Posts contrassegnato dai tag ‘Umberto Bossi’

Chi di stampa ferisce di stampa perisce.

Settembre 8, 2009

Abbiamo pazientato quattro mesi…ora basta! Non è passato molto tempo – le scorse elezioni europee sono ancora un ricordo tiepido – da quando la stampa ci ha subissato con le notizie dell’Affaire Noemi. Quasi non ne avessimo abbastanza si è presentato l’Affaire D’Addario, ovvero: escort a pagamento per il premier. Da lettori ci siamo quasi rotti le palle. Chi ha votato la maggioranza cerca di glissare con le parole dello stesso premier “non siamo mica santi”, quasi a dire: anche gli angeli mangiano fagioli. Chi non lo ha votato vomita sul selciato prima di esalare l’ultimo respiro e accogliere con ovazioni il Presidente della Camera ovunque egli presenzi, feste democratiche e isole comprese. Finché un giorno. Finché un giorno non ci si stufa di tutta questa melma. “Era pure ora!” sbottano i fedelissimi. Ecco che il bravissimo e stimatissimo Giordano viene allontanato dalla sua sedia di direttore de “Il Giornale”. Ecco che al suo posto ritorna l’ottimate Vittorio Feltri. Chi di stampa ferisce di stampa perisce. Rapida sequenza. Querela a Repubblica e alle famose dieci domande che possono essere rivolte a quel posto lì. Querela a “L’Unità”, nel caso che anche i baluardi estremi della resistenza e della libertà di stampa credano di passare impuniti – scrittrici comprese. Caso Boffo ovvero: come allontanare e punire un direttore con un articolo e un dossier finto, una bufala degna di Luther Blissett. Di oggi l’attacco a Gianfranco Fini, sempre dalle colonne de “Il Giornale”, scavalcato a destra dal Premier, troppo di sinistra, praticamente compagno. Chi sarà il prossimo? L’opinione dominante a quanto pare necessita di ‘aiutini’ per drizzare il consenso. Chi sarà il prossimo? Umberto Bossi? Chi può dirlo? Che dire di un bell’attacco al Carroccio? Giusto per non riscaldare troppo gli animi tra Libia e Italia, tra un barcone affondato e un altro respinto, approfittando della distensione imperante…Umberto Bossi…Chi può dirlo? Se non altro le ultime settimane hanno dimostrato che ogni testata dispone dei suoi dossier e foto etc. etc. [continua....]

Umberto Bossi, la carica dei 300.000!

Aprile 29, 2008

Elettori di destra, avete Umberto Bossi, e ve lo meritate. 15 Giorni. Sono bastati quindici giorni perché Umberto Bossi ritornasse a sfoderare i toni forcaioli cui ci ha abituato in questi anni di governo e non governo, sempre sulla breccia, sempre duro. La notizia è di 54 minuti fa, “Non so cosa vuole la sinistra, noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi”. Certo, come buon scodinzolatore tra qualche ora sarà pronto a smentire, dirà che la sua è una provocazione, è da provocazioni simili (ricordiamo tutti Calderoli quando indosso una maglietta con le famose vignette danesi) non vorremmo mai essere vaccinati. Eppure certe volte ci vogliono anticorpi come quelli posseduti da Verdone in “Troppo forte”, quando racconta – coincidenza – della sua partecipazione alla Palude del caimano. “Mi auguro aggiunge che la sinistra scelga la via delle riforme, non come l’altra volta che non vollero assolutamente la riforma federale”. È un’iperbole senza requie, o federalismo o morte, o federalismo o scontro, Umberto Bossi assume sempre l’atteggiamento del buttafuori dal mento alzato, che istiga allo scontro. E poi l’apoteosi “I fucili sono sempre caldi”. Bel Paese del cazzo!

Lega Nord, Manifestazione sul Po del 15 settembre 1996

Aprile 24, 2008

Correva l’anno. È il 15 settembre del 1996, il futuro Ministro per le Riforme, Umberto Bossi, si appresta a celebrare il Giorno della Dichiarazione di Indipendenza della Padania. Catene umane di persone sul Po. I militanti leghisti si stringono per mano. “La giornata è calda e c’è chi ama farsi anche il bagno”, nelle acque del Po.

Discorso di Umberto Bossi. È il 2 Giugno 1996. Festa della repubblica. Questo è invece lo splendido discorso che Umberto Bossi pronunciò nella meravigliosa cornice di Pontida. “Sul Po, ci sarà una manifestazione cui affluiranno milioni di persone, una manifestazione enorme, così che dopo aver creato il cuore, a Mantova, la testa della Nazione Padania, a Venezia, andrà sapete in un palazzo storico del centro di Venezia, i nervi, già i ministeri reticolari distribuiti sul territorio, il 15 settembre prenderà forma la colonna dorsale la spina dorsale della Nazione Padana: il Po, sarà allora – certo dovremo metterci attorno carne – io sento gente che pensa di poter fare le rivoluzioni in due secondi, sapete bene che non è possibile e sapete bene che chi dirige ha l’obbligo, ha l’impegno, ha l’obbligo morale di farle nel modo giusto, nella via gandhiana, quella che la Lega sta perseguendo, cioè una rivoluzione passiva che costringa il centralismo, il colonialismo, il razzismo romano a venire a patti o a subire lo schiantamento del braccio di ferro con la Nazione Padana”. Con tanto di riferimento a Gandhi, subito frenato da quello del braccio di ferro.

Li avete votati, li avete meritati, forse li avete sottovalutati un po’.