“È tutto normale”, recensione di Marco Mattanti su Il Recensore.com


Fuori dall’utero ogni uomo è perso“, si legge sulla quarta di “È tutto normale” (Lupo Editore, 2010) di Luciano Pagano. L’idea che viene in mente è quella che una volta nati siamo in balia di una certa dose di indeterminatezza che soggiace a un destino a volte nebuloso e poco scrutabile. Il concetto è sottolineato anche nella scelta della copertina, artwork intitolato “Evidently Goldfish”, opera dell’artista Nicoletta Ceccoli: una bambina che porta al guinzaglio un pesce rosso in un mondo di sogno. Ma entriamo nel dettaglio della vicenda.

Non ci sarebbe nulla di strano nel raccontare di due genitori che attendono con trepidazione il ritorno nella loro villa in Salento del loro figlio unico, neolaureato in Architettura, trasferitosi a Roma appena compiuti i diciotto anni. Tutto sarebbe normale, se non fosse che il giovane Marco Donini, rampollo di una famiglia che possiede un’azienda casearia che distribuisce i suoi prodotti in tutto il mondo, sta tornando a casa insieme a una persona il cui sesso non è stato specificato, e il cui nome, Kris, non lascia a intendere nulla.«Abbiamo abbastanza elementi per dichiarare aperte le indagini, ti anticipo che l’esito di questa ricerca non costituisce un punto a favore dell’ipotesi che si tratti di una donna», è così che Ludo con un pizzico di omosperanza sostiene l’incertezza di genere della persona che arriverà assieme a Marco. Tutto sarebbe normale se non fosse che ad attendere Marco non ci sono il padre e la madre del ragazzo, bensì due padri, Carlo Donini e Ludovico Carrisi. La descrizione della scena iniziale è l’impalcatura su cui verranno innestati i flash-back di una vita passata, quella di Carlo e di sua moglie Eleonora. I due giovani sposi, nel Salento degli anni ottanta, vivono spensierati e felici una vita fatta di gite al mare e pomeriggi trascorsi al circolo del tennis cittadino oppure a ascoltare musica a casa del loro migliore amico, Ludovico.

Sarebbe accaduto, prima o poi. Amavano la stessa musica. Frequentavano gli stessi posti. Facevano gli stessi viaggi, nelle stesse località, esotiche o misteriose a seconda di ciò che dettava la moda del momento. Asia, Nord-Africa, Estremo Oriente. Erano cresciuti in un mondo fatto di nomi propri, dove tutti erano consapevoli e allo stesso tempo cercavano di minimizzare le loro ascendenze familiari, per paura che sulla loro spensieratezza gravasse il peso di chi, un simile paradiso, poteva soltanto sognarlo. Chi l’avrebbe detto che Eleonora, fotografata con il suo sorriso splendente in una qualsiasi delle gite che avrebbero fatto su quella barca, avrebbe avuto un figlio da uno di quei due“.

Proprio Ludovico diventerà l’amante e poi il compagno di Carlo, con il quale crescerà il figlio Marco, una volta che Eleonora scomparirà per via di una malattia. Sono passati quasi trenta anni. Carlo oggi insegna Antropologia all’Università, Ludovico Carrisi è un notaio, i due vivono insieme. Eleonora si fa sentire pur nella sua completa assenza.
Dopo le torride atmosfere di “Re Kappa”, esordio di Luciano Pagano, il giovane autore salentino costruisce il suo secondo romanzo sull’ipotesi di uno dei tanti mondi possibili/plausibili nel quale si muove uno dei 100.000 figli di coppie omosessuali (uomini o donne) che vivono in Italia. Ne risulta un romanzo in cui il tema dell’omogenitorialità, facendo da sfondo, non diviene una gabbia per la vicenda che si snoda, alternando i dubbi di Marco (che non ha mai raccontato dei suoi genitori a Kris) agli imprevisti che danno alla vicenda un tono realistico.
Il romanzo si svolge in una giornata
, riportandoci indietro a poco meno di una trentina d’anni fa, nel periodo in cui Carlo e Eleonora si sono conosciuti e sposati, fino alla nascita di Marco.
In “È tutto normale” i ricordi affiorano con naturalezza mescolandosi alla vicenda presente. L’acuta descrizione dei caratteri è uno dei segni distintivi di questo romanzo, prova ne è il fatto che i personaggi restano ‘impressi’ nella mente per via delle descrizioni del loro vissuto interiore, soprattutto nei dialoghi. Dopo la lettura il lettore avrà la compagnia degli umori di Carlo, dell’insistenza verbale di Ludovico, della personalità eterea di Eleonora, della determinatezza così ingenua di Marco e di Kris. Già, chi è Kris? Non sappiamo nulla di Kris a eccezione del fatto che suo padre è un pastore canadese, ex-pilota d’aereo e omofobo. Marco Donini, tuttavia, ha in sé tutti gli anticorpi necessari per reagire a ogni situazione che gli si presenterà in questa giornata particolare, o almeno così spera.

È tutto normale” è un testo che si caratterizza per una scrittura misurata, vigile, capace di alternare i picchi emotivi di una storia straordinaria al punto da farcela accettare come normale fin dall’inizio, e che soprattutto è ispirata a una vicenda realmente accaduta. Ed è proprio grazie alla forza della scrittura di Pagano, matura rispetto all’esordio, che “È tutto normale”, nel “sud del sud dei santi” di beniana memoria, diviene una vicenda plausibile e allo stesso tempo un romanzo godibilissimo che non mancherà di destare interrogativi perfino nel lettore più smaliziato.

Marco Mattanti (diritti riservati)
link all’articolo originale su Il Recensore.com

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