La decostruzione dell’odio. Su “Il legame” di Fabio Omar El Ariny


La decostruzione dell’odio.
Su “Il legame” di Fabio Omar El Ariny

Cantiere delle Twin TowersFinalmente svelato il legame tra l’incidente aereo di Linate, avvenuto nell’ottobre del 2001 e il presunto attacco del WTC, avvenuto l’11 settembre dello stesso anno“, un titolo di giornale al quale potrebbe essere attribuita una veridicità quasi assoluta dopo la lettura de “Il legame”, romanzo d’esordio di Fabio Omar El Ariny, giovane scrittore egiziano che vive e lavora a Milano, uscito per i tipi della Besa Editrice. Adel Kadry è un giovane uomo d’affari, figlio di un egiziano che è riuscito ad espandere il suo commercio partendo dalle spezie e arrivando a costruire un impero che, grazie anche all’abilità del figlio, è approdato negli USA, dove la corporation egiziana a capo dei Kadry è entrata in possesso di diverse società americane. Quale legame c’è, quindi, tra la vita del giovane rampollo e la catastrofe mediatica e terroristica delle Torri Gemelle? Adel, la mattina dell’11 settembre, deve prendere lo stesso aereo della United Airlines da Boston a Los Angeles, quello che dopo il dirottamento si è schiantato a Stony Creek Township, in Pennsylvania. La sua riunione di lavoro a Los Angeles, tuttavia, è stata annullata. Il suo nome compare già nella lista di arabi ‘designati’ come morti sull’aereo, che figureranno come potenziali terroristi nelle cronache del giorno dopo. La ragazza di Adel, Sonia, abita a Milano. Jean De Tennais è un giornalista di “Le monde” che in passato ha avuto a che fare con il padre di Adel, e che dopo aver appreso che il giovane è ritenuto uno degli attentatori si mette sulle tracce del genitore per cercare di farsi rilasciare un’intervista ‘a caldo’. Gli avvenimenti si succederanno in rapida sequenza, dimostrando la maestria dell’autore nel saper dosare gli elementi della narrazione, dalla quale spiccano le descrizioni dei luoghi e dei caratteri di ognuno dei personaggi. Un romanzo, “Il legame”, che pur partendo dal genere thriller riesce a contenere una storia piacevole, la cui lettura può essere consigliata anche a chi non è appassionato del genere. Nella vicenda vengono spesso descritti gli scenari politici internazionali, in particolare la situazione del Medio Oriente, la cui storia recente viene ripercorsa senza che si senta la volontà apologetica nel voler a tutti i costi dare una verità sui fatti. Un esperimento narrativo unico nel suo genere anche perché l’autore è un trentaduenne egiziano che scrive nella nostra lingua e decide di attingere ad un episodio storico che oramai è divenuto un mito della contemporaneità, non sono ancora molti gli scrittori che hanno affrontato il tema dell’11 settembre come fatto già storico; non soltanto un evento mediatico, ma probabilmente uno degli eventi che nei prossimi anni si rivelerà più latore di effetti mitopoietici, l’Attacco alla civiltà par excellence, indipendentemente dal fatto che suddetto attacco sia stato un attacco reale oppure il frutto della più grande messa in scena del XXI secolo, quella che non solo secondo le ipotesi contenute nel romanzo di Fabio Omar El Ariny, è avvenuta sui cieli e la terra degli USA alle 9 di mattina di un giorno di settembre.
Al termine della lettura resta l’impressione di un romanzo davvero piacevole, insieme ad un messaggio di speranza nei confronti di un dialogo possibile tra mondi diversi, quello arabo e quello occidentale, che l’autore è riuscito a trascendere dalla propria esperienza personale per rendere partecipe il lettore di una storia che colpisce per il bilanciamento della lingua e per la rapidità di esecuzione, in certi punti a metà tra una novel di Ellroy e la pellicola di Edward Zwick “Attacco al potere”.

anticipazione da Musicaos.it – Anno IV Numero 26, “Anelli deboli”

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