“Vedi alla lettera I.” su “I.” (Nottetempo) di Francesco D’Isa


“Vedi alla lettera I.”
su “I.” (Nottetempo) di Francesco D’Isa

Sono passati poco meno di dieci anni da quando l’idea di copy-left ha cominciato a diffondersi nel mondo, anche se il concetto di influenza, nell’arte, è noto da secoli. Nessuno poteva immaginare, tuttavia, che un giorno, con l’avvento di internet, l’idea di condivisione nell’arte si sarebbe spinta oltre ogni limite immaginabile, permettendo di costruire vere e proprie opere ‘seriali’. Oggetti che non hanno nulla da invidiare, concettualmente, alle sperimentazioni musicali, artistiche, letterarie, del secolo scorso, basti pensare a nomi come John Cage per la musica o a Oulipo per quanto riguarda la scrittura.
James Crumley diceva che “lo scrittore mediocre copia mentre quello bravo ruba”. Ho rubato questa affermazione da Google, sarà vera?
E se decidessi di scaricare un centinaio di file in formato .ogg, un formato audio non-proprietario simile all’mp3 ma gratuito e open-source per poi farne una sinfonia? E se facessi lo stesso con una serie di clip scaricate da youtube? Questo stesso articolo è stato scritto con google document, su browser chrome e sistema operativo ubuntu; non un solo software proprietario è stato utilizzato per realizzarlo.
Ma perché tutto questo preambolo? Mi sembra di dovere spiegare l’abc a un novantenne.

Ecco, mi ci voleva un’introduzione di questo tipo per iniziare a parlare di quello che secondo me è il primo prodotto di editoria artigianale open-source pubblicato in Italia. Sono venuto a conoscenza di questo libro per una coincidenza, prima ancora di leggerne in giro. Un pomeriggio sono entrato nella mia libreria di fiducia e, facendo vagare pigramente lo sguardo in cerca di novità per la vista ho notato subito questo quadrato di Nottetempo. Il giorno dopo, per caso, su Twitter, l’autore di questo libro ha iniziato a followarmi, quando ho capito di chi si trattava sono saltato sulla sedia, “è il libro che mi ha cercato prima del suo autore?”. Così mi sono procurato “I.” di Francesco D’Isa.

È un paio d’anni che mi è venuta la fissa per i libri cuciti anziché incollati, esattamente da quando alcune case editrici hanno cominciato a fare uscire le loro novità in edizioni incollate vendendole allo stesso prezzo di un libro fatto come si deve. Ma tant’è, abituato all’inchiostro che si è trasformato in toner e alla rilegatura che si apre a metà volume spaginando i fogli di un’edizione tascabile, prende bene vedere che esistono ancora libri-libri. Questo volume, ideato e realizzato da Francesco D’Isa, è un “fumetto composto per intero da immagini di pubblico dominio o sotto una licenza Creative Commons. Io le ho scelte, montate, assemblate e (talvolta) modificate per ottenere la storia. Lo stile grafico e l’omogeneità dell’opera sono il frutto delle mie scelte, del montaggio e delle immagini a disposizione. I testi sono miei, per quanto in alcuni rari casi mi sia preso la discutibile libertà di copiare ed incollare citazioni di autori più o meno celebri, e persino modificarle”; è questa la migliore spiegazione di ciò che vedranno i nostri occhi scorrendo le oltre trecento pagine del volume.

L’idea è geniale, non inedita, ma realizzata in modo sopraffino. Un libro che secondo me non dispiacerebbe a Umberto Eco. Ciò che viene sciorinato davanti ai nostri occhi è una sorta di iper-romanzo filosofico-illustrato, con citazioni colte (grafiche e testuali) che affondano nella cultura moderna da Cartesio ai giorni nostri, facendo il verso in modo ironico a Voltaire, il che è un’iperbole perché scrivere/disegnare “alla maniera di” riuscendo a creare la stessa atmosfera irriverente da Encyclopédie rende tutto ciò uno spasso per l’occhio e per l’anima.

La grafica che all’inizio riprende questi stilemi grafici tra l’alto-rinascimentale e Durer andando avanti diventa minimalista, concettuale. A pagina 43 il protagonista ci regala un’epifania che condivido e che non comunico, per non togliervi il gusto di viverla dal di dentro. C’è proprio tutto, c’è la rivoluzione industriale, la nascita della coscienza e dell’introspezione, l’analisi dell’amore e del gioco, la girandola delle emozioni che fanno di ogni persona un essere vivente. Questo libro, arrivati a metà della lettura, ti dà l’impressione di un almanacco e allo stesso tempo di uno di quei libri che i dotti del medioevo compilavano apposta per il loro signori e Re, mettendoci dentro tutte le meraviglie del mondo conosciuto per dilettarli nei momenti di noia. C’è pure spazio per Google, in quest’opera, che in effetti aspira a essere motore di una ricerca immobile del senso inafferrabile, quello dell’esistenza.

La cosa bella è che le immagini contenute, essendo a disposizione di tutti, potrebbero essere rimescolate o estrapolate, sezionate, moltiplicate; un gioco infinito che Francesco D’Isa ha fatto per noi, facendo opera di scrittura di una nuova realtà a partire da quella esistenza. Tanto è vero che alla fine è difficile inquadrare quest’opera in un genere, proprio perché ne attraversa molti, non è una graphic novel, ma è anche una graphic novel; non è un romanzo, ma è anche un romanzo; non è un libro illustrato, ma è anche un libro illustrato. Ecco, un libro che nasce con queste carte non può che essere definito ‘capolavoro’, anche se il termine inglese di ‘masterpiece’ rende meglio l’idea di fondo, elaborativa, strutturale, artigianale.

Ci sono perle, come l’incontro con lo gnomo zen; ma a dire il vero è difficile non apprezzare in toto questo libro e leggerlo ripetutamente, lasciandosi trasportare dal suo stile frammentario, incalzante e persecutorio. Questa sorta di Histoire d’I. è un libro irripetibile, ineguagliabile, in una parola, imperdibile. Ecco perché ho deciso che, al termine di queste poche righe di incitamento alla sua lettura, non accluderò nessuna immagine tratta dal testo.

Questo è il link che vi permetterà di procurarvele tutte.

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