbiamo voglia di correre e non più di inseguire”.

Info:
www.lupoeditore.com

www.facebook.com/generazionepost