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Il ritorno de “l’incantiere”, lunedì 30 Marzo a Lecce.

Marzo 27, 2009

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Ritorna “l’incantiere”, la storica rivista di poesia curata dal “Laboratorio di poesia” di Lecce, diretta da Walter Vergallo e redatta con il supporto infaticabile di Arrigo Colombo, Gino Pisanò, Fernando Cezzi. “L’incantiere” è stato uno dei momenti di incontro di coloro che fanno e apprezzano la poesia. Memorabili alcuni numeri monografici, come quello su Dario Bellezza.

Questo numero è dedicato a Carmelo Bene. Il numero si apre con una poesia del Maestro. Segue un saggio di Walter Vergallo, intitolato Per Carmelo Bene: l’ego, il tu, l’oggetto (-natura); il tempo; il manque. E’ la volta poi di un ricordo di Piergiorgio Giacchè, intitolato significativamente “Perdere un amico”; per concludere poi la sezione critica della rivista con un intervento di Luigi A. Santoro, dal titolo “Ricordo”. Completano questo numero due interventi poetici, “Sul tema della donna pensosa” di Arrigo Colombo e “nel viaggio: segno voce significazione simbolo”, di Walter Vergallo. Il numero è impreziosito dalle fotografie di Anna Maria Contenti.

La rivista verrà presentata con uno spettacolo di poesia Lunedì 30 Marzo, alle ore 19.30, presso la Sala Conferenze del Castello Carlo V.

Cliccando sull’immagine qui sotto potete leggere la prima pagina, contenente gli indirizzi per richiederne una copia o per effettuare un abbonamento della rivista.

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le vie del signore sono sfinite

Luglio 11, 2007

Lecce, è bello associare i nomi delle tue strade ai quartieri, alle zone, ai ricordi. Dispiace accorgersi con un senso sottile di sarcasmo di come il buon senso e la cultura siano distanti tra di loro quando si tratta di scendere a patti con la praticità del quotidiano. Esempio? I nomi delle strade e il legame tra le personalità della storia, qual’è il grado di istruzione e quali quiz devono essere sostenuti per essere ammessi al catasto? Bando alle ciance. Se vi capita di visitare il bel quartiere di Castromediano (Cavallino-Lecce) vi troverete ad una svolta indicata da un cartello, “Via L. Caro”, dopo esservi spremute le meningi un pensiero balenerà nella vostra mente “ma sì…è proprio lui, Tito Lucrezio Caro, autore del vostro poema di lingua latina preferito, il De Rerum Natura”; non poco distante c’è “Via M. T. Cicerone”, fin qui tutto bene, Marco Tullio Cicerone. I nomi delle gens vengono abitualmente scambiati per cognomi. I più maliziosi potrebbero sostenere un’ipotesi secondo la quale questi sono ragionamenti capziosi, necessitiamo di un experimentum crucis, eccolo qui bello che pronto, sui viali, poco prima dell’incrocio che conduce al Provveditorato ecco una svolta alla nostra destra, “Via G. Desa”, niente paura, questa via non è intitolata ad altri che a “San Giuseppe Desa da Copertino”, il Santo dei Voli, il santo protettore di Copertino, quel santo asino immortalato in uno spettacolo scritto e  irrappresentabile da Carmelo Bene. A proposito, volete sapere come si chiama il piazzale/parcheggio autobus posto all’ingresso di Lecce provenendo da Brindisi? Ma sì, quel bel piazzale che ospita ogni anno la “Sagra de la Cecora Resta?” (il tempo passa-la cecora resta?)…”Piazzale Carmelo Bene”.
Se fosse stato possibile avrei preferito metterlo dietro il centro commerciale posto a metà della circonvallazione, in buona compagnia di piazzetta Bodini; ma tant’è, Piazzale Carmelo Bene è antistante al cimitero, quel cimitero dove Vittorio Bodini aveva ambientato un bellissimo racconto, “Il sei-dita”. Sarebbe bello se i nomi delle strade, quanto meno per ciò che pertiene alla cartellonistica, non ci facessero far fare brutte figure con i nostri morti.