Poesie del sol levante, 2004


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Quando il crepuscolo cede il passo alla notte nulla accade, si riposano gli uomini, i più fortunati vanno a dormire, altri cominciano a lavorare. Prendono le loro punto blu, le accendono e si dirigono verso uffici dove due o tre luci sono ancora accese. Così fino allo spuntare del sole, così fino a che il primo calore investe le finestre, i loro vetri, mette in luce la
polvere sospesa. E poi scendono le persone in disuso di ogni mestiere all’infuori del mestiere di guardare, misurare la vecchiaia delle pietre in parametro alle cartoline illustrate e lucide. Su queste cartoline c’è ditutto, disegni di temperature scevri dall’attenzione per i particolari che invece ha dominato diversi secoli. Chi trovano seduto può rispondere a qualunque domanda, sta lì ad attendere che il sol levante si alzi alto e riscaldi le undici del mattino,quindi può rispondere a qualsiasi domanda. Quando il sole si è alzato e ogni pranzo è stato consumato non resta più nulla, ad eccezione di qualche tedesco o inglese o giapponese che consuma un gelato,mentre tutti dormono. Per questi pomeriggi, per questi passaggi e per queste perdite di senso, per questo deragliare di ogni logica e piano, per tutti gli asintoti ed indirizzi perduti, per tutte queste cose il sol levante non stende ombre e non rivela contorni. Luce, luce e calore soltanto.

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